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Posts Tagged ‘vieni via con me’

La tv pubblica rinuncia alla trasmissione record d’incassi. E Fazio decide di spostarla sulla tv finanziata da Telecom.

 I celebri “elenchi” e gli estenuanti ma coinvolgenti monologhi di Saviano non li vedremo più. Per essere precisi non li vedremo più sulla Rai. La tv di Stato ha deciso di rinunciare ad una delle trasmissioni di maggiore successo di questa stagione. Dopo la chiusura di Annozero, anche la strana coppia Fazio/Saviano passa sulla tv privata. Sarà La7 ad ospitare la trasmissione. Lo ha reso noto Saviano “Dopo che per lungo tempo hanno cercato di cancellare, dimenticare, renderla impossibile, sono felice che La7 ridia la possibilità di tornare a parlare, di tornare a raccontare a un pubblico che spero essere il più ampio e trasversale possibile”, spiega il giornalista. (altro…)

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La coppia di “Vieniviaconme” si riforma a “Che tempo che fa”. “C’è il desiderio di fare un’altra edizione del programma”. Lo scrittore parla del nuovo libro, della rottura con Marina Berlusconi e Mondadori, dell’attualità. “Il caso Ruby? Emerge la solitudine di un anziano…”

ROMA – Questa sera a Che tempo che fa, su Rai Tre, si ricompone la coppia Fazio-Saviano, dopo gli ascolti record 1 di Vieniviaconme. Una puntata monografica, ospite lo scrittore, che vede tornare insieme i due protagonisti di uno dei programmi più apprezzati dal pubblico in questa stagione televisiva, nonostante le difficoltà incontrate, a novembre, prima e durante la messa in onda della trasmissione, fra censure preventive e tentativi della direzione generale Rai di stravolgere le scalette 2 imperniate sui monologhi dell’autore di Gomorra. E con l’ospitata obbligatoria concessa al ministro dell’Interno Roberto Maroni 3 per replicare al raccojnto-denuncia di Saviano sulla “‘ndrangheta che al Nord interloquisce con la Lega 4“. A Che tempo che fa, Fazio e Saviano colgono l’occasione per un annuncio. “Abbiamo deciso che la rifacciamo, c’è la voglia di rifarla” dice il conduttore passando in rassegna, assieme all’amico, una sorta di ‘elenco degli elenchi’ di argomentidi attualità da affrontare nel futuro programma. (altro…)

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Esce il libro che raccoglie le storie raccontate dallo scrittore a “Vieni via con me”. Anticipiamo l’introduzione con una personale top ten. Saviano presenterà il libro domani a Milano, alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte alle ore 21.

SE il tuo mestiere è scrivere, fare televisione è come cercare di respirare sott’acqua. Non puoi farlo perché non hai le branchie, devi trovare il modo, un modo qualsiasi per non morire soffocato. Quando Fabio Fazio mi incontrò proponendomi di raccontare in televisione storie d’Italia, d’istinto la mia risposta fu sì. Ne ero entusiasta, ma feci solo un lieve cenno con la testa come se a dire sì fosse più il mio corpo che il mio pensiero. Ero lusingato dalla proposta, ma intravedevo molte difficoltà. L’idea era nata dopo che una puntata della trasmissione di Fabio a cui avevo partecipato aveva raggiunto, in prima serata, ascolti molto alti raccontando storie di camorra, di libri e scrittori perseguitati. Ma lavorare a un programma televisivo, costruirlo dal primo all’ultimo minuto, ha per uno scrittore qualcosa di irreale. “Vedrai che riusciremo” mi rispose Fabio, che aveva capito cosa si agitava nella mia testa e voleva in qualche modo tranquillizzarmi. Da quel momento abbiamo condiviso tutto, soddisfazioni e dubbi, timori e rabbia: come è raro che accada, o comunque come a me non era mai successo. (altro…)

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Quarta e ultima puntata di “Vieniviaconme”. (Tutti i video a fine articolo).Fra gli ospiti, Dario Fo e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Fazio annuncia in diretta la morte del regista. Il capostruttura di RaiTre, Mazzetti: “Vorremmo fare altre quattro puntate in primavera, chissà che ne pensano i vertici di viale Mazzini…”

