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Posts Tagged ‘voto di scambio’

Altan

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Voto di scambioMETODO MAFIOSO Dubbi d’interpretazione.

Dal varo della nuova legge sul voto di scambio, il 416 ter, nell’aprile 2014, si sono avute sentenze contraddittorie in ogni grado di giudizio tanto che nell’imminenza della ripresa a pieno dei processi, perfino lo stesso relatore della legge, Davide Mattiello del Pd, si preoccupa che politici alleati con mafiosi possano farla franca. E allora promette che, se fosse necessario, è disposto a proporre “una norma di interpretazione autentica della legge”.   TUTTO NASCE da una frase contenuta nel testo: parla di “metodo mafioso”che deve far parte del patto elettorale tra il politico e il boss perché possa essere riconosciuto il voto di scambio criminale. (altro…)

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Voto di scambio

Arresti

Un pacchetto di trenta voti venduto per centocinquanta euro: in pratica, 5 euro per ogni preferenza. In tempi di crisi persino il voto di scambio ha subito una pesantissima spending review. Una sforbiciata talmente netta che a Palermo, alle elezioni comunali del 2012, ogni scheda elettorale votata e fotografata veniva scambiata con il costo di un pacchetto di sigarette. Basta ascoltare le intercettazioni telefoniche, agli atti della procura di Palermo, per rendersene conto: preferenze scambiate con pacchi di pasta,pacchetti di voti acquistati a pochi euro e poi girati ad altri candidati.È uno spaccato di mafia, criminalità e miseria quello che viene fuori dall’ultima indagine del nucleo di Polizia valutaria della Guardia di finanza: agli arresti domiciliari sono finiti tre deputati regionali (due in carica e un ex) dal passato altisonante come Nino Dina, Franco Mineo e Roberto Clemente. (altro…)

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voto-di-scambio

UNA DENUNCIA relativa “al presunto caso di ‘compravendita di votì che vedrebbe coinvolto il candidato alle Regionali Gianni Filomeno”. L’ha presentata ieri ai carabinieri di Lecce il senatore M5S Maurizio Buccarella, sulla base del video raccolto dai Cinque Stelle e pubblicato venerdì dal Fatto-quotidiano.it  . “Auspichiamo che si intervenga giudiziariamente per contrastare l’odioso fenomeno del cosiddetto ‘voto di scambio” scrive Buccarella nell’esposto, indirizzato alla Procura di Lecce. (altro…)

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Pietro-GrassoRenzi e Berlusconi cancellano il voto di scambio politico mafioso. Secondo la cassazione, in base alla nuova formulazione del 416ter, voluta da Renzi e Berlusconi e da noi ferocemente avversata, accordarsi per il voto di scambio con un mafioso non è più reato se non viene usato il metodo mafioso nel procacciamento dei voti. Quindi se gli elettori non vengono spinti alle urne con i kalashinkov o con le lupare non esiste il reato ed il politico che si è accordato con i mafiosi può andare assolto. Questo è il senso di una pronuncia della Cassazione pubblicata ieri pomeriggio. Ecco la lotta alla mafia secondo Renzi e Berlusconi. Quanti hanno salutato la nuova formulazione del 416ter osannando il governo (con frasi disgustose quali “la norma è bellissima“) e che ricoprono posti di rilievo negli apparati che lottano la mafia, sono invitati a rassegnare le loro dimissioni avendo ampiamente comprovato la loro manifesta incompetenza e quindi inadeguatezza a ricoprire tali posti. Noi avevamo previsto tutto questo e ci eravamo opposti alla approvazione di questa norma, proponendone un’altra ben diversa ed efficace. (altro…)

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Avevano detto

Michele Giarrusso Senatore M5S.

È un fatto di una gravità spaventosa: hanno appena cancellato il reato di voto di scambio”. Mario Giarrusso, senatore del Movimento 5 stelle, è letteralmente furibondo. Fatica a misurare le parole. La Cassazione ha appena disposto un nuovo processo per Antonello Antinoro, politico siciliano dell’Udc condannato in primo e secondo grado, con l’accusa di aver incontrato un clan palermitano per stringere un accordo prima delle elezioni del 2008. “La Cassazione – prosegue Giarrusso – cita il contenuto di un nostro intervento in commissione: il procacciamento di voti ‘con metodo mafioso’ non era affatto un rafforzamento della norma, ma un espediente per cancellare il reato”.   Si spieghi meglio.   Perché si concretizzi il ‘metodo mafioso’, in pratica, deve accadere che qualcuno si presenti armato al seggio. (altro…)

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ScambioLA CASSAZIONE RINVIA ANTINORO (UDC): “REATO PIÙ DIFFICILE DA DIMOSTRARE”.

