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Posts Tagged ‘vieni via con me’

La tv pubblica rinuncia alla trasmissione record d’incassi. E Fazio decide di spostarla sulla tv finanziata da Telecom.

 I celebri “elenchi” e gli estenuanti ma coinvolgenti monologhi di Saviano non li vedremo più. Per essere precisi non li vedremo più sulla Rai. La tv di Stato ha deciso di rinunciare ad una delle trasmissioni di maggiore successo di questa stagione. Dopo la chiusura di Annozero, anche la strana coppia Fazio/Saviano passa sulla tv privata. Sarà La7 ad ospitare la trasmissione. Lo ha reso noto Saviano “Dopo che per lungo tempo hanno cercato di cancellare, dimenticare, renderla impossibile, sono felice che La7 ridia la possibilità di tornare a parlare, di tornare a raccontare a un pubblico che spero essere il più ampio e trasversale possibile”, spiega il giornalista. (altro…)

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La coppia di “Vieniviaconme” si riforma a “Che tempo che fa”. “C’è il desiderio di fare un’altra edizione del programma”. Lo scrittore parla del nuovo libro, della rottura con Marina Berlusconi e Mondadori, dell’attualità. “Il caso Ruby? Emerge la solitudine di un anziano…”

ROMA – Questa sera a Che tempo che fa, su Rai Tre, si ricompone la coppia Fazio-Saviano, dopo gli ascolti record 1 di Vieniviaconme. Una puntata monografica, ospite lo scrittore, che vede tornare insieme i due protagonisti di uno dei programmi più apprezzati dal pubblico in questa stagione televisiva, nonostante le difficoltà incontrate, a novembre, prima e durante la messa in onda della trasmissione, fra censure preventive e tentativi della direzione generale Rai di stravolgere le scalette 2 imperniate sui monologhi dell’autore di Gomorra. E con l’ospitata obbligatoria concessa al ministro dell’Interno Roberto Maroni 3 per replicare al raccojnto-denuncia di Saviano sulla “‘ndrangheta che al Nord interloquisce con la Lega 4“. A Che tempo che fa, Fazio e Saviano colgono l’occasione per un annuncio. “Abbiamo deciso che la rifacciamo, c’è la voglia di rifarla” dice il conduttore passando in rassegna, assieme all’amico, una sorta di ‘elenco degli elenchi’ di argomentidi attualità da affrontare nel futuro programma. (altro…)

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Esce il libro che raccoglie le storie raccontate dallo scrittore a “Vieni via con me”. Anticipiamo l’introduzione con una personale top ten. Saviano presenterà il libro domani a Milano, alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte alle ore 21.

SE il tuo mestiere è scrivere, fare televisione è come cercare di respirare sott’acqua. Non puoi farlo perché non hai le branchie, devi trovare il modo, un modo qualsiasi per non morire soffocato. Quando Fabio Fazio mi incontrò proponendomi di raccontare in televisione storie d’Italia, d’istinto la mia risposta fu sì. Ne ero entusiasta, ma feci solo un lieve cenno con la testa come se a dire sì fosse più il mio corpo che il mio pensiero. Ero lusingato dalla proposta, ma intravedevo molte difficoltà. L’idea era nata dopo che una puntata della trasmissione di Fabio a cui avevo partecipato aveva raggiunto, in prima serata, ascolti molto alti raccontando storie di camorra, di libri e scrittori perseguitati. Ma lavorare a un programma televisivo, costruirlo dal primo all’ultimo minuto, ha per uno scrittore qualcosa di irreale. “Vedrai che riusciremo” mi rispose Fabio, che aveva capito cosa si agitava nella mia testa e voleva in qualche modo tranquillizzarmi. Da quel momento abbiamo condiviso tutto, soddisfazioni e dubbi, timori e rabbia: come è raro che accada, o comunque come a me non era mai successo. (altro…)

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Quarta e ultima puntata di “Vieniviaconme”. (Tutti i video a fine articolo).Fra gli ospiti, Dario Fo e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Fazio annuncia in diretta la morte del regista. Il capostruttura di RaiTre, Mazzetti: “Vorremmo fare altre quattro puntate in primavera, chissà che ne pensano i vertici di viale Mazzini…”

