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Posts Tagged ‘verdini’

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lotti

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verdini

Per il senatore toscano le accuse contestate dall’accusa sono associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, più una presunta truffa allo Stato, scaturita dall’indagine sui fondi per l’editoria. La sentenza è prevista a fine febbraio. In totale i pm hanno chiesto di condannare 33 imputati per il crac della ex Bcc di Campi Bisenzio. L’accusa ha chiesto anche la confisca di beni per un valore complessivo di quasi 23 milioni di euro.

Trasformò una banca “nel suo bancomat privato” e nel suo riconosciuto centro di “potere e comando“. Poi ecco una serie di dettagliate ispezioni di Bankitalia: e nel 2010 il Credito cooperativo fiorentino fallì a vent’anni dalla nomina di Denis Verdini come presidente.  (altro…)

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verdini

La Procura vuole condanne per 18 persone. Tra le accuse quella di voler influenzare la Corte Costituzionale. Per altri episodi chieste pene anche per Cosentino e Sica per il dossier contro Caldoro e per il deputato di Ala Massimo Parisi.

Il leader di Ala Denis Verdini rischia un’altra condanna. LaProcura di Roma ha infatti chiesto per il senatore ex berlusconiano e ora garante delle riforme (e della tenuta della maggioranza al Senatouna pena di 4 anni al termine del processo sulla cosiddetta P3, una presunta associazione che puntava tra l’altro ad influenzare e condizionare gli organi costituzionali, tra cui la stessa Consulta. Di questo comitato d’affari segreti avrebbero fatto parte anche l’imprenditore Flavio Carboni – per il quale il pm ha chiesto una condanna a 9 anni e mezzo -, l’ex giudice tributarista Pasquale Lombardi – per il quale è stata sollecitata una pena di 8 anni e mezzo – e un altro imprenditore, Arcangelo Martino, al quale secondo i magistrati dell’accusa deve essere inflitta una pena di 8 anni e mezzo. (altro…)

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1 maggio 2016

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La prima pagina è dell'Unità del 2010:sei anni fa..

La prima pagina è dell’Unità del 2010:sei anni fa..

Vero: Berlusconi e Verdini hanno governato in un governo tecnico con Bersani ed erano nella maggioranza di Letta.
Con molti mal di pancia da parte dell’elettorato di sinistra, sia perché questi governi hanno poi portato avanti quasi esclusivamente politiche di destra (e aumentato le diseguaglianze nel paese), sia perché questo ha di fatto svuotato i partiti di centro dx (oggi in crisi) del loro elettorato che oggi potrebbe tranquillamente votare PD. (altro…)

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VauroDa eccesatira.blogspot.it

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A dispetto dei gufi, con baffetti e no, ormai Renzi si colloca molto più a sinistra della sinistra sudamericana. Infatti, mentre in Brasile la compagna Dilma Rousseff è arrivata a nominare Lula ministro pur di evitargli l’arresto, in Italia nessuno pensa ancora di offrire un posto di governo al Verdini condannato a due anni per corruzione. Ci si limita a tenerlo dentro la maggioranza: a portata di mano, pulita o sporca che sia.  Da una parte all’altra dell’oceano, il messaggio che la politica e i partiti cosiddetti progressisti mandano ai cittadini è: chi se ne infischia se un nostro sodale è nei guai con la giustizia, basta che ci sia utile o che lo si debba ricompensare per qualche servigio. (altro…)

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Il personaggio.

Dalla bancarotta alla truffa fino al condizionamento di organi costituzionali attraverso il sodalizio con Dell’Utri. Ecco il Verdini versione imputato.

FIRENZE – «Collezionista di processi», lo ha definito qualcuno. In pochi anni Denis Verdini si è trovato assediato dalle inchieste. Dopo la condanna di ieri, altri processi lo attendono. E probabilmente lui, come è suo costume, si presenterà per difendersi.
Nel 2002 fu processato a Firenze per violenza sessuale. Lo accusava una cliente della banca di cui era presidente, il Credito Cooperativo Fiorentino di Campi Bisenzio. L’onorevole azzurro fu sempre presente in aula, non fece perdere tempo al tribunale, si difese nel merito e fu assolto.

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Il leader di Ala, che sostiene la maggioranza del premier, riconosciuto colpevole in primo grado di aver premuto per far ottenere lavori all’azienda di Riccardo Fusi, già condannato insieme a Balducci, Piscicelli e altri. E si apre il caso politico sull’opportiunità dell’abbraccio con l’ex coordinatore di Forza Italia. Anche all’interno dei Dem.