C’era la busta con 5.000 euro in cambio di 60 voti, c’erano i boss della potente cosca di Resuttana, alla periferia occidentale di Palermo, presenti all’incontro con il candidato che portava la busta, ma per la Cassazione, che ha applicato la nuova legge sul voto di scambio approvata sei mesi fa, tutto ciò non basta: per condannare Antonello Antinoro, medico fisiatra, enfant prodige di Cuffaro soprannominato “Mister Preferenze” per gli oltre 25 mila voti raccolti alle Regionali del 2008, dice la Suprema Corte, bisognava provare che Antinoro sapeva non solo di poter contare sulla forza di intimidazione della cosca, ma anche che i boss si fossero impegnati con lui ad adoperarla : “Ai sensi del nuovo articolo 416 ter c. p. – scrive il relatore Orlando Villoni nella sentenza 36382 depositata nei giorni scorsi, con cui ha rinviato alla Corte di appello per un nuovo giudizio la posizione di Antinoro, condannato a sei anni per voto di scambio mafioso   – le modalità di procacciamento dei voti debbono costituire oggetto del patto di scambio politico-mafioso, in funzione dell’esigenza che il candidato possa contare sul concreto dispiegamento del potere di intimidazione proprio del sodalizio mafioso e che quest’ultimo si impegni a farvi ricorso, ove necessario”.   (altro…)

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Rialzate le pene

APPROVATO AL SENATO IL NUOVO 416 TER. PROTESTA DEI CINQUE STELLE. ORA SI PENSA A UN DDL PER RIALZARE LE PENE.

Urla, cori, insulti, foto strappate e due grillini espulsi. Ma alla fine la curva del Senato ha detto sì alla nuova norma sul voto di scambio, che abbassa le pene e manca di parole cruciali. Inutile l’ostruzionismo di Cinque Stelle, che in aula ha fatto di tutto; ininfluente l’astensione della Lega, valsa come un no. Soffocati i mal di pancia nel Pd, fedele all’accordo con Forza Italia. Ieri, in quarta lettura, Palazzo Madama ha dato il definitivo via libera con 191 sì, 32 contrari e 18 astenuti al nuovo articolo 416 ter del codice penale “sullo scambio elettorale politico-mafioso”, che punisce “chiunque accetta la promessa di procurare voti in cambio della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità”. Scendono le pene, da 7-12 anni a 4-10 anni di reclusione. Sparisce (rispetto al ddl originario) la punibilità per chi “dia disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione mafiosa”. Scomparsa anche la parola “qualunque” davanti ad “altra utilità”, nove lettere che ampliavano la lotta alla compravendita di voti. 

Tutto cancellato in terza lettura alla Camera dalla maggioranza e Fi. 

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Vauro

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votoscambioRISSA IN SENATO

I DEMOCRAT HANNO QUALCHE DUBBIO SUL PROVVEDIMENTO, CALDEROLI APPLICA LA TAGLIOLA.

Un “compromesso al ribasso” che finisce in rissa. Il rush finale del ddl sul voto di scambio politico mafioso è rinviato a martedì. Doveva essere ieri, ma improvvisamente il presidente di turno, il leghista Roberto Calderoli ha deciso di interrompere bruscamente la discussione generale del provvedimento per passare direttamente al voto finale sul testo. Insomma, la famosa ghigliottina, utilizzata anche stavolta per mettere in mora le forze del Movimento 5 Stelle che avevano tutte le intenzioni di fare ostruzionismo, chiedendo ripetutamente, senza ottenerlo, che il testo tornasse in commissione. Nel mirino del gruppo c’è in particolare l’alleggerimento delle pene detentive per il reato di voto di scambio politico mafioso, il famoso articolo 416 ter del codice penale, la cui nuova declinazione aveva fatto storcere il naso anche al Pd (in particolare al senatore Felice Casson). (altro…)

