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Posts Tagged ‘vittime’

Mafia

Oltre 30mila persone a Messina, ma altre migliaia da Napoli a Reggio Emilia, da Firenze a Torino. Rosy Bindi: “La mafia ha cambiato strategia: uccide meno, ma è più capace di penetrare”.

Dagli oltre 30mila di Messina ai 4mila di Reggio Emilia fino ai 7mila di Torino. E poi Firenze,Napoli. L’Italia, da Nord a Sud, ricorda la 900 vittime innocenti della mafia in occasione della 21esima Giornata a loro dedicata. Oltre 350mila persone si sono ritrovate in piazza in diverse città d’Italia per l’iniziativa nazionale organizzata da Libera. In programma appuntamenti in oltre 2mila luoghi: scuole, fabbriche carceri, parrocchie. (altro…)

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Gaza

GERUSALEMME – CREDEVANO che la bandiera blu dell’Onu che sventolava sulla Kaa Albir, la scuola dell’Unrwa di Beit Hanoun dove si erano rifugiati, li avrebbe protetti dalle bombe che cadevano da giorni tutt’attorno. Pigiati in più di 1500, erano accampati ovunque: nelle aule, negli uffici, in palestra, nel cortile invaso da famiglie che si accontentavano di dormire per terra su una coperta lurida, ma al sicuro. Di questa umanità ieri pomeriggio restavano le pozze di sangue, i banchi macchiati di rosso, stracci sporchi, libri e oggetti disseminati ovunque. Gli schizzi di terra e fango sui muri bianchi e blu. Un colpo di cannone è arrivato nel cortile della Kaa Albir portandosi via almeno 17 vite di donne e bambini palestinesi sfollati. Duecento i feriti nell’esplosione che a ondate sono stati portati via per ore dalle ambulanze della Mezzaluna Rossa e della Croce Rossa internazionale, che hanno sfidato i combattimenti in corso in tutta la zona. Sono stati trasferiti in tre diversi ospedali, perché nessuna struttura sanitaria della Striscia può sostenere una simile emergenza dopo 18 giorni di guerra. (altro…)

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Il bombardamentoQuei piccoli corpi sulla sabbia di una prigione a cielo aperto.

LE PAGINE di ieri si aggiornavano con titoli e foto su quattro bambini uccisi a Gaza su una spiaggia. Una di queste fotografie è specialmente difficile da guardare.

PER il modo in cui il colpo ha schiacciato il viso nella sabbia sporca, ha invertito il sopra e il sotto, il davanti e il di dietro degli arti. Si sceglierà di non pubblicarla quella foto, di sostituirle un’altra, che mostri quello che è accaduto, e però si tenga un passo di qua dal troppo orrore. Ci si interrogherà anche su come sia stata scattata, sul fondale di spiaggia vuota, prima dell’impulso a correre a toccarlo, ricomporlo, sollevarlo.
Su tutto ci si interroga in questa quarta guerra di Gaza, una specie di Biennale dell’odio e del furore. Sulle fotografie falsificate, sulla provenienza dei proiettili, sulle intenzioni reciproche. Ci si interroga su tutto perché niente ha senso. (altro…)

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Una delle vittimeCOSA RESTA NEGLI OCCHI DEGLI INNOCENTI.

NELLA strage di Taranto sono stati uccisi un uomo, una donna e suo figlio di 3 anni: le vittime. Non ci sono più, non hanno ricordi né pene. Sono morti. Nel sedile posteriore dell’auto c’erano altri due bambini, 6 e 7 anni: sono sopravvissuti, si sono salvati. Il ricordo degli spari, l’immagine dei genitori e del fratello uccisi, la paura che ha tolto loro il movimento e la parola saranno da quel momento e per tutta la vita la madre di ogni altra memoria e la fonte perpetua di ogni pensiero. Però che fortuna, si sono salvati. Non sono nel conto delle vittime, no. Le vittime di cui non si celebra il funerale in questa matematica non entrano. Di chi resta prima o poi ci si dimentica. Si sarà rifatto una vita, dice un’altra frase da copione. E invece con la vita non si può fare ‘cancella’ come con una memoria di computer. La vita non si rifà, continua a farsi e non lascia mai indietro niente. (altro…)

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FukushimaA due anni dal disastro nucleare di Fukushima, va avanti quella che la Croce Rossa ha definito una “crisi umanitaria in corso” che rischia di durare per decenni. Sono 160 mila i cittadini costretti a evacuare e decine di migliaia quelli che lo hanno fatto volontariamente. Vite distrutte, senza che ancora una sola persona abbia avuto una compensazione adeguata per i danni ricevuti. Qual è il quadro che emerge a due anni dall’incidente? Quali le lezioni da trarre?

1. L’industria nucleare non paga i danni che provoca. A fronte di un danno stimato fino a 169 miliardi di euro, di fatto c’è stata la nazionalizzazione dell’azienda proprietaria dell’impianto. A pagare il conto, dunque, saranno i contribuenti giapponesi e se guardiamo le convenzioni sulla responsabilità civile in campo nucleare, vediamo che o esistono limiti molto ridotti alle compensazioni cui è tenuta l’azienda esercente dell’impianto (al massimo nell’ordine di 1,5 miliardi di euro) o, laddove la responsabilità è legalmente illimitata, di fatto non esistono strumenti finanziari di protezione. (altro…)

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Foto da unoenessuno.blogspot.it

Alcune non hanno un volto, altre nemmeno un nome. Di altre invece le foto dello stesso viso sorridente che stava sul comodino dell’assassino, troppo spesso un padre, un marito, un figlio. Ricostruire la storia delle 116 donne ammazzate finora nel 2012 significa cercare di ridare un senso a una vita spezzata con violenza. E, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, urlare forte il grido: “Mai più”.

Ecco le storie delle centosedici vittime del 2012, una ogni sessanta ore.

Da La Stampa del 25/11/2012.

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Ce l’hanno fatta
sono passati sopra tutto
e tutti
sopra le ossa rotte
la pelle di gesso
 la carne bruciata
sopra bambini
di tre anni 
tre candeline sulla torta
l’anno scorso quest’anno il prossimo e per sempre
sopra ragazzi
mischiati al cemento
sopra le bocche aperte
che non dicono più niente
sopra padri madri mogli (altro…)

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