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Posts Tagged ‘Vincenzo Iurillo’

Giovan Battista Castagna – Il sindaco di Casamicciola benedetto da Fi e Pd.

Sindaco grazie al “patto del caularone”, nome del pentolone di porcellana dove si cucina il coniglio, specialità ischitana, sinonimo dell’accordo Pd-Forza Italia dietro la sua elezione, e un sogno segreto, confessato tra pochi amici e poi circolato di bocca in bocca fino a diventare di dominio pubblico: un selfie con Silvio Berlusconi. Perché l’ingegnere Giovan Battista Castagna – primo cittadino di Casamicciola che chiama “sciacalli” i giornalisti che collegano i crolli e i morti provocati dal terremoto all’abusivismo, ma imputato per abusi edilizi e violazione dei sigilli per qualche ‘lavoretto’ a casa sua a Lacco Ameno – di questo Nazareno in salsa ischitana è l’espressione azzurra. (altro…)

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Commercialista – Parla l’ex tesoriere dei democratici campani.

Conferma. Il 2 gennaio 2017 Alfredo Mazzei ha raccontato ai carabinieri di Napoli di aver appreso da Alfredo Romeo che questi incontrò Tiziano Renzi in un ristorante di Roma. “Una bettola” poi precisò in un’intervista a Repubblica, “e Romeo entrò da una porta di servizio”. Ma alla richiesta di intervista Mazzei si chiude, compostamente, a riccio: “Non me la sento, è una vicenda troppo più grande di me e non riesco a padroneggiarla. Per me parla il verbale e quel che ho già detto: confermo, confermo tutto”. (altro…)

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napoli

Chiuso il tesseramento (con 3 mila schede in più), iniziano i guai: a Miano “prestati” i 10 euro per l’iscrizione, in un altro circolo i nomi di tre affiliati al clan Contini.

Li avevamo lasciati due settimane fa con un tesseramento ‘small’, appena 2000 iscritti tra Napoli e provincia, pareva un segnale di fuga dal partito di Matteo Renzi, la scissione fatta dagli iscritti, 9 su 10 in fuga. Ma i Signori delle Tessere del Pd di Napoli erano solo in letargo. Aspettavano le ultimissime ore per svegliarsi, la scadenza del 28 febbraio. Con il consueto sottobosco di faccendieri, i sospetti di infiltrazioni camorristiche, le centinaia di adesioni comprate a pacchetti. Via Internet a Castellammare di Stabia, con la stessa Poste pay riconducibile, pare, a un esponente delle istituzioni locali che lì è sulla bocca di tutti, ne avrebbe rastrellate 130 circa. (altro…)

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la-scissione

I primi dati – La campagna per le iscrizioni proseguirà fino a fine mese: ma, salvo miracoli, in Campania è fuga dei sostenitori.

Tre giorni fa, parlando davanti alla platea della Treccani, Massimo D’Alema l’ha descritto come uno dei sintomi più evidenti della crisi: “Quando ero segretario dei Ds, gli iscritti erano circa 650 mila. Oggi il Pd ha 180 mila iscritti: forse qualcosa non ha funzionato”. Ecco, in attesa della chiusura del tesseramento democratico – a fine mese – le prime indiscrezioni che arrivano da una grande città come Napoli, non aiutano a dargli torto. (altro…)

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pizziniNegli uffici – I foglietti strappati e ritrovati dai carabinieri. Una società inglese per i “versamenti”.

I “pizzini” di Alfredo Romeo, stracciati e poi ricomposti con lo scotch dalla polizia giudiziaria, sono stati ritrovati in discarica a Roma. Provenivano dai rifiuti dell’ufficio romano dell’immobiliarista napoletano, in via Pallacorda. Bigliettini sui quali Romeo avrebbe scritto di suo pugno “i nomi (iniziali) delle persone e dei destinatari delle tangenti, l’importo e la causale”. Romeo – si legge nel decreto di perquisizione notificato ieri all’imprenditore e ad altre due persone – aveva “l’abitudine di abbassare il tono di voce” quando doveva discutere di argomenti delicati e quindi certe comunicazioni le trasmetteva solo tramite foglietti. (altro…)

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Due incontri tra Graziano e l’imprenditore arrestato per camorra, sms e telefonate dopo le Regionali. A Casapesenna fece il pieno di preferenze

Due incontri tra il presidente del Pd in Campania e il presunto esponente del clan dei Casalesi. Uno prima e uno dopo le Regionali del 31 maggio 2015 alle quali il politico era candidato. Due incontri privati, fotografati dai carabinieri di Caserta, tra Stefano Graziano e l’imprenditore di Casapesenna Alessandro Zagaria. Più un terzo,a un’iniziativa elettorale. Su questi incontri, sulle telefonate, sugli sms e i whatsapp tra Graziano e Zagaria indagano i pm antimafia di Napoli per circostanziare le accuse di concorso esterno in associazione camorristica verso il consigliere regionale, autosospes dalla carica di presidente del Pd campano. Telefonate e messaggi intercettati dai quali trasparivano la gratitudine di Graziano verso uno dei suoi sostenitori e la soddisfazione per il risultato. (altro…)

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Concorso esterno: indagato Stefano Graziano, che si autosospende dal partito In passato ha avuto incarichi a Palazzo Chigi con Enrico Letta e con Matteo Renzi.