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Il voto di scambio

Doveva diventare un decreto, per rendere subito operativo lo svuotamento del reato di scambio politico mafioso (416 ter) riscritto (da Alessia Morani del Pd su ordine di Renzi) per non disturbare il garantismo peloso di Forza Italia che minacciava sfracelli alla vigilia delle Europee. Poi ieri, nel giorno dell’arresto di Nicola Cosentino, Denis Verdini e Matteo Renzi si sono trovati d’accordo a Palazzo Chigi anche sul contenuto di questo provvedimento. E sono giunti subito applausi e approvazione lampo del ddl con una maggioranza bulgara: 310 sì, solo 61 contrari (i Cinque Stelle). Il momento di maggiore tensione in aula è stato registrato quando i grillini hanno lanciato accuse di contiguità con le mafie ai parlamentari del Pd e di Forza Italia. (altro…)

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votodiscambioOgni tanto anche la politica riesce ancora a regalarci momenti di autentica commozione. E il dibattito sul nuovo reato di voto di scambio politico-mafioso è uno di questi. Nel 1991 il Parlamento sanzionò penalmente con l’art. 416 ter del Codice penale i politici che comprano voti dai mafiosi “in cambio di denaro”. La formula originaria aggiungeva “o altre utilità”, visto che nessun mafioso sano di mente vende i suoi pacchetti di voti in cambio di contanti: ciò che si aspetta dal politico, una volta eletto, sono appalti, favori, assunzioni e protezioni per sé e per amici. Ma una manina furtiva fece sparire all’ultimo momento quell’“e altre utilità” e il reato così svuotato rimase praticamente lettera morta.

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Brunetta

Dopo Forza Italia anche il no di Alfano. Il Pd: “ Date un segnale contro la mafia”.

ROMA — Il Nuovo centrodestra, partito del ministro degli Interni Angelino Alfano, si schiera con Forza Italia contro la legge sul voto di scambio all’esame della Camera. «Il testo uscito dal Senato non è condivisibile, se non viene cambiato voteremo contro», annuncia l’esponente di Ncd – forza politica parte della maggioranza -Fabrizio Cicchitto. E intanto i berlusconiani preparano le barricate in aula per sbarrare la strada alla legge che punisce i patti tra politici e mafiosi.

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Voto di scambio e autoriciclaggio

L’appello di Saviano per l’authority che verrà guidata da Raffaele Cantone.

NEGARLO sarebbe colpevolmente ingenuo: ciò che rende l’Italia un Paese in cui sembra non valere più la pena investire e da cui sembra sempre più necessario emigrare è soprattutto la corruzione. Una corruzione che non è il banale istinto a rubare, che razzismi minori imputano alla cultura di un Paese. Non si tratta di episodico malcostume, ma di meccanismi reali, fin troppo tangibili, concreti e diffusi ovunque: una macchina sommersa e infame che garantisce i complici del sistema e esclude gli onesti. (altro…)

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Sulla diffamazione invece c’è intesa: multa fino a 60 mila euro a chi “infanga”.
La polemica.

ROMA— Continuano a litigare sul voto di scambio tra politica e mafia, ma si mettono d’accordo sulla diffamazione. Non ci sarà più il carcere per i giornalisti, ma una mega multa (fino a 60mila euro) per chi lancia le “macchine del fango”. Punite le querele “temerarie” con un risarcimento all’imputato da 2 a 20mila euro. I direttori potranno anche delegare la loro responsabilità per non rispondere di ogni articolo contestato. Protagonisti sempre il Pdl e il Pd, i partner della più singolare maggioranza che palazzo Chigi ricordi. Per un caso, due leggi importanti vedono da una parte — per il 416-ter — pranzi tra noti esponenti del Pdl per elaborare la strategia del rinvio. Dall’altra, sulla diffqamazione, ecco intese tra Pdl (Costa-Gelmini) e Pd (Verini) per cancellare il carcere contro i giornalisti. Sono le anomalie politiche cui si può assistere quando governano assieme partiti come questi. (altro…)

