Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘vestiti’

consumiROMA . Lasciate perdere l’altalena degli spread, il terreno perso dal Pil, la sostenibilità del debito, i fragili equilibri del deficit strutturale, finanche le percentuali di disoccupazione giovanile e non. In tasca, in termini di spiccioli e banconote, quanto ci sono costati questi maledetti cinque anni di crisi? La risposta fa paura ed evoca l’immagine del precipizio. Fra il 2008 e il 2013, i consumatori italiani, dice una ricerca della Fipe (la Federazione italiana dei pubblici esercizi) hanno tagliato dalla loro spesa quotidiana più di tutti i consumatori europei messi insieme. Esattamente 67 miliardi di euro, che nel 2008 ci potevamo permettere e a cui, nel 2013, abbiamo dovuto rinunciare. In media, ognuno di noi ha dovuto dire addio a quello che avrebbe potuto comprare con 1.215 euro: l’equivalente di un tablet più uno smartphone, o anche scarpe, cappotto, caviale e champagne.

(altro…)

Read Full Post »

Questo slideshow richiede JavaScript.

Greenpeace in azione nella Galleria Vittorio Emanuele in occasione della Fashion week.

Evento fuori programma per l’apertura della settimana della moda milanese con attivisti di Greenpeace in azione nella Galleria Vittorio Emanuele, per chiedere alle più importanti case di alta moda di eliminare le sostanze chimiche pericolose dai propri vestiti.

Gli attivisti hanno calato un banner di 100 metri quadri dal soffitto della Galleria, sul quale sono raffigurati la top model russa Eugenia Volodina e un giovane Re chiaramente oltraggiato dalla presenza di sostanze tossiche nei suoi vestiti. Il testo del banner è “Beautiful fashion, ugly lies? #TheKingisNaked”. Allo stesso tempo altri attivisti a terra hanno aperto uno striscione con il messaggio “Versace, Detox now!” per chiedere al noto brand italiano di agire subito per ripulire i propri vestiti. (altro…)

Read Full Post »

L'ivaUn costo tra i 200 e i 300 euro annui a famiglia.

ROMA— Cartellini dei prezzi alla prova dell’aumento Iva che scatta da oggi. Il rincaro, inevitabile dopo l’apertura della crisi politica, riguarderà l’aliquota più alta che passa dal 21 al 22 per cento. Nel paniere radio, computer, vino, birra, tv e, soprattutto, benzina (da oggi più 1,5 centesimi al litro e 1,4 per il gasolio). Nella lista dei beni soggetti a rincaro anche scarpe, mobili, giocattoli, detersivi e parrucchieri. Dovrebbero restare al riparo dall’aumento i beni di prima necessità, come pane, carne, pesce e latte, la cui aliquota ridotta non è soggetta all’aumento: tuttavia potrebbero subire il riflesso del rincaro dei prezzi del trasporto. (altro…)

Read Full Post »