PDIn Campania la bomba sul Pd esplode due giorni dopo il tour del premier Matteo Renzi tra Pompei, Napoli e Salerno per annunciare 10 miliardi di investimenti: una perquisizione in casa e nell’ufficio di consigliere regionale rivela che il presidente del Pd campano Stefano Graziano, già consulente di Palazzo Chigi per l’attuazione del programma con un contratto firmato col governo Letta e conclusosi il 31 dicembre 2014 col governo Renzi, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Graziano, si legge nel decreto eseguito dai carabinieri di Caserta, avrebbe “chiesto e ottenuto appoggi elettorali in rapporto sinallagmatico con l’impegno di porsi come stabile punto di riferimento politico e amministrativo del clan dei Casalesi”.

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Al telefono Il marito della relatrice Scognamiglio: “Intervento dall’alto verso il basso su uno dei tre componenti” del tribunale.

Qualcuno provò ad avvicinare un altro giudice del collegio chiamato a pronunciarsi sul ricorso anti-Severino del governatore della Campania Vincenzo De Luca. Ci fu “un intervento dall’alto verso il basso”. Lo rivela in codice al telefono Guglielmo Manna, l’avvocato degli affari legali dell’ospedale Santobono di Napoli che puntava a diventare direttore di una Asl utilizzando come merce di scambio la sentenza della moglie, il giudice relatore Anna Scognamiglio. Al cellulare, Manna e l’avvocato Gianfranco Brancaccio smascherano questa circostanza lasciandosi sfuggire una metafora che serve a veicolare un messaggio, ovvero che l’asso nella manica sarebbe un altro: “In sala operatoria il primario si affaccia, ma poi è il chirurgo che esegue l’operazione”. (altro…)

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Peculato

Appello La Procura chiede la condanna del governatore campano per il reato più grave: andrebbe a casa anche senza legge Severino.

Napoli – C’è un altro ricorso che potrebbe incidere sul destino del governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca più di quello pendente alla Consulta sulla legge Severino. Da Salerno rimbalzano cattive notizie. Arriva la conferma del sequestro del Crescent, il “mostro di cemento” del lungomare, e sbucano i ricorsi in appello delle difese e della Procura, che insiste: De Luca va condannato per peculato, con una riforma in“pejus”della sentenza di primo grado che lo vede colpevole solo di abuso d’ufficio. (altro…)

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berlusconiScrive il Tribunale   Così l’ex Cav. affrontava i pagamenti corruttivi: “Tre o cinque milioni di euro erano poco più che il costo per una tavolata di amici”.

Napoli – Oggi i senatori passano da Berlusconi a Renzi salendo sul taxi di Verdini. Ieri, invece, i senatori facevano il tragitto contrario maggioranza-opposizione, da Prodi a Berlusconi a bordo del taxi di Valter Lavitola. E c’erano altri tassisti che in nome e per conto del Cavaliere provavano a lusingare il politico di centrosinistra di turno con esplicite promesse di denaro. Sul taxi di Lavitola, l’ex dipietrista Sergio De Gregorio si mise comodo e ottenne da B. tra il luglio 2006 e il 31 marzo 2008 tre milioni di euro,versati su oltre 70 conti correnti (un milione fu mascherato da finanziamento a “Italiani nel Mondo”), e poi tentò di fare a sua volta il taxista dell’Idv Giuseppe Caforio (che rispedì le offerte al mittente), mentre il senatore di centro destra Antonio Tommasini si improvvisò aspirante tassista del senatore Pd Paolo Rossi dicendogli che B. gli avrebbe garantito una “adeguata ricompensa”.

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milenagabanellireportIL GOVERNATORE DELLA CAMPANIA Raffica di insulti contro Report e Presa Diretta: “Puttanate”. I vertici del Pd stanno zitti.

Salerno – Rai3 fa “camorrismo giornalistico” e dice “puttanate incredibili”, Presa Diretta compie attacchi a freddo, Report manipola le interviste, il sistema dei media viola la Costituzione perché definisce condannate persone in assenza di sentenza definitiva (come lui, un anno per abuso d’ufficio, appello a dicembre), e “gli amici del Fatto Quotidiano possono pure sbizzarrirsi ma io sono orgoglioso delle mie vicende giudiziarie”. Dalla sua Salerno il Governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca attacca l’informazione.   “Quella rete   è radical chic”   Adopera toni che fanno sembrare le antiche intemerate di Berlusconi poco più di una birichinata.