Forse è vero che siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni. La pipa di Pertini e Bearzot e quella di Luciano Lama, la barba di Tiziano Terzani, gli scarpini di Roberto Baggio, la tonaca di don Milani e il megafono di Fellini, gli occhi di Sofia Loren e la bicicletta di Marco Biagi. E’ l’elenco – parziale, quello completo è molto più lungo – di “ciò di cui tutti noi siamo fatti”, il puzzle di un’Italia da sogno, quella che autori e conduttori di Vieniviaconme hanno provato a evocare nel corso delle puntate. L’elenco di “ciò di cui tutti noi siamo fatti” è uno dei primi letti in trasmissione, dopo quello su “che cosa ho imparato con questo programma” con cui Fabio Fazio ha inaugurato l’ultimo appuntamento. Alcune immagini di repertorio ricordano al pubblico chi era Walter Tobagi, il giornalista assassinato nel 1980. A sua figlia Benedetta il compito di elencare “le cose che le ha lasciato suo padre”, a Francesco De Gregori quello di cantare Viva l’Italia. C’è anche un ricordo per Enzo Biagi. Nel cuore del programma irrompe la notizia della morte di Mario Monicelli 1. E’ Fazio a darla, in diretta.

Chiude il programma delle polemiche e dei record, spettatori aumentati di puntata in puntata (rispettivamente oltre 7 milioni e seicentomila, oltre 9milioni, quasi 10 con picchi di 11) e il merito di aver introdotto, con successo, un nuovo linguaggio televisivo, con l’invenzione degli elenchi che danno voce ad artisti o gente comune nella narrazione dell’Italia di oggi. La prova che “un’altra tv è desiderata da milioni di italiani”, come ha detto Saviano in un’intervista a Repubblica 2. Un fenomeno anche sul web, con oltre 11 milioni di pagine viste tra il sito ufficiale della trasmissione 3, quello della Rai e il canale Rai su YouTube. Quasi 200 mila i fan della pagina ufficiale Facebook.

Dopo aver parlato – fra i tanti argomenti – di “macchina del fango” e Unità d’Italia, ‘ndrangheta al Nord, eutanasia, rifiuti, omosessualità, tagli alla cultura, attualità politica, lotta dello Stato alle mafie, vittime del terrorismo, carceri, migranti, lavoro, condizione femminile, l’ultima puntata comincia con un monologo di Roberto Saviano sul terremoto in Abruzzo. “La casa dello studente era fatta male, è il simbolo della condotta criminale di chi costruisce senza rispettare le regole”, dice. E racconta le “piccole” storie dei giovani, Alessio, Davide, Michelone e tutti gli altri morti sotto le macerie. Quell’edificio “era una bomba a orologeria”, accusa l’autore di Gomorra. C’è Dario Fo che fa l’elenco ironico e attualissimo dei consigli del Principe di Machiavelli. Dopo la protesta degli studenti, anch’essa sotto forma di elenco (mutuata proprio dal format di Vieniviaconme) Saviano cita l’opposizione alla riforma Gelmini, che ha portato i ragazzi in cima ai monumenti e ai tetti dei rettorati. “Sui tetti si sogna. Si sogna un’università pubblica, libera e aperta”, dice una ricercatrice. E Domenico Starnone sottolinea che “la scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti”, mentre “la scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero”. C’è anche Milena Gabanelli, con l’elenco delle cause che incombono sulla testa di Report. “Il totale, per ora – conclude la giornalista – è di 251 milioni di euro”. (altro…)

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L’ELENCO. Dieci milioni di spettatori, oltre il trenta per cento di share, cifre superiori al Grande Fratello per un programma fieramente antitelevisivo. I politici usati dalla tv e non viceversa. Un fronte di critiche trasversali, da Grillo a Libero, e un altrettanto trasversale successo di pubblico. La signora Welby che fa più ascolti del festival di Sanremo, gli sfollati dai campi rom più dell’Isola dei Famosi. Nel nome della più bella canzone di Paolo Conte si è compiuta una rivoluzione nel costume televisivo.“Con la volontà rispondo sì, con la ragione no. Diciamo che un’altra tv è desiderata da milioni d’italiani. Ma la reazione dell’establishment politico-televisivo è stata tale da farmi pensare che sia troppo presto. La Rai non sopporta che la tv pubblica diventi strumento di un vero dibattito sociale, culturale. L’hanno permesso perché non se n’erano accorti, non se l’aspettavano. E nemmeno noi. Ma la prossima volta sarà impossibile”.

