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Posts Tagged ‘vertice europeo’

L’andamento del vertice di Bruxelles, i provvedimenti presi e immediatamente esecutivi, gli obiettivi di fondo per la costruzione di un nucleo politico di Stato federale europeo, sono stati già ampiamente illustrati. I protagonisti hanno parlato e commentato. I mercati hanno risposto in modo estremamente positivo. Le Borse – specialmente quelle italiane spagnole francesi e Wall Street – hanno segnato i massimi di tutto l’anno; lo “spread” italiano è diminuito di 50 punti-base, il tasso di cambio euro-dollaro è aumentato di 2 punti-base. (altro…)

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ANCHE MONTI SEGNA UN GOL.
Al vertice europeo il premier strappa lo “ya ” della Merkel.
allo scudo salva-spread, “ma l’Italia non lo userà”. Ancora “nein” invece sugli eurobond. La Borsa di Milano guadagna il 6,6%.

Sarebbe bello poter dire che l’euro è salvo, che l’Unione europea si è rilanciata, che i mercati finanziari sono stati domati, che il problema del debito è risolto. E che il governo Monti può avere in patria la stessa forza che ha dimostrato negoziando con Angela Merkel a Bruxelles. Sarebbe bello, ma sbagliato. I problemi che hanno reso tanto importante e atteso il Consiglio europeo concluso ieri sono ancora lì: Paesi troppo indebitati che non riescono a crescere e soffocano negli interessi da pagare, un’Europa indebolita da egoismi nazionali e dalla sua incapacità di presentarsi come un investimento e non come un costo, partiti italiani liquefatti che impediscono agli investitori internazionali di prendere sul serio il Paese. Perché sanno che dopo Monti toccherà di nuovo a loro governare. Eppure il faticoso vertice europeo ha cambiato molte cose. Monti si è esposto come mai aveva fatto, essendo uomo prudente, sfidando Angela Merkel non tanto sui singoli provvedimenti (dall’efficacia incerta) quanto sull’approccio alla crisi. Monti ha vinto, la Merkel ha perso. (altro…)

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Vista dall’Italia, l’opinione pubblica tedesca sembra credere che la crisi economico-finanziaria stia attaccando gli Stati sovrani dell’area mediterranea, risparmiando il cuore virtuoso dell’Europa più forte. Io credo invece che la prospettiva sia sbagliata e soprattutto che la verità sia più allarmante. L’attacco è all’Europa stessa attraverso la sua periferia più debole: è alla moneta come strumento e simbolo dell’unità del continente, e dunque è a tutto il processo politico, storico e culturale di costruzione europea che ha evitato conflitti per quasi settant’anni.
Vista dalla Germania, immagino che l’Italia sembri un problema troppo complicato per provare a risolverlo, e troppo serio per essere ignorato. (altro…)

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