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FV_trivelle_inceneritoriLuigi de Magistris Il sindaco di Napoli: “Da pm vidi il giro d’affari sull’inquinamento: da lì nasce lo sfacelo di Sorrento”.

Napoli – Ne parlavo proprio qualche sera fa con gli amici: l’inchiesta ‘Poseidone’ sul malfunzionamento dei depuratori in Calabria fu l’inizio della mia fine da pm. E ora provo una grande rabbia a vedere quelle immagini del mare inquinato di Sorrento e a leggere che situazioni simili si verifichino da molte altre parti”. La sintesi di Luigi de Magistris, sindaco di una Napoli “città derenzizzata”, suona come una nuova bocciatura del governo sul versante delle politiche ambientali. “Uno Sblocca Italia serio – sostiene il sindaco – per far ripartire il paese dovrebbe prevedere risorse per i depuratori, che tutelino laqualitàdelmareeilturismo. Invece si preparano 12 nuovi inceneritori quando quelli del Nord non hanno abbastanza rifiuti da bruciare”. Ma De Magistris aspetta al varco Renzi sulla nomina del commissario per l’ex area industriale di Bagnoli,pronto a impugnarla.

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CAMPANIA Anche il consigliere Ncd Sommese indagato per i lavori al “Polo della legalità” L’imprenditore dei Casalesi in auto con Martusciello: “Per Sarro operazione da 11 milioni”.

Napoli – La riflessione è del senatore G a l  V i n c e n z o D’Anna: “Dopo Sarro, B a r b a t o , C a p u t o e Martusciello tocca a Pasquale Sommese (consigliere regionale Ncd perquisito ieri e indagato di corruzione e turbativa d’asta con l’aggravante del metodo mafioso, ndr). Se queste indagini fossero state rese note appena tre mesi fa, la campagna elettorale non sarebbe stata distolta dai presunti ‘impresentabili’ ma da presunti colpevoli. Ormai la magistratura detta i tempi e gli esiti della politica”. O forse la politica non riesce a fare a meno di personaggi che finiscono nella rete della Procura.

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catturato-boss-zagariaAFFARE ACQUA.

La torta. Gli appalti per la manutenzione idrica di una ottantina di Comuni pilotati verso ditte degli amici degli amici con la “somma urgenza”.

Napoli – In questa inchiesta sulla spartizione pilotata degli appalti dell’acqua in Campania che svela un grumo di intrecci tra camorra, politica e imprenditori edili, e che vede coinvolti pezzi da novanta delle istituzioni pubbliche tra cui il deputato Carlo Sarro e l’ex senatore Tommaso Barbato,sembrano scolpite nel marmo le parole del pentito Massimiliano Caterino, il “ministro” dei rapporti con le ditte per i Casalesi: “Michele Zagaria si sarebbe fatto ammazzare per proteggere gli imprenditori”.

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L’ex parlamentare, scortato per le minacce dei clan, ha il divieto di dimora in Campania. “È come Scherzi a parte”.

Napoli – L’eroe antimafia di Roberto Saviano indagato per concorso esterno in associazione camorristica. E costretto a lasciare la Campania e la presidenza del Caan, il Centro Agroalimentare di Volla (Napoli) perché sorpreso con le mani nella marmellata: il piccolopotereutilizzatoperdare una consulenza all’avvocato che fa un piacere al figlio, gli procura un attestato fasullo, un certificato da dirigente sportivo in una squadra dove non ha mai messo piede, ma spendibileperunmasterdella Fifa. Perché il figlio ci tiene, insiste, “sono in trepidazione, dammi una buona notizia, insomma!”,il padre si prodiga,si attiva,ce la fa,consapevole di chiedere agli amici compulsati qualcosa che non si potrebbe chiedere, ed infatti uno, Luigi Cuomo, presidente di Sos Impresa e di una squadra di calcio di Quarto affidatagli dopo il “commissariamento” per infiltrazioni camorristiche, gli aveva detto no.  

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La difesaIN LISTA CON I SOCIALISTI PER DE LUCA, CORRADO GABRIELE: QUATTRO ANNI PER VIOLENZA SESSUALE.

Napoli – Nelle liste di Vincenzo De Luca c’è un condannato in primo grado per violenza sessuale su minori”. L’attacco arriva a freddo con un comunicato mattutino. L’azzurra Mara Carfagna rompe un embargo, un silenzio che ha avvolto per settimane e in qualche modo protetto un nome dal dibattito sugli impresentabili nelle liste collegate all’aspirante governatore Pd in Campania. “La mia storia personale, le mie battaglie mi impongono un intervento. Non posso tacere”, dice l’ex ministro delle Pari Opportunità di Berlusconi.