Fabio Fazio, allora un’altra tv è possibile e quindi un’altra Italia?

Karl Kraus diceva: la satira che il potere riesce a capire, viene giustamente censurata. Vale anche per “Vieni via con me”. Al principio erano soltanto preoccupati che parlaste di Berlusconi, e invece…
“Non l’abbiamo quasi mai nominato, tolta la prima puntata. Siamo il primo programma già nel dopo Berlusconi”.

Nonostante questo, vi sono saltati addosso tutti. Perché?
“Abbiamo fatto una tv riformista e non c’è cosa che spaventi più del riformismo. La rissa a somma zero di altri talk show in fondo è del tutto innocua”.

Era un programma non ideologico, Saviano e lei non lo siete, gli ospiti hanno raccontato storie. La signora Welby e il signor Englaro hanno raccontato tragedie di famiglia. Come si spiega che il cda Rai abbia chiesto di far replicare a un’esperienza di vita con un comizio ideologico di un movimento integralista cattolico?
“Accettare quella replica dei Pro Vita avrebbe significato ammettere che Mina Welby e Beppe Englaro avevano parlato in favore della morte. Non esiste direttiva Rai che possa impormi un’assurdità del genere”.

Più che un programma, siete stati il fenomeno sociale di queste settimane, insieme alla lotta universitaria. Anche la vostra era una specie di “occupazione”?
“Il parallelo mi piace e mi è piaciuto che gli studenti abbiano adottato nelle lotte lo strumento dell’elenco. Sono segnali che sta accadendo qualcosa di profondo nella società italiana, che parte dai due luoghi principali di formazione dell’opinione pubblica, la scuola e la televisione. E riguarda i valori, l’identità”. (altro…)

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Auditel: un’altra puntata record. Il tema dei rifiuti di Napoli. L’elenco del ministro Maroni.

Vieni via con me non finisce di stupire. Anche la terza puntata, infatti, andata in onda ieri sera ha fatto regostrare ascolti altissimi.
La media, secondo l’Auditel, è stata di 9.671.000 spettatori. Ancora una volta si tratta del programma più visto della prima serata di ieri e la cosa più sorprendente è che la puntata è stata piena di “difficoltà”, passando dai rifiuti di Napoli, alla criminalità, ai problemi degli handicappati.
Ma il programma di Fazio e Saviano continua a raccogliere audcience da partite della nazionale di calcio (quelle importanti, perché le altre le ha già superate).
A distanza, gli altri programmi: in 6.153.000 hanno visto I soliti ignoti su RaiUno e in 5.219.000 il Grande fratello su Canale 5. 
Roberto Maroni, che alla fine – come da accordi – ha letto un elenco di 3 minuti (qui il video su YouTube) sulle iniziative per contrastare le mafie.
Di Roberto Saviano, che tiene incollati allo schermo con il suo monologo sui rifiuti e i veleni (qui il video della Rai). E poi c’è la comicità di Corrado Guzzanti, il cui video (qui potete vederlo), e anche di questo ne siamo certi, domani figurerà tra i più cliccati.
 

 L’elenco di Maroni: “Ingiuste le parole sulla Lega” (video)

Verso le 22 entra in studio il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Per lui, come per gli altri, un elenco della durata di 3 minuti (qui il video su YouTube).
Il ministro legge la lista degli interventi fatti contro la mafia. Cita nomi, fatti, persone. Solo alla fine, arriva al “punto dolente”, il monologo della scorsa settimana di Roberto Saviano. “Le parole sui legami tra Lega e ‘Ndrangheta – dice Maroni – sono state ingiuste”.
Finisce così. Ma Fabio Fazio, alla fine della lettura, lo incalza: “Ministro, noi abbiamo solo detto che la mafia interagisce con il potere. E non c’è dubbio che la Lega, al Nord, è tra i partiti al potere”.
“Giusto”: risponde Maroni. “Ma visto che la percezione era stata un’altra era giusto fare chiarezza”. (altro…)

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Chi decide sulla propria vita?

