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Posts Tagged ‘wwf’

parchi-wwf-audizione«Se la Camera non cambierà il testo della riforma su alcuni punti essenziali, potremo dire addio ai Parchi “Nazionali”».

«Chiediamo che, nell’aggiornare la Legge 394/91, vera e propria “Piccola Costituzione delle Aree Protette”, si riapra il confronto nel merito con il fronte delle Associazioni e si abbia come obiettivo il mantenimento dell’importante ruolo e funzione di Parchi Nazionali e Aree Marine Protette, puntando sulle competenze e sull’innovazione, così come si fece con l’approvazione della legge 394: se lo Stato rinuncia alle sue competenze in tema di conservazione della natura rischiamo di tornare indietro di vent’anni nelle politiche di gestione della natura». Lo ha detto la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi nel corso dell’audizione delle Associazioni ambientaliste alla Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati. (altro…)

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ambiente

Nel 2016 nel campo ambientale ci sono state buone notizie per la capacità delle istituzioni italiane di contribuire agli impegni internazionali per la definizione di obiettivi globali ambiziosi sul cambiamento climatico e per la definizione di piani d’azione efficaci in attuazione delle Direttive europee sulla Natura. Purtroppo dentro i confini nazionali ci si attesta ancora su posizioni di retroguardia, come l’inutile referendum sulla durata delle concessioni delle piattaforme offshore per estrarre combustibili fossili (petrolio e gas) e con riforme che, di fatto (nello Stelvio) e delle norme vigenti (revisione della legge n. 394/1991), depotenziano la tutela della Natura indebolendo la governance delle aree protette e la loro vocazione alla tutela della biodiversità. (altro…)

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wwfDonatella Bianchi: «Nel 2016 per l’ambiente più ombre che luci».

Secondo il Wwf Italia, «Quello che si avvia a conclusione è stato un anno con più ombre che luci per l’ambiente. Un anno in cui è entrato in vigore l’importante Accordo di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici, l’anno delle buone notizie per alcune specie simbolo come tigri e panda, ma che nel nostro Paese continua a segnare un pesante segno meno sia nelle politiche di difesa della biodiversità che rispetto alla strategia di decarbonizzazione». (altro…)

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Dossier-coste-WwfQuattro le aree pilota lungo lo Stivale da cui poter ripartire

In 50 anni 2.000 km di costa cementificati, 1.860 km i tratti di costa liberi e naturali

Il nuovo Dossier “Italia: l’ultima spiaggia – Lo screening dei mari e delle coste della Penisola” pubblicato dal Wwf parte dai «1.860 km  di tratti lineari di costa più lunghi di 5 km del nostro Paese (isole comprese) ancora liberi e con un buon grado di naturalità (il 23% dei nostri litorali, su complessivi 8.000 km circa)»  e punta su 4 grandi aree strategiche per la biodiversità dei nostri mari: la zona tra il Mar Ligure ed il parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, il canale di Sicilia, il Mare Adriatico settentrionale e l’area del canale di Otranto nell’Adriatico meridionali. (altro…)

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LA GRANDE MOBILITAZIONE MONDIALE DEL WWF CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI.

Sabato 28 marzo il mondo ha spento le luci per sensibilizzare governi e opinione pubblica sulla necessità di intervenire sui cambiamenti climatici con un gesto semplice, ma concreto. Partita dalla città di Sydney nel 2007, oggi la mobilitazione coinvolge 172 Paesi in tutto il mondo.

Spegnere le luci e accendere l’attenzione sui cambiamenti climatici. E’ tornata sabato 28 marzo, l’Ora della Terra: 60 minuti di buio, dalle 20:30 alle 21:30, per riflettere sulla necessità di cambiare le nostre abitudini di vita e smettere così di consumare il pianeta che ci ospita. La popolazione mondiale cresce infatti senza sosta mentre le risorse naturali scarseggiano per tutti. Un’equazione, questa, che rende indispensabile ridurre gli sprechi e insistere su un futuro ‘sostenibile’ che rinunci alla dipendenza dai carboni fossili. Dal 2007 un’ora di buio per dire ‘stop’ agli sprechi Per farlo il WWF nove anni fa da Sydney, in Australia, lanciò un appello al mondo chiedendo un gesto semplicissimo: spegnere la luce.  (altro…)

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Piazza-San-Marco-No-TrivGli ambientalisti italiani e S.O.S za Jadran: no alle trivelle e al decreto Sblocca Italia.

