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L’orgoglio del Paese ritrovato nella responsabilità dei volontari.

Non c’è solo rabbia, fango e indignazione in questi giorni a Genova. C’è anche la ritrovata normalità di darsi una mano. E sono giovani, studenti, ragazzini, volontari venuti da vicino e da lontano che spalano via la melma dell’alluvione, un esercito reclutato con il Tam Tam u Facebook e il passaparola che si accontenta della semplice gratitudine di chi ha perso tutto. 
È così anche a Monterosso, Vernazza, Borghetto Vara, paesi devastati dai torrenti impazziti. Con le pale, i guanti, i cestoni questi ragazzi offrono aiuto ai residenti e alla Protezione civile, cercano di essere utili. «Serve un aiuto?», chiedono per esempio Chiara e Lucia, liceali in trincea, al Municipio di Genova. In via Fereggiano c’è da sgomberare una cantina, liberare un ingresso, ripulire un box. «Organizziamoci, diamoci da fare», rispondono tutti. (altro…)

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Forse voi. Io no. Io sono la solita vecchiaccia ipercritica e non ne posso più di tutto questo buonismo, di questi inviti al “volemose bene” che tanto non cambiano la vita di alcuno. Di questa corsa al regalo ed alla tavola di prelibatezze dal costo proibitivo. Che poi magari il tuo vicino ti sta pure antipatico, ma è natale e non glielo puoi dire… e questo è proprio il meno.

Sono stanca di un babbo natale che sarà pure rosso, come dice Crozza, ma è anche parziale e fazioso, visto che continua a portare il superfluo a chi non sa che farsene e agli altri, se va bene, nulla.

Data la premessa, non credo vi stupiranno i miei auguri… che cominciano con una “frase storica”:

“Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell’anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo, ed infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti.” (Giobbe Covatta)

e adesso, una galleria di immagini. Nemmeno tutte, sono stata attenta a non disturbare troppo la sensibilità di qualcuno…

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http://solleviamoci.files.wordpress.com/2010/12/natale2bnero1.jpg?w=300

Infine gli auguri veri e propri: ai diseredati della terra, agli emarginati, ai diversi, agli studenti incupiti, ai lavoratori cassintegrati precarizzati sfruttati disoccupati mobilizzati, alle parti civili dei processi contro aziende criminali, ai profughi, agli immigrati in cerca di futuro e pace, ai preti di strada, a chi combatte mafia e poteri forti, ai poliziotti democratici, ai malati, ai giudici coscienziosi, ai volontari, agli aquilani traditi, ai napoletani presi per i fondelli, ai comunisti in cerca di casa, a chi fa quello che dice, agli anarchici bastonati, agli ultimi ed agli umili ed a tutti gli amici che condividono le mie passioni e le mie lotte va il mio pensiero e l’augurio che l’anno nuovo ci porti una società più equa e solidale e pacifica (senza scordare che ce la dobbiamo conquistare).

A tutti gli altri, gerarchie ecclesiastiche e politiche, ai potenti della terra, ai sepolcri imbiancati di qualsiasi tipo e natura ed ideologia, alle forze dell’ordine dal manganello facile, ai duri con i deboli e servi con i forti, ai carrieristi, ai liberisti, ai ladri, ai collusi, ai dittatori più o meno in atto… auguro che si possano svegliare un giorno con il dio in cui dicono di credere che chiede loro conto del comportamento tenuto, e che li giudichi con giustizia.

Perché per me, o è natale per tutti, o non lo è per alcuno.

solleviamoci.blogspot.com

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