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De LucaNapoli – Il mea culpa di Vincenzo De Luca avviene a Caserta, la terra dalla quale rimbalzano i nomi più chiacchierati, i parenti degli imprenditori accusati di vicinanza ai clan, gli ex cosentiniani, quelli dai trascorsi di estrema destra, tutti insieme appassionatamente nelle liste collegate all’aspirante Governatore Pd in Campania. “Ci sono state candidature non opportune dal punto di vista politico, non ho potuto verificare tutto, occupato più dall’aspetto politico che da quello organizzativo delle liste” ammette De Luca secondo la ricostruzione del sito Interno18, nel corso di un comizio disertato dal segretario provinciale dem Raffaele Vitale, in polemica sugli “impresentabili” dell’annacquato centrosinistra campano. “Ma non chiedo un voto, neanche sulla mia persona, che non sia limpido – dichiara De Luca – ci sono ragioni di opportunità politica che devono prevalere sui diritti dell’individuo, ripeto: non li votate”.

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NEGLI ATTI I RAPPORTI TRA IL SINDACO FERRANDINO E UN IMPRENDITORE. IL CUI FIGLIO POI FINÌ IN GIUNTA.

Un grosso albergatore di Ischia chiese al sindaco Pd Giosi Ferrandino di far posare i tubi su via Alfredo De Luca per collegare l’acqua calda tra due suoi hotel. Il sindaco lo accontentò, girando la pretesa a Cpl Concordia. La coop rossa modenese investì della questione il subappaltatore. I lavori non furono mai pagati. Il figlio dell’albergatore è entrato nel Pd e nella giunta Ferrandino. Da assessore in carica, insieme al padre è stato convocato in Procura e secondo il pm Henry John Woodcock ha “negato anche l’evidenza”. È una storia di favori tutta interna al Pd ischitano quella che emerge incrociando il verbale del 30 marzo di Giovanni Di Tella, il personaggio chiave della metanizzazione di Ischia, l’imprenditore amico del boss dei Casalesi Antonio Iovine, con le carte depositate al Riesame dalla Procura di Napoli. (altro…)

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SimoneIl responsabile relazioni esterne: “A Vessa (EX PDL) altra forma di mazzetta.

Francesco Simone, il lobbista di Cpl Concordia, la coop rossa dello scandalo delle tangenti sulla metanizzazione di Ischia, crolla sotto il peso del rimorso. Confessa. Tira in ballo i complici. Rivela il sistema. È provato: “Mi mancano le mie bambine… Ho vergogna”. E fa i nomi e i cognomi. Dal deposito dell’interrogatorio di garanzia del 2 aprile nel penitenziario di Poggioreale, agli atti del Tribunale del Riesame che nei prossimi giorni si pronuncerà sull’istanza di scarcerazione, emergono i dettagli del modus operandi. INTERROGATO dal Gip di Napoli Amelia Primavera alla presenza del pm Henry John Woodcock, Simone ammette che il denaro in contante che trasportava dalla Tunisia all’Italia serviva ai vertici della cooperativa per “pagamenti in nero”. Aggiunge: “Mi assumo tutte le responsabilità delle cose fatte, contestate…” (altro…)

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Soldi sporchi

TRA GLI ATTI SEQUESTRATI DAI MAGISTRATI DI NAPOLI, L’ELENCO DELLE LIBERALITÀ DI CPL CONCORDIA: PARTECIPÒ ALLE CENE PD DI AUTOFINANZIAMENTO COL PREMIER.

Napoli – La Cpl Concordia ha finanziato una cena elettorale di Matteo Renzi, ha dato 17.000 euro al Pd di Roma e ha distribuito “erogazioni liberali” a pioggia e “contributi elettorali” a destra e a sinistra: ai democrat Ugo Sposetti ed Eugenio Patané, al comitato “Per Ignazio Marino sindaco di Roma”, alla lista civica Zingaretti e al Pd marchigiano, ma anche all’esponente di Fratelli d’Italia Antonio Paravia e al comitato “Io sto con Giorgia Meloni” (vedere qui sotto). L’informativa del Noe dell’11 febbraio scorso traccia i rapporti “trasversali” tra la coop rossa modenese di Roberto Casari e la politica. Sentito il 15 gennaio scorso, il direttore generale affari esteri Cpl Fabrizio Tondelli afferma: “Io non darei soldi a nessun politico e infatti anche quando si è parlato di partecipare alla cena di Renzi io ero in disaccordo, non trovavo alcuna utilità. (altro…)

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