Come se non bastassero le invettive di Maroni contro Saviano (gravissime, visto che provengono dal ministro dell’Interno), a puntare il dito contro la trasmissione Vieni via con me ci si è messa pure la Chiesa. Stamane il giornale dei vescovi, Avvenire, ha ritenuto opportuno rimediare alla «colpevole lacuna» della trasmissione, che lunedì ha avuto il grave torto di invitare Beppino Englaro e Mina Welby «senza contraddittorio».

Ora, di grazia, ma in cosa sarebbe dovuto consistere questo contraddittorio? Mina Welby è la moglie di Piergiorgio, malato di distrofia muscolare, che a un certo punto della sua vita, ha ritenuto di non poter più sopportare una situazione che considerava disumana e ha chiesto alla moglie e a un medico di staccargli il respiratore, unica cosa che lo teneva in vita, nel modo più indolore possibile. Beppino Englaro è il padre di Eluana, in stato vegetativo permanente per 17 anni, che ha lottato affinché sua figlia non fosse tenuta in vita artificalmente e a oltranza per chissà quanti anni ancora.

Il contraddittorio, a leggere Avvenire, doveva consistere nell’invitare qualcuno che, nella stessa situazione di Welby, avrebbe deciso di continuare a tenersi il respiratore e, nella stessa situazione di Beppino, avrebbe continuato la nutrizione artificiale della figlia. In questo contorto ragionamento c’è un piccolissimo particolare che i sedicenti difensori della vita omettono sistematicamente e che inficia irrimediabilmente le loro posizioni: NESSUNO IMPEDISCE A CHI VUOLE CONTINUARE A STARE ATTACCATO A UNA MACCHINA DI FARLO. Mentre, al contrario, a Welby, come a Eluana, era impedito di staccarsene. Tutto qui. Una piccola, grande differenza. Per questo il «contraddittorio» è una fantasma agitato perché sa di politicamente corretto ma è, in questo caso, totalmente fuori luogo. (altro…)

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Bersani e Fini: due parole insieme
Bersani e Fini si sono parlati negli studi Rai di Milano. «Una chiacchiera la si fa sempre…», risponde il segretario del Pd ai giornalisti ma non dice altro. Fini era uscito da una porta laterale con Elisabetta Tulliani senza rilasciare dichiarazioni.

I fratelli Servillo
I fratelli Servillo, l’attore Toni e Beppe con i suoi Avion Travel, fanno “vieni via con me” di Paolo Conte. Il programma è finito tardi, non c’è tempo per il duetto Fazio-Saviano ‘io resto perché, io vado perché’.

Albanese/Pilo: io sono la realtà
Pilo, il politico: Le cose che non ho mai fatto e mai farò. Mai pagato tasse. Mai rispettato limite di velocità. Mai fatto raccolta differenziata, mai dato precedenza, mai costruito con permessi edilizi. Io ci sarò sempre, qualunquemente, io sono la realtà, voi la fiction. Avemo lo scrittore, Bobo. Sei giovane, pensa a Pilo. Ma a me non hai dedicato un rigo. Per il prossimo libro ti regalo un suggerimento: fatti i cazzi tuoi.

Albanese: abbassare le tariffe
Albanese/Pilo: Il politico ha diritto di rilassarsi. Bisogna abbassare le tariffe (indovinate di che, ndr). In amore e in edilizia è vietato vietare. E la meritocrazia: mia moglie non potrebbe fare L’ingegnere del ponte sullo stretto perché ha la terza media. Ma tanto non regge: è zona sismica.

Don Citto Laqualunque (Albanese): le ragazze qui maggiorenni
Il politico Pilo avvisa che le due ragazze, una bionda e una di colore, sono maggiorenni. E se dovessero essere fermate, una è nipote di Churchill, l’altra di Otello. Poi: “troppo buonismo qui”. Ho lavorato, ho fatto leggi per rendere edificabili zone a rischio idrogeologico, ho fatto leggi, ho tirato fuori mafiosi. “Poimente l’occasione del sud, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Ci siamo superati: un miliardo per un chilometro in 20 anni. E così ho garantito lavoro a un operaio dai 18 ai 65 anni. Questo è realismo in purezza”. E poi “l’orgoglio, il Ponte sullo Stretto. Ho posato la prima, anzi l’undicesima pietra. E poimente la conquista: l’auto blu per tutti. E dedico questo elenco ai professionisti del lamento”. (altro…)

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Leggeranno un breve elenco di “valori della destra”, e “valori della sinistra”, si legge in una nota. Continuano le proteste del Pdl: per Cicchitto a viale Mazzini “c’è una situazione imbarazzante”.