Il senatore Denis Verdini è stato condannato a due anni, pena sospesa, per concorso in corruzione relativamente alla vicenda degli appalti per la ristrutturazione della Scuola dei Marescialli di Firenze. Lo hanno deciso i giudici della settima sezione penale del tribunale di Roma che hanno accolto la richiesta del pm Ilaria Calò. Verdini era presente in aula al momento della sentenza. Il reato, secondo quanto spiegano i suoi avvocati, si prescriverà entro l’estate. Si tratta di uno dei 5 processi che vedono imputato Verdini. (altro…)

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OrfiniSperanza attacca: “Renzi l’ha accolto” E Ala precisa: non andiamo ai gazebo.

Il soccorso dei verdiniani ai candidati renziani alle amministrative manda in tilt il Partito democratico. Troppo ingombrante la figura di Denis Verdini per accettare un impegno diretto di Ala alle primarie dem della Capitale. Intempestiva, di certo, la voglia di “gazebo” confidata da Ignazio Abrignani, fedelissimo del ras toscano: «A Roma io e i miei amici voteremo per Giachetti». E così, fin dal mattino, la sinistra denuncia il legame sempre più stretto tra il Partito democratico e “Denis”, mentre il commissario dem di Roma Matteo Orfini ci mette la faccia per chiudere il caso: «Se davvero Verdini ha voglia di primarie – sostiene – convinca la destra a organizzarle. Le nostre sono off limits per chi non è di centrosinistra».

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giannelli

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VerdiniPalazzo Chigi è parte civile nel processo all’ultimo acquisto della sua maggioranza, imputato per il crac del Credito cooperativo toscano e per aver abusato dei fondi per l’editoria.

Ora che Denis Verdini e il suo movimento (Ala) sono di fatto nella maggioranza – dopo il voto di fiducia al governo sulle unioni civili – le geometrie politiche di Matteo Renzi si rivelano sempre più controverse e imbarazzanti. Lo dimostrano atti, documenti e soprattutto udienze in corso. Come quelle davanti al Tribunale di Firenze. Il 17 marzo il fondatore di Ala, salvo ripensamenti, dovrà presentarsi al processo che lo vede alla sbarra per una dozzina di capi d’imputazione. I fatti risalgono a quando, da parlamentare, era anche presidente del cda del Credito Cooperativo Fiorentino che, secondo l’accusa, Verdini avrebbe portato al dissesto. (altro…)

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Di Maio

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vauro

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giannelli

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Ellekappa

Bersani: no a ammucchiate. Il premier: non sono nella maggioranza. Carrai? Ognuno porta i suoi.

ROMA. Tre vicepresidenti di commissione al Senato vanno agli uomini di Denis Verdini, per di più in quota maggioranza. E nel Pd si apre il caso. Il premier Matteo Renzi prova a stroncarlo sul nascere.
Verdini non è entrato in maggioranza e il dibattito sulle poltrone, dice nel salotto di Porta a Porta, «non mi appassiona, forse appassiona gli addetti ai lavori: per quelli di Ala non c’è alcuna presidenza, ce n’è semmai una di Forza Italia».

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sorpassiPer Ghisleri l’alleanza costerebbe ai dem 15 punti rispetto alle Europee del 40%.

Il tema ha tenuto banco in quasi tutti i conciliaboli ieri mattinain piazza Montecitorio, davanti alla bara di Pietro Ingrao, e ha fatto poi esplodere di gioia Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che sul suo Mattinale, l’house organ online del gruppo azzurro,ha chiosato così i clamorosi dati:“Per questo,incoraggiamo Alfano e Verdini a fare in fretta quello che devono fare, sciogliendosi nel Partito di Renzi. Lo porteranno alla sconfitta. Poi per vincere ci pensiamo noi”.

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verdiniMentre noi scriviamo e voi leggete, Denis Verdini è indaffarato in frenetici conciliaboli tra ristoranti, bar e un ufficetto nel centro di Roma, dove riceve vorticosamente parlamentari forzisti (soprattutto senatori, i più richiesti) per convincerli a passare con lui,cioè nel suo movimento “Ala” che, se tutto va bene, diventerà presto un gruppo autonomo alla Camera e al Senato. Ala è l’acronimo di “Alleanza liberalpopolare autonomie” ma, per quanto lo riguarda, potrebbe esserlo pure di “Associazione loschi abusi”, “Avanzi logge accroccate”, “Astenersi luridi antirenziani”, o “Antipasto e lonza amatriciana”.Tanto è un parcheggio a ore per fare rifornimento in vista della ripartenza verso il Partito della Nazione,destinato a superare i polverosi steccati ideologici fra destra e sinistra, ma soprattutto fra guardie e ladri.