Concessioni su 49.000 Km2 di mare, decine di piattaforme già attive e altre in arrivo.

Greenepeace, Legambiente, Wwf Italia e la rete di associazioni croate S.O.S za Jadran (SOS Adriatico) hanno organizzato una manifestazione a Venezia, in piazza San Marco, per dire No alle trivelle in Adriatico. Alla manifestazione hanno partecipato centinaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo per ricordare che il bacino adriatico è uno solo e va tutelato attraverso un forte coordinamento internazionale.

Gli ambientalisti chiedono   «Un’azione più incisiva del Governo italiano nei confronti del Governo croato». A quanto risulta a Greenepeace, Legambiente, Wwf ed  S.O.S za Jadran:  «Il Ministero dell’Ambiente italiano a metà gennaio ha chiesto informazioni al Governo di Zagabria sui 9 progetti senza che però sia arrivata risposta; nel frattempo, invece, il Governo sloveno ha ottenuto di poter essere parte consultata nella Valutazione Ambientale Strategica». (altro…)

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trivelleLA BASILICATA contro lo Sblocca Italia. Associazioni e movimenti come il Wwf, il Fai, Legambiente e Marevivo hanno chiesto agli amministratori regionali e locali di impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 38 del decreto emanato dal governo Renzi, non appena questo diventerà legge. Il testo dà il via libera alle trivellazioni su tutto il territorio nazionale, anche off-shore, e la Basilicata sarebbe una delle regioni a farne maggiormente le spese. I movimenti ambientalisti hanno spiegato che “anche dopo le non sostanziali modifiche introdotte alla Camera e il voto di fiducia al Senato, non è cambiata la portata negativa delle disposizioni dell’articolo 38 del decreto”.   (altro…)

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Dissesto

Associazioni, ordini professionali, Sindaci ed esperti insieme per far partire nel nostro Paese una efficace politica di mitigazione del rischio da frane e alluvioni in Italia.

Genova e la Liguria ancora una volta hanno subito i devastanti effetti dell’ennesima tragedia causata dal rischio idrogeologico. Piogge intense che si sono riversate su un territorio fragile hanno causato l’esondazione di corsi d’acqua, frane, allagamenti e purtroppo ancora una volta vittime. Episodi che si verificano continuamente nel corso di tutto l’anno sull’intero territorio nazionale che non possono essere più tollerati e richiedono una risposta immediata ed efficace, senza continuare ad affrontare la questione sempre e soltanto dopo dichiarazioni di stato di emergenza.

Per questo le principali associazioni ambientaliste e di categoria, i Consigli nazionali degli ordini professionali e le associazioni imprenditoriali di settore, i Sindaci e il mondo dei tecnici e della ricerca che avevano già intrapreso, dal 2013, un percorso comune per rispondere in maniera efficace alle ripetute emergenze, hanno deciso di costituire la Coalizione per la prevenzione del rischio idrogeologico. Un organismo straordinario che vede la partecipazione di tanti soggetti competenti in materia di acque e difesa del suolo, con ruoli e compiti diversi ma con l’obiettivo comune di condividere l’urgenza e l’importanza di azioni efficaci per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico nel nostro Paese. (altro…)

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trivellazioni-petrolio-adriaticoUn modo per impedire che i petrolieri abbiano la strada spianata a bucherellare i nostri mari c’è: creare un fronte compatto per denunciare il modo inaccettabile con cui i progetti di trivellazione vengono mandati avanti nel nostro paese.

Programmi che fino ad oggi prevedono valutazioni di impatto ambientale carenti e inaccettabili, tra poco, con l’entrata in vigore dello Sblocca Italia, elimineranno il problema alla radice, lasciando che le trivellazioni off-shore vengano autorizzate senza neanche prendere in considerazione il loro possibile impatto sul mare.