Confermata la presenza del presidente della Camera Gianfranco Fini e del segretario del Pd Pierluigi Bersani alla puntata di questa sera del programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano Vieni via con me. Dunque Rai3 ha deciso di “disobbedire” al volere del direttore generale Mauro Masi che aveva intimato: “No ai politici in trasmissione” 1. I due politici sono stati invitati – si legge in una nota Rai – a leggere rispettivamente un ‘elenco dei valori della destra’ e un ‘elenco dei valori della sinistra’. Roberto Saviano, invece, terrà un monologo sulla ‘ndrangheta al Nord Italia. In un’intervista a Repubblica 2, Fazio assicura che anche il premier sarebbe comunque il benvenuto nella trasmissione.

Fini e Bersani, si legge nella stessa nota, sono pronti a intervenire “accettando i tempi e il linguaggio della trasmissione, che non è un talk-show e non è una tribuna politica, ma un inventario di parole, di valori, di sentimenti e di volti italiani”. I rispettivi ‘elenchi’ dureranno circa tre minuti ciascuno”. La puntata d’esordio, ricordano i curatori della trasmissione, lunedì scorso “ha stabilito il record storico d’ascolti per Rai Tre” 3.

Il caso sulla partecipazione dei due esponenti politici è scoppiato qualche giorno fa, quando il direttore generale Mauro Masi e il suo vice Antonio Marano hanno lanciato l’altolà scrivendo al direttore di RaiTre Paolo Ruffini, che però non ha ritenuto di dover cancellare l’invito: “Non ci sono ostacoli alla loro presenza”, ha detto. Mentre Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre e responsabile di Vieni via con me, ha aggiunto: “Il nostro è un programma di approfondimento culturale e non un varietà. Dunque non andiamo assolutamente contro i regolamenti aziendali né contro quelli definiti dalla commissione di Vigilanza”.

A favore della partecipazione di Fini e Bersani si è espresso nei giorni precedenti anche il presidente della Rai, Paolo Garimberti: “Il pluralismo non è togliere voci, ma aggiungerne”.

Ma il Pdl continua a denunciare la faziosità delle scelte dei due conduttori di Vieni via con me: oggi in particolare il capogruppo alla camera Fabrizio Cicchitto, replicando a Matteo Orfini del Pd, che aveva criticato gli attacchi del premier alla Rai, insiste sostenendo che a viale Mazzini c’è una “situazione imbarazzante”.

“Altro che ossessione – dice Cicchitto – in Rai la situazione è cosi assurda da essere imbarazzante. Con l’eccezione di Porta a Porta che è equilibrata e bipartisan, tutti gli altri talk show – saranno circa una decina – sono faziosi in modo addirittura forsennato. E non certo a favore di Berlusconi. Ovviamente a questo andamento non poteva sfuggire la trasmissione Fazio-Saviano”.

repubblica

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Continua la guerra serrata (e autolesionista) dei vertici Rai al programma “Vieni via con me”. Dopo lo stop a ospiti come Benigni, con la scusa che sarebbero costati troppo, ma che poi hanno fatto segnare l’ascolto più alto degli ultimi dieci anni per RaiTre, ora Il vicedirettore generale della Rai Antonio Marano, e il direttore generale, Mauro Masi, si invantano il diktat contro i politici in trasmissione.

I due dirigenti hanno inviato una nota di servizio al direttore di rete Paolo Ruffini evidenziando che la presenza di politici nella trasmissione non era prevista nella “Scheda prodotto programma”. Tale partecipazione inoltre – si fa notare – risulta in contrasto sia con la direttiva del direttore generale dello scorso mese di agosto, sia con la direttiva della commissione di Vigilanza del marzo del 2003 che con quella del precedente dg, Claudio Cappon, del gennaio del 2009.  Pertanto la direzione generale ha invitato Ruffini ad attenersi alle disposizioni vigenti.

«Mi sembra quantomeno curioso», commenta subito Rosy Bindi. «Ma se la scorsa settimana io ci sono stata per tutta la puntata», viste le numerose citazioni di Roberto Benigni, «e c’era anche Vendola?».