Gli alti principi ispiratori del suo agire li ha illustrati egli stesso davanti a una pajata: “Tutti mi chiedono cosa ci guadagnano a venire con me. Gli rispondo che sono il taxi. Vuoi rimanere al potere? Solo io ti conduco in dieci minuti da Berlusconi a Matteo”. Poi, contro ogni sospetto di mitomania, l’Uomo Taxi ha rivelato: “Ho giurato a Matteo che costruiremo assieme il partito della nazione” (o della dazione, non sè capito bene, ma agli astanti è piaciuto lo stesso).   Le alate frasi sono uscite domenica su Repubblica,unite alla notizia – destinata a elettrizzare vieppiù la base Pd–che i conti dei nuovi acquisti “Verdini li tiene direttamente con Luca Lotti:si intendono a meraviglia, c’è una linea diretta tra i due. Stessa musica con Renzi, chiamato affettuosamente ‘Matteuccio’”. Ora, siccome Repubblica non è proprio un bollettino di provincia, c’era da attendersi una smentita dal premier Matteuccio e dal sottosegretario Lotti. Ma non è arrivata, perché tutti sanno che è tutto vero.Così com’è vero che Verdini, avendo compilato per 15 anni le liste locali e nazionali di FI, sa vita, morte e miracoli di tutti i forzisti, il che lo rende particolarmente persuasivo quando li invita, a seconda del peso specifico, per un caffè, o per un pranzo,per una cena,o direttamente nel suo ufficio a digiuno. Casomai se lo fossero scordato, l’ha rammentato a tutti con un pizzino via Twitter una delle ultime new entry, Francesco Saverio Romano da Palermo, intimo di Totò Cuffaro, già imputato per mafia e assolto con formula dubitativa: “Gli amici di FI usino cautela parlando di Denis. È galantuomo, conosce la loro biografia e mantiene riserbo”. Denis Musk,l’uomo che non deve chiedere mai.

In attesa di sapere qualcosa del listino per la nomina dei futuri senatori, sarebbe già un trionfo conoscere il listino prezzi dei senatori attuali. Se per l’immediato Denis Musk può offrire parecchio (posti di governo nel prossimo rimpasto, presidenze di commissione e cadreghe di sottogoverno), ben altro chiedono i profughi forzisti, per lo più migranti economici: la garanzia di essere rieletti,con prebende e soprattutto immunità. E, con l’attuale legge elettorale (l’Italicum), Verdini ha ben poco da regalare: se il premio di maggioranza va al primo partito,e non alla coalizione,i rieletti (cioè i rinominati) saranno tutti del Pd,dei 5 Stelle e del nascente listone Forza Lega. Che senso ha allora fuggire da FI? O il Pd – o come diavolo si chiamerà–accoglie Verdini e la sua fairy band,il che appare francamente improbabile persino per uno come Renzi (che già deve aggiungere posti a tavola agli alfanoidi), oppure il barcone dei profughi andrà alla deriva. Denis Musk promette che “l’Italicum cambierà, ma solo nel 2017”, per infilare anche Ala nella prossima abbuffata. E anche su quest’affermazione, in lievissima contraddizione con le frasi ufficiali di Matteuccio e Maria Elenuccia, si attendono ancora smentite. L’altroieri però quel gran genio di Bersani, dopo mesi di campagna acquisti verdiniana, ha notato qualcosa: “Fuori Verdini dal nostro giardino”. Gli ha risposto Roberto Giachetti con un breve riepilogo degli inciuci fatti dalla ditta bersaniana con FI (allora coordinata da Verdini) negli ultimi quattro anni, da Monti a Letta, prima che arrivasse Renzi: “Perché allora il voto di Verdini non puzzava?”. Gli si potrebbe rispondere che almeno non l’avevano promosso a padre costituente né a reclutatore di truppe governative, ma questi son dettagli. Anche perché gli inciuci risalgono a molto prima, e non con Verdini, ma con B.   È questo il peccato originale che macchia le coscienze di tutti (compreso Giachetti,che è alla Camera da 15 anni e non risulta aver mai storto il naso) e non consente a nessuno di dare lezioni. Nemmeno di notare che Renzi, pur non avendo alcuna analogia biografica con B., ha sostituito il programma del Pd con quello di FI e fa tutto ciò che neppure B. era riuscito o aveva osato fare (mancava giusto il Ponte sullo Stretto, infatti ieri il governo ha riaperto la pratica).

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 30/09/2015.

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