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voto di scambioTutto si può dire dei fautori delle larghe intese, tranne che difettino di sense of humour. Anzi, sono spiritosissimi. Hanno riportato al potere B., l’hanno trasformato da sconfitto alle elezioni a padrone del governo e padre ri-costituente, e ora pretendono di combattere con lui la mafia, la corruzione, l’evasione, il falso in bilancio, il voto di scambio, il riciclaggio, le prescrizioni, l’omofobia, il Porcellum e persino il Kazakistan (già che ci siamo, perché non la prostituzione minorile?). Come portare al governo Rocco Siffredi e fargli scrivere la legge contro la pornografia. In qualità di esperto, di tecnico. Se non ci fosse da piangere, verrebbe da ridere. Un anno fa la maggioranza centro-destra-sinistra approvava tra rulli di tamburi e squilli di tromba la mitica legge anticorruzione Severino che ora la stessa maggioranza centro-destra-sinistra vuole rifare da cima a fondo perché s’è accorta che l’altra non puniva il falso in bilancio, l’autoriciclaggio, depotenziava la concussione e non bloccava la prescrizione. (altro…)

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Fari puntatiCritiche al nuovo testo: rende impossibili le inchieste.
Lo scontro.

ROMA— Un avverbio di troppo, «consapevolmente». Una parola impropria, «procacciamento ». Gli anni di pena che si fermano a dieci anziché arrivare a 12 e rischiano di mettere in crisi molti processi in corso, tipo Cosentino, Ferraro, Fabozzi. Basta questo per rovinare la festa del 416-ter, lo scambio elettorale politico-mafioso, il cui restyling i magistrati anti-cosche attendono dal 1992. L’anno in cui venne varato, e da allora tutti gli anni a seguire in cui non ha mai funzionato. Come annota diligente l’ex pm Raffaele Cantone — toga famosa contro la camorra costretta poi a trasferirsi al massimario della Cassazione per via delle minacce dei clan — 15 sentenze in tutto rispetto alle 862 per associazione mafiosa. (altro…)

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Una riforma che solleva molti dubbi.

QUESTE parole le scrivo per lanciare un allarme.
La riforma della legge sul voto di scambio così com’è stata approvata alla Camera dei deputati non sembra affatto utile a disarticolare i rapporti tra mafia e politica: anzi rischia di essere solo poco più di una messa in scena. Bisogna andar per gradi e capire i motivi di questo allarme.
Nel 1992– sull’onda dell’indignazione per due stragi, quella di Capaci e via D’Amelio – venne introdotto nel codice penale l’articolo 416-ter che punisce chi ottiene la promessa di voti dalle associazioni mafiose in cambio di denaro. È la norma tuttora vigente in materia di scambio elettorale politico- mafioso, una norma che al suo interno conserva un gravissimo limite. Per essere punibile, infatti, il candidato che riceve la promessa di voti da parte dell’associazione mafiosa deve aver erogato in cambio del denaro, che è considerato il solo possibile oggetto di scambio. Ma questa è una situazione difficilmente riscontrabile; alle organizzazioni criminali non interessano i soldi dei politici, ma i soldi che i politici possono far guadagnare loro. La politica è soltanto un mezzo per velocizzare il profitto. Appalti, posti di lavoro, licenze, concessioni: è così che i clan guadagnano. (altro…)

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saviano-voto

Lo scrittore condivide su Facebook alcune segnalazioni sospette.

Segnalazioni che lo scrittore Roberto Saviano condivide su Facebook e che, di certo, non fanno piacere. Storie davvero tutte italiane. Ad esempio, “a Quarto due kili di mozzarella per un voto.” Poi “a Roma mi segnalano l’offerta di alcuni pusher di offrire 50 euro di coca in cambio della prova del voto”.

DA cadoinpiedi.it

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Riparte il mercato delle preferenze, ecco come si controlla
Il racconto.

ESISTONO due tipi di voto di scambio. Un voto di scambio criminale ed un voto di scambio che definirei «acceleratore di diritti». In un paese dai meccanismi istituzionali compromessi, la politica diventa una sorta di «acceleratore di diritti», un modo — a volte l’unico — per ottenere ciò che altrimenti sarebbe difficile, se non impossibile raggiungere. Per intenderci: ci si rivolge alla politica per chiedere, talvolta elemosinare favori. Per pietire ciò che bisognerebbe avere per diritto. Mentre altrove nel mondo si vota un politico piuttosto che il suo avversario per una visione, un progetto, perché si condividono i suoi orientamenti politici, perché si crede al suo piano di innovazione o conservazione, qui da noi — e questo è evidente soprattutto sul piano locale — non è così. In un contesto come il nostro, programmi e dibattiti, spesso servono a molto poco servono alle elite, alle avanguardie, ai militanti. A vincere, qui da noi, è piuttosto il voto utile a se stessi. (altro…)

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