I prossimi ospiti
Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani saranno ospiti lunedì sera della seconda puntata di “Vieni via con me”, condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano. Il presidente della Camera e il segretario del Pd parleranno di valori di destra e valori di sinistra. La scorsa settimana l’ospite politico era stato Nichi Vendola che aveva letto un elenco di tutti i modi di dire (o offendere) gli omosessuali.

Per primo interverrà il presidente della Camera Gianfranco Fini, che, spiegano dal suo entourage, terrà un monologo sui valori della destra. Poi, Pierluigi Bersani, segretario del Pd, terrà a sua volta un monologo sui valori della sinistra. Fra i due, assicurano gli autori, non ci saranno quindi momenti di confronto, ma soltanto interventi separati.

Gli ascolti

La prima puntata del programma, lunedì scorso, aveva come ospiti principali Benigni e Claudio Abbado, ha fatto una media di 7 milioni e 620 mila telespettatori (25% di share con un picco del 32%), la cifra più alta degli ultimi 10 anni per una trasmissione dl Raitre. Stracciato il suo maggior competitor, il temutissimo “Grande Fratello”, che si è fermato a poco più della metà degli ascolti, 4 milioni di telespettatori.

solleviamoci.wordpress.com

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I dati d’ascolto hanno già fatto giustizia delle censure preventive tentate dai Tafazzi della Rai contro Vieni via con me. Sulla qualità del programma nessuno ha avuto nulla da ridire: sarebbe curioso il contrario, in una tv farcita di politicanti, servi, mignotte di regime e silicone. Solo in un Paese ridotto a lazzaretto uno scrittore del calibro di Saviano attenderebbe quattro anni dal trionfo di Gomorra prima di avere in tv uno spazio tutto suo. Ciò premesso, Roberto potrebbe convenire con noi che molti, da uno come lui, si aspettavano qualcosa in più. Non c’era bisogno di scomodare lui per dire che Falcone era un uomo giusto e per questo fu vilipeso in vita e beatificato post mortem: tutte cose ampiamente risapute. Da Saviano ci si attende che parli dei vivi, non dei morti già santificati: cioè di quei personaggi (magistrati, ma non solo) che oggi rappresentano una pietra d’inciampo per il regime e proprio per questo, come Falcone, vengono boicottati, screditati e infangati appena osano sfiorare certi santuari. Elencarli è superfluo, li conosciamo bene. E conosciamo gli argomenti tabù di cui in tv conviene non parlare, perché chiunque ci abbia provato s’è ritrovato in mezzo a una strada o in un dossier di Pio Pompa e i suoi fratelli. L’impressione è che, nel programma di Fazio e Saviano, si sia deciso di rinviare ad altra data i temi più scottanti (mafia e Stato, trattative sulle stragi, monnezza e politica camorrista, casi Dell’Utri, Cuffaro, Schifani), lasciando al magnifico Benigni il ruolo del rompighiaccio. Speriamo che vengano recuperati nelle prossime puntate. (altro…)

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 Duetto Fazio-Saviano:
Vado via perché preferisco i paesi dove ci si può annoiare
Resto qui perché non ho castelli ad Antigua.
Resto qui per scoprire chi è stato.
Vado via perché non voglio più chiedermi cosa c’è sotto.
Resto qui per vedere lo Stato conquistare il sud.
Vado via per non voglio vedere le mafie comandare.
Resto qui perché non voglio le mafie comandare.
Vado via perché non sopporto gli applausi ai funerali.
Resto qui perché mi hanno fatto un regalo Benigni e Abbado.
Resto qui perché mi hanno fatto un regalo tanti e ho fame.
Vado via perché non voglio veder crollare altri pezzi di Pompei.

Saviano (con la bandiera italiana in braccio): l’unità d’Italia, un sogno per un paese libero
Chi pensa di spaccare il nostro destino distrugge un grande sogno: vedere da Friuli a Calabria in un’unica lingua la possibilità di disegnare un destino diverso.
Il paese ha voglia di fare, vuole smettere di pensare che i più bravi arrivano ultimi ma pensare che arriveranno primi. Di fronte al fango e alle baggianate dei siti, rispondere a tutto questo non ci importa. Andiamo avanti: costruire questa Italia significa essere eredi dell’Italia,
Ho sangue del sud e del nord, ho antenati repubblicani e mazziniani. Quei giovani credevano che l’unità per un paese libero. Mi piacerebbe recitare questo giuramento della Giovine Italia.
 