Con altre associazioni e ben cinque comuni siciliani abbiamo presentato ricorso al TAR Laziocontro il decreto 149/14 del Ministro dell’Ambiente, che sancisce la compatibilità ambientale del progetto “Off-shore Ibleo” di ENI (otto pozzi, una piattaforma e varigasdotti al largo della costa tra Gela e Licata). E’ la prima volta che in un ricorso presentato contro le trivelle in mare siamo accompagnati da una schiera così folta di ricorrenti, con noi anche WWF e Legambiente, LIPU Birdlife Italia e Italia Nostra, ma non solo anche associazioni di categoria come il Touring Club Italia e Legacoop Pesca Sicilia, ma soprattutto le amministrazioni locali, ben cinque comuni della costa interessata dal progetto, capitanati da ANCI Sicilia.

 

Un fronte così ampio e compatto è la dimostrazione che i “tre, quattro comitatini” di cui parla ilPremier Renzi sono determinati a farsi sentire contro la “follia nera” del governo, e forti di una grande rappresentatività!
Il progetto off-shore Ibleo è il primo nel Canale di Sicilia ad aver ricevuto parere positivo dalMinistero dell’Ambiente, nonostante una valutazione davvero carente e inaccettabile! Gli scenari di rischio, tutti ancora da definire, sono addirittura rimandati a valutazioni successive di non si sa chi!

Non possiamo permettere che – visti i numerosi procedimenti di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) in corso – si proceda nello stesso modo per tutte le altre richieste avanzate daipetrolieri nel Canale!

Il ricorso al TAR è una speranza non solo per la Sicilia, ma per tutti i territori interessati daricerche e estrazioni di idrocarburi! Per agire non c’è molto tempo, ed è necessario unirsi: ilgoverno ha deciso con lo “Sblocca Italia” di di consegnare i nostri mari ai petrolieri, cancellando l’obbligatorietà della VIA per quei progetti di estrazione off-shore posti “in prossimità di aree di altri Paesi rivieraschi”.

Una scelta miope che consegna l’Italia ad uno scenario energetico “del passato”, favorendo il guadagno di poche multinazionali dell’energia e scaricando i rischi sulla collettività.

Noi non ci stiamo, e abbiamo deciso: non fossilizzeranno il Paese e il futuro nel nostro nome. Schierati anche tu: DICHIARATI INDIPENDENTE dalle fonti fossili!

Da greenpeace.org

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WWF

Un dossier dell’associazione ambientalista dimostra l’aumento delle edificazioni lungo le aree costiere italiane negli ultimi 25 anni. Il 10% delle nostre coste alterato dalla presenza di infrastrutture pesanti. Il maggior numero di casi in Sicilia e Sardegna. Chiesta una moratoria a Governo, Regioni e Comuni.

UNA delle più grandi ricchezze dell’Italia è il mare. Oltre 8mila chilometri di coste che andrebbero tutelati, valorizzati e preservati dall’invadente intervento dell’uomo. E invece dal 1988 ad oggi ben 312 “macro attività umane” hanno sottratto suolo naturale lungo le nostre coste: villaggi, residence, centri commerciali, porti, autostrade, dighe e barriere hanno alterato il profilo e il paesaggio del nostro paese facendo perdere biodiversità e patrimonio naturale.

IL RAPPORTO DEL WWF pdf

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Mappa degli eventi

La giornata oasi è anche sui SOCIAL. Selfie, foto e racconti della propria visita da mandare alla pagina Facebook  ; verranno poi pubblicati. Su Twitter invece con #amazzoniaoasi.

Una Natura in festa in tutta Italia:  la giornata di domenica sarà l’occasione per grandi e piccoli per  scoprire l’ ‘Amazzonia’ nascosta dietro l’angolo, ovvero, foreste e fiumi boscosi, ma anche laghi, vallate e lagune ricchi di animali  e specie rare tutelate in Italia nelle 100 oasi WWF. Ogni anno la Giornata Oasi WWF, giunta alla sua 24ma edizione,  accoglie migliaia di visitatori che, grazie a questo evento, possono entrare gratuitamente e partecipare alle centinaia di manifestazioni speciali organizzate in tutte le regioni.  Le pagine Social del WWF saranno a disposizione dei visitatori che potranno animare la giornata anche sulla rete inviando il proprio Diario fotografico e narrativo con selfie, foto di natura, racconti.  (altro…)