Forse è vero che siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni. La pipa di Pertini e Bearzot e quella di Luciano Lama, la barba di Tiziano Terzani, gli scarpini di Roberto Baggio, la tonaca di don Milani e il megafono di Fellini, gli occhi di Sofia Loren e la bicicletta di Marco Biagi. E’ l’elenco – parziale, quello completo è molto più lungo – di “ciò di cui tutti noi siamo fatti”, il puzzle di un’Italia da sogno, quella che autori e conduttori di Vieniviaconme hanno provato a evocare nel corso delle puntate. L’elenco di “ciò di cui tutti noi siamo fatti” è uno dei primi letti in trasmissione, dopo quello su “che cosa ho imparato con questo programma” con cui Fabio Fazio ha inaugurato l’ultimo appuntamento. Alcune immagini di repertorio ricordano al pubblico chi era Walter Tobagi, il giornalista assassinato nel 1980. A sua figlia Benedetta il compito di elencare “le cose che le ha lasciato suo padre”, a Francesco De Gregori quello di cantare Viva l’Italia. C’è anche un ricordo per Enzo Biagi. Nel cuore del programma irrompe la notizia della morte di Mario Monicelli 1. E’ Fazio a darla, in diretta.

Chiude il programma delle polemiche e dei record, spettatori aumentati di puntata in puntata (rispettivamente oltre 7 milioni e seicentomila, oltre 9milioni, quasi 10 con picchi di 11) e il merito di aver introdotto, con successo, un nuovo linguaggio televisivo, con l’invenzione degli elenchi che danno voce ad artisti o gente comune nella narrazione dell’Italia di oggi. La prova che “un’altra tv è desiderata da milioni di italiani”, come ha detto Saviano in un’intervista a Repubblica 2. Un fenomeno anche sul web, con oltre 11 milioni di pagine viste tra il sito ufficiale della trasmissione 3, quello della Rai e il canale Rai su YouTube. Quasi 200 mila i fan della pagina ufficiale Facebook.

Dopo aver parlato – fra i tanti argomenti – di “macchina del fango” e Unità d’Italia, ‘ndrangheta al Nord, eutanasia, rifiuti, omosessualità, tagli alla cultura, attualità politica, lotta dello Stato alle mafie, vittime del terrorismo, carceri, migranti, lavoro, condizione femminile, l’ultima puntata comincia con un monologo di Roberto Saviano sul terremoto in Abruzzo. “La casa dello studente era fatta male, è il simbolo della condotta criminale di chi costruisce senza rispettare le regole”, dice. E racconta le “piccole” storie dei giovani, Alessio, Davide, Michelone e tutti gli altri morti sotto le macerie. Quell’edificio “era una bomba a orologeria”, accusa l’autore di Gomorra. C’è Dario Fo che fa l’elenco ironico e attualissimo dei consigli del Principe di Machiavelli. Dopo la protesta degli studenti, anch’essa sotto forma di elenco (mutuata proprio dal format di Vieniviaconme) Saviano cita l’opposizione alla riforma Gelmini, che ha portato i ragazzi in cima ai monumenti e ai tetti dei rettorati. “Sui tetti si sogna. Si sogna un’università pubblica, libera e aperta”, dice una ricercatrice. E Domenico Starnone sottolinea che “la scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti”, mentre “la scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero”. C’è anche Milena Gabanelli, con l’elenco delle cause che incombono sulla testa di Report. “Il totale, per ora – conclude la giornalista – è di 251 milioni di euro”. (altro…)

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L’ELENCO. Dieci milioni di spettatori, oltre il trenta per cento di share, cifre superiori al Grande Fratello per un programma fieramente antitelevisivo. I politici usati dalla tv e non viceversa. Un fronte di critiche trasversali, da Grillo a Libero, e un altrettanto trasversale successo di pubblico. La signora Welby che fa più ascolti del festival di Sanremo, gli sfollati dai campi rom più dell’Isola dei Famosi. Nel nome della più bella canzone di Paolo Conte si è compiuta una rivoluzione nel costume televisivo.“Con la volontà rispondo sì, con la ragione no. Diciamo che un’altra tv è desiderata da milioni d’italiani. Ma la reazione dell’establishment politico-televisivo è stata tale da farmi pensare che sia troppo presto. La Rai non sopporta che la tv pubblica diventi strumento di un vero dibattito sociale, culturale. L’hanno permesso perché non se n’erano accorti, non se l’aspettavano. E nemmeno noi. Ma la prossima volta sarà impossibile”.