23.04 riprende a parlare Saviano

Ha la ‘prima bandiera italiana’: è più di un simbolo. Da meridionale mi piace ricordare che è traccia di un sogno e non è retorico quello che dico. L’Italia unita, di Mazzini, Pisacane, di pensatori repubblicani, non era solo l’unità di regioni vicine né intese di aristocrazie, per loro l’unità era l’unica condizione per emancipare il popolo italiano dall’ingiustizia. L’unità non può che essere quella strada.

Spaccare il paese: è un discorso insostenibile.

Abbado conclude: la cultura è come la vita e la vita è bella. Dov’è Roberto?

La cultura è un bene comune primario come l’acqua, i teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti.
Il musicista ricorda di aver assistito a un concerto quando era bambino. Non pensavo di fare direttore, né adesso – sorride – mi piaceva l’idea di ricreare la musica. (altro…)

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Oggi cominciano le 4 puntate di «Vieni via con me».Con molta apprensione tra i vertici della Rai.

Un anfiteatro che accoglie monologhi, orazioni, riflessioni, in una forma «più teatrale che televisiva». Questa sera alle 21 su Raitre va in onda «Vieni via con me», la pietra dello scandalo, il programma che, nelle ultime settimane, ha scatenato in casa Rai il maggior numero di polemiche, scontri, esternazioni. C’è stato un momento in cui l’ipotesi di cancellare tutto è apparsa vicinissima, la querelle legata ai compensi degli ospiti stava per mettere la pietra tombale sulla trasmissione. Poi Benigni ha annunciato che sarebbe andato in onda gratuitamente, colpo di teatro, vertici spiazzati, e squadra di nuovo al lavoro.

Stasera, per il gran debutto, accanto al toscanaccio, sfileranno Claudio Abbado, Nichi Vendola, Angela Finocchiaro, Daniele Silvestri. Si sa che ai piani alti di Viale Mazzini l’apprensione è al massimo grado, corre voce che il direttore generale Masi avrebbe voluto essere presente (ma dall’entourage del programma smentiscono) e soprattutto che avrebbe preferito avere una versione registrata dell’assolo di Benigni. Impossibile. L’improvvisazione è il pezzo forte del regista della «Vita è bella», e con le vicende di Ruby e di Fini in pieno svolgimento, meglio lasciare spazio all’inventiva del momento. Tra l’altro l’essere ospite senza contratto gli ha dato un grado di libertà maggiore del previsto.

Paradosso divertente: chi voleva mettergli il bavaglio urlando allo scandalo per il compenso troppo elevato, l’ha involontariamente reso ancora più indipendente. Roberto Saviano, altra star della trasmissione, leggerà un elenco di nomi e aggettivi, non proprio edificanti, con cui è stato apostrofato. Quindi passerà a brani sui temi del momento, la macchina del fango, l’emergenza rifiuti in Campania, i rapporti tra mafia e politica, il dopo terremoto all’Aquila. Il clou di tutto sarà negli elenchi, campionari di vita vissuta in cui gli spettatori, coinvolti direttamente attraverso il sito del programma, racconteranno in prima persona i motivi per cui hanno scelto di restare in Italia oppure di andarsene.

ROMA
Ci saranno piccole e grandi storie, quotidiane e eroiche, sconosciute ed esemplari, drammatiche, ma anche positive per «farci capire ogni giorno perché vale la pena di credere nell’Italia e di appassionarsi al suo futuro». Della scenografia farà parte una parete su cui scorreranno immagini, e dietro il logo si muoveranno stelle filanti tricolori. Il brano di Paolo Conte che dà il nome all’appuntamento sarà declinato negli arrangiamenti più vari e in chiusura ci sarà, in ognuna delle quattro puntate in programma, una coreografia originale firmata da 16 differenti autori e messa in scena da 28 artisti «tra i più rappresentativi della danza contemporanea italiana».
L’invito formulato dal titolo, dice Fazio, «resta lì, inevaso». Come le domande sul suo futuro in casa Rai e sulla voglia di rimanere in Italia: «Ne parliamo alla fine delle quattro puntate».

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