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Oasi

C’era una volta la nostra Amazzonia. L’Italia delle epoche più lontane era ricoperta di rigogliose foreste: la Pianura Padana quasi per intero, ma anche le aree costiere, prima dei tagli e delle bonifiche. Quel poco che resta di quel passato forestale oggi è in molti casi tutelato dalle Oasi del Wwf, che come ogni anno, domenica 18 maggio, aprono le loro porte per una giornata di festa (http://www.wwf.it ). Qualche esempio? Il Bosco Wwf di Vanzago (Mi) è il tipico bosco planiziale padano, salvato dalla speculazione grazie a un possidente che ne fece la sua riserva di caccia e poi la donò al Wwf. Un fitto intrico di roveri, farnie, olmi, aceri, carpini, tigli, a pochi chilometri dal centro di Milano. L’Oasi del Verneto, in provincia di Asti, è un bosco planiziale puro di ontani neri, ormai scomparso altrove. (altro…)

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Oggi, sabato 22 marzo 2014, è la Giornata Mondiale dell’Acqua, nota in tutto il mondo come World Water Day. L’appuntamento istituito dalle Nazioni Unite giunge quest’anno alla propria 23esima edizione. Si tratta di un’occasione per riflettere sull’importanza di salvaguardare un bene prezioso, allo stesso tempo fonte di vita e sempre più oggetto di inquinamento. (altro…)

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wwf_eagle_handPiù efficienti contro le grandi sfide ambientali e globali”.  Sono questi  i punti cardine del  Programma 2014 annunciato dal WWF Italia in una fase strategica del suo rinnovamento iniziato già lo scorso anno. Tale processo si sta compiendo in tutti gli uffici nazionali del network WWF presenti in oltre 80 paesi nel mondo per rendere omogenee e sinergiche le attività di tutela della natura e connettere ancor più le attività di conservazione svolte al livello nazionale con le grandi sfide e priorità globali.

Una fase importante di tale processo è avvenuta pochi giorni fa con l’approvazione a grande  maggioranza da parte dell’Assemblea dei Soci  di una nuova riforma statutaria, quale tassello importante del percorso avviato in accordo e in sintonia con il WWF internazionale. (altro…)

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indonesia_animal_trade

Il  15 gennaio il Parlamento europeo voterà una risoluzione presentata dall’olandese Gerben -Jan Gerbrandy, (Fryske Nasjonale Partij, la sinistra autonomista frisona), in materia di fauna selvatica che richiede un maggiore impegno e leadership sia all’Unione europea che agli Stati membri per fermare il commercio illegale di specie selvatiche, nell’Ue e nel resto del mondo .

Wwf e Trade Records Analysis of Flora and Fauna in Commerce (Traffic) sostengono l’iniziativa di Gerbrandy e «Invitano tutti i membri del Parlamento europeo a garantire che l’Ue adotti una risoluzione forte e decisa contro il traffico illegale di fauna selvatica». (altro…)

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italiarinnovabile_fori

Invasione colorata e pacifica ai Fori Imperiali! Sabato 26 ottobre oltre 50 Associazioni sono scese in piazza per raccontare un nuovo modo per produrre e consumare energia.

E’ stato un grande successo la manifestazione che abbiamo promosso sabato 26 ottobre a favore dell’energia pulita. Dalle ore 10.00 del mattino fino a sera i Fori Imperiali hanno ospitato  stand di associazioni e aziende italiane delle rinnovabili, prodotti biologici e sostenibili, laboratori per bambini e ragazzi, ciclofficine, piste per go-kart a pedali e tanto altro ancora. Un’occasione per far conoscere le storie di cittadini, aziende ed enti locali che hanno scelto di investire nelle fonti rinnovabili, in una mobilità nuova, in un’agricoltura di qualità e libera da ogm, in città vivibili dove innovazione, socialità e qualità culturale fanno la differenza. (altro…)

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trivelle

La situazione delle trivellazioni sul territorio italiano si fa sempre più preoccupante. Nell’ambito della campagna contro le trivelleWWF Italia si rivolge direttamente al Governo Letta, forte delle migliaia di firme raccolte, per chiedere di fermare lo scempio che ha causato la SEN, la Strategia Energetica Nazionale.

