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Posts Tagged ‘Zagrebelsky’

“MOSCACIECA” Il nuovo saggio del giurista   Senza progetti,tirano a campare.Per“durare sempre ancora un giorno in più”

   C’è il gioco che facevamo, bendati, da bambini. Ma c’è anche la metafora di Wittgenstein: il nuovo libro di Gustavo Zagrebelsky s’intitola Moscacieca. E fa davvero pensare all’insetto nella bottiglia di cui il filosofo austriaco parla nelle Ricerche filosofiche.La mosca si dibatte,in cerca di una via d’uscita. Così noi: “Non siamo sicuri nemmeno di quali siano le incognite con le quali dobbiamo fare i conti. Contrasti e conflitti scoppiano qua e là, per ora perifericamente, ma sempre più numerosi; minacciano esplosioni sempre più grandi e mirano al cuoredelmondocheabbiamo costruito. Il pensiero vacilla. Il caos inghiotte la comprensione e la volontà si smarrisce”.  (altro…)

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Manifestazione

LA MANIFESTAZIONE indetta dalla Fiom partirà da piazza della Repubblica alle ore 14 per concludersi a piazza del Popolo. Ad aprire il corteo ci saranno i metalmeccanici della Fincantieri impegnati nella vertenza per il rinnovo del contratto. Lo slogan della manifestazione, “Unions!”, vuole essere un richiamo alle origini del movimento sindacale. Sul palco allestito in piazza del Popolo molto gli interventi che precederanno quello di Landini. Ci sarà Giuseppe De Marzo per la campagna di Libera sul reddito per la dignità, Domenico Maugeri del Tavolo Verde, Giacomo Zolezzi, studente della Rete della conoscenza, Giovanna Cavallo, del movimento per la casa, un rappresentante dello Strike Meeting. (altro…)

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ZagrebelskyZAGREBELSKY E RODOTÀ NON ANDRANNO AL SEMINARIO SULLE RIFORME ORGANIZZATO DAL PD.

   Hanno ringraziato il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ma hanno “cordialmente” rifiutato l’invito a partecipare al seminario organizzato dal Pd per lunedì “Riforma del Senato e Titolo V”. Stiamo parlando dei “professoroni”, Gustavo Zagrebelsky e Stefano Rodotà. Quegli stessi chiamati in causa dalla Boschi che li aveva accusati di “bloccare da 30 anni le riforme”. Intervistato da Lucia Annunziata sull’Huffington post, Zagrebelsky spiega: “Le ho detto di non preoccuparsi, perché il conflitto fra padri e figli, fra diverse generazioni, è fisiologico. Non è strano, deve anzi esserci. Su una sola cosa sono però inflessibile: sono convinto che ognuno debba fare la propria parte, e che i vecchi debbano fare i vecchi”. (altro…)

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BaraldiSiccome in Italia – come diceva Flaiano – “i fascisti sono una trascurabile maggioranza”, nessun intellettuale (o quasi) riesce a comprendere l’allarme di Zagrebelsky, di Rodotà e degli altri firmatari dell’appello di Libertà e Giustizia contro la “svolta autoritaria”. Infatti, dopo una settimana di ostracismo su tutti i tg e i giornali (tranne il nostro), l’appello e i suoi firmatari sono diventati il bersaglio di attacchi concentrici, insulti plenari e scomuniche trasversali che vanno dalla destra al centro alla sinistra. “Professoroni”, “tromboni”, “parrucconi”, “conservatori” (che – almeno a proposito della Costituzione del 1948 – è un meraviglioso complimento). Nessuno – a parte Michele Ainis sul Corriere – ha risposto nel merito alle loro obiezioni. Quasi tutti le hanno falsificate e caricaturate per poterle meglio ignorare e demolire. (altro…)

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Il colleL’intervista Gustavo Zagrebelsky.

Il costituzionalista analizza la nuova politica e i rapporti istituzionali, tra Parlamento, esecutivo e Colle: “Un sistema di potere incartