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Posts Tagged ‘vigili del fuoco’

recupero-rigopiano
Avendolo perso al cinema, Ho avuto la fortuna di vedere il film di Gabriele Mainetti “Lo chiamavano Jeeg robot”: un po’ film d’azione, un po’ anche favola moderna di un paese che, minacciato dalle bombe di un nemico insidioso, ha bisogno del suo super eroe per salvare le persone.
Finisce così, il film: il ladruncolo che diventa supereroe suo malgrado (Claudio Santamaria), che dopo aver sconfitto il suo nemico (un grandissimo Luca Marinelli), si rende conto che ora dovrà usare i suoi poteri per salvare tutti.

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pompieri

L’età media dei pompieri supera i 50 anni e ne mancano 3.500 rispetto all’organico previsto. Nonostante i rischi del mestiere, rispetto alla polizia prendono fino a 700 euro mensili in meno (e 300 euro in media). Quanto agli straordinari, aspettano ancora di essere pagati per quelli fatti per l’Expo. I “discontinui”, poi, non saranno più richiamati in servizio. L’equipaggiamento? “Per il Giubileo autopompe nuove, ma senza cesoie e fiamme ossidriche”. (altro…)

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Sciopero
LA RIVOLTA È IN DIVISA: POLIZIA IN SCIOPERO CONTRO RENZI
IL PREMIER ANNUNCIA LA CONVOCAZIONE MA DICE: “NON ACCETTERÒ RICATTI”.

POLIZIA ESERCITO MARINA FORESTALI MEDICI VIGILI DEL FUOCO.

Il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici (fino al 2020, dice il Def) scatena la furibonda reazione degli uomini in divisa, che annunciano il primo sciopero della storia repubblicana. Il premier corre ai ripari e li convoca, ma avverte: “Nessun ricatto”. La ministra Madia: “I soldi non ci sono”. Cgil, Cisl e Uil pronti a una manifestazione nazionale.

Lo schiaffo più esplicito viene dalle Forze dell’ordine. “Per la prima volta siamo costretti a scioperare” dicono i sindacati di Polizia e il Cocer Interforze che rappresenta i militari. Dichiarazione dura, a tratti inquietante, visto che si tratta di divise. Ma, in ogni caso, una sconfessione diretta della decisione del governo di bloccare ancora nel 2015, dopo un blocco che dura dal 2010, gli stipendi dei dipendenti pubblici. Non a caso Matteo Renzi cerca di correre ai ripari annunciando una imminente convocazione, ma facendo sapere di “non accettare ricatti”: proclamare gli scioperi quando ci sono tanti disoccupati “non è giusto”, dice il premier.   (altro…)

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La città è ancora piena di macerie, ed edifici pericolanti. Ma il governo ha pensato bene di mandare via (dal primo gennaio) i Vigili del fuoco che da un anno e mezzo aiutavano la popolazione. E la gente protesta.

La notte del 6 aprile 2009,
quando lo scossone ha devastato L’Aquila, in città erano di servizio 13 vigili del fuoco: dieci in pattuglia e tre alla base. Del tutto insufficienti, com’è ovvio, per far fronte alla catastrofe. Poi però arrivarono pattuglie da tutta Italia per estrarre dalle macerie decine di superstiti sepolti sotto tonnellate di cemento e mattoni. E i morti, 308.

A L’Aquila ora li chiamano “gli angeli del terremoto”. Sì, perché in un anno e mezzo sono stati il braccio operativo più flessibile e più vicino alla gente. Dal puntellamento degli edifici pericolanti alla rimozione delle macerie. Hanno scortato nelle case inagibili i residenti per recuperare mobili e oggetti utili o cari. Il rosso delle vetture, il verde e il giallo delle divise per gli aquilani sono sinonimo di assistenza, cortesia, sicurezza. Una gentilezza molto meno presente in altri uomini mandati in Abruzzo dalle istituzioni.

Adesso, però, i Vigili del fuoco se ne devono andare: se non ci saranno proroghe al decreto del commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi, infatti, da gennaio tutte le unità non aquilane ora di stanza nella zona colpita dal terremoto, torneranno nelle zone di provenienza, lasciando l’emergenza in mano al solo comando abruzzese. Una metà delle 125 unità di appoggio ora presenti nel cratere ha già fatto le valigie. Entro la fine del mese se ne andranno tutti. Come se in Abruzzo ormai fosse tutto a posto. (altro…)

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