Inaugurata dal precedente Governo Monti come una delle ultime azioni prima delle dimissioni, questa strategia mira a sfruttare il poco petrolio di pertinenza italiana ancora rimasto nel sottosuolo e nel mar Mediterraneo, al fine di garantire la sicurezza energetica al Paese. Peccato però che gli esperti convocati direttamente dal Ministero dello Sviluppo Economico abbiano stabilito che, anche se si estraesse fino all’ultima goccia di petrolio, l’Italia sarebbe autosufficiente per soltanto 7 settimane. (altro…)

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sostenibilitàChe cos’è la sostenibilità ? «Volendo semplificare il concetto, possiamo affermare che la sostenibilità significa imparare a vivere, in una prosperità equa e condivisa con tutti gli altri esseri umani, entro i limiti fisici e biologici dell’unico pianeta che abitiamo: la Terra». Un messaggio quasi intuitivo, quindi, che non riesce però a conquistarsi l’attenzione pubblica e politica che – sola – potrebbe garantire l’effettiva realizzazione. Semplificare, dunque, in questo caso non basta.

La sostenibilità è scienza, ed è complessa per sua natura. Più che di facili semplificazioni, necessita di chiarezza per essere compresa. Il volume Sostenibilità in pillole, firmato da Gianfranco Bologna – direttore scientifico e responsabile dell’area sostenibilità del Wwf Italia, nonché segretario generale della Fondazione Aurelio Peccei, che rappresenta il mitico Club di Roma in Italia – offre un contributo interessante nello svolgere questo compito. (altro…)

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Secondo il Wwf, “emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista".

Secondo il Wwf, “emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista”.

In meno di vent’anni, tra il 1990 e il 2008, i consumi europei hanno causato l’abbattimento di foreste in varie parti del mondo per un’estensione pari ad almeno 9 milioni di ettari. Ad essere riconosciuti come i principali responsabili della deforestazione sono i prodotti alimentari.

In meno di vent’anni, tra il 1990 e il 2008, i consumi europei hanno causato l’abbattimento di foreste in varie parti del mondo per un’estensione pari ad almeno 9 milioni di ettari, una superficie paragonabile a quella dell’Irlanda. Peggio ancora di Usa e Canada: siamo noi europei i primi consumatori di foreste al mondo. Un triste primato, registrato il 2 luglio dalla stessa Unione Europea nel rapporto “The impact of Ee consumption on deforestation”.

Secondo il Wwf, “emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista, nonostante il suo impegno a ridurre la deforestazione tropicale del 50% entro il 2020”. E dire che Bruxelles aveva promosso lo studio nel 2011 per contribuire a contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità a livello mondiale. Obiettivo: valutare l’impatto del consumo europeo sulla perdita delle foreste nel mondo. A quanto pare, i migliori boschi del pianeta li divoriamo alla velocità della luce: più che il legname, ci interessa il pascolo che si ottiene radendo al suolo gli alberi. (altro…)

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Europa-leader-mondiale-nella-deforestazioneLo sapevate che, ancor prima di statunitensi e canadesi, siamo noi europei i primi consumatori di foreste al mondo? Un triste primato registrato il 2 luglio dalla stessa Unione Europea nel rapporto “The impact of EU consumption on deforestation” la cui lettura ci rende tutt’altro che fieri e dal quale secondo il WWF“emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista, nonostante il suo impegno a ridurre la deforestazione tropicale del 50% entro il 2020”.
 Come parte della sua strategia per affrontare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità a livello mondiale, la Commissione europea ha lanciato questo studio nel 2011 per valutare l’impatto del consumo europeo sulla perdita delle foreste nel mondo. Lo studio, ora completato, fornisce una valutazione approfondita dell’impatto dell’Unione sulla deforestazione e fornisce anche indicazioni generali per le possibili risposte politiche ad una situazione allarmante perché, a quanto pare, ci mangiamo letteralmente le foreste, se come si legge sul rapporto “tra il 1990 e il 2008, i consumi europei hanno causato l’abbattimento di foreste in varie parti del mondo per un’estensione pari ad almeno 9 milioni di ettari”, una superficie paragonabile a quella dell’Irlanda. (altro…)

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