Fabio Fazio, allora un’altra tv è possibile e quindi un’altra Italia?

Karl Kraus diceva: la satira che il potere riesce a capire, viene giustamente censurata. Vale anche per “Vieni via con me”. Al principio erano soltanto preoccupati che parlaste di Berlusconi, e invece…
“Non l’abbiamo quasi mai nominato, tolta la prima puntata. Siamo il primo programma già nel dopo Berlusconi”.

Nonostante questo, vi sono saltati addosso tutti. Perché?
“Abbiamo fatto una tv riformista e non c’è cosa che spaventi più del riformismo. La rissa a somma zero di altri talk show in fondo è del tutto innocua”.

Era un programma non ideologico, Saviano e lei non lo siete, gli ospiti hanno raccontato storie. La signora Welby e il signor Englaro hanno raccontato tragedie di famiglia. Come si spiega che il cda Rai abbia chiesto di far replicare a un’esperienza di vita con un comizio ideologico di un movimento integralista cattolico?
“Accettare quella replica dei Pro Vita avrebbe significato ammettere che Mina Welby e Beppe Englaro avevano parlato in favore della morte. Non esiste direttiva Rai che possa impormi un’assurdità del genere”.

Più che un programma, siete stati il fenomeno sociale di queste settimane, insieme alla lotta universitaria. Anche la vostra era una specie di “occupazione”?
“Il parallelo mi piace e mi è piaciuto che gli studenti abbiano adottato nelle lotte lo strumento dell’elenco. Sono segnali che sta accadendo qualcosa di profondo nella società italiana, che parte dai due luoghi principali di formazione dell’opinione pubblica, la scuola e la televisione. E riguarda i valori, l’identità”. (altro…)

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Auditel: un’altra puntata record. Il tema dei rifiuti di Napoli. L’elenco del ministro Maroni.

Vieni via con me non finisce di stupire. Anche la terza puntata, infatti, andata in onda ieri sera ha fatto regostrare ascolti altissimi.
La media, secondo l’Auditel, è stata di 9.671.000 spettatori. Ancora una volta si tratta del programma più visto della prima serata di ieri e la cosa più sorprendente è che la puntata è stata piena di “difficoltà”, passando dai rifiuti di Napoli, alla criminalità, ai problemi degli handicappati.
Ma il programma di Fazio e Saviano continua a raccogliere audcience da partite della nazionale di calcio (quelle importanti, perché le altre le ha già superate).
A distanza, gli altri programmi: in 6.153.000 hanno visto I soliti ignoti su RaiUno e in 5.219.000 il Grande fratello su Canale 5. 
Roberto Maroni, che alla fine – come da accordi – ha letto un elenco di 3 minuti (qui il video su YouTube) sulle iniziative per contrastare le mafie.
Di Roberto Saviano, che tiene incollati allo schermo con il suo monologo sui rifiuti e i veleni (qui il video della Rai). E poi c’è la comicità di Corrado Guzzanti, il cui video (qui potete vederlo), e anche di questo ne siamo certi, domani figurerà tra i più cliccati.
 

 L’elenco di Maroni: “Ingiuste le parole sulla Lega” (video)

Verso le 22 entra in studio il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Per lui, come per gli altri, un elenco della durata di 3 minuti (qui il video su YouTube).
Il ministro legge la lista degli interventi fatti contro la mafia. Cita nomi, fatti, persone. Solo alla fine, arriva al “punto dolente”, il monologo della scorsa settimana di Roberto Saviano. “Le parole sui legami tra Lega e ‘Ndrangheta – dice Maroni – sono state ingiuste”.
Finisce così. Ma Fabio Fazio, alla fine della lettura, lo incalza: “Ministro, noi abbiamo solo detto che la mafia interagisce con il potere. E non c’è dubbio che la Lega, al Nord, è tra i partiti al potere”.
“Giusto”: risponde Maroni. “Ma visto che la percezione era stata un’altra era giusto fare chiarezza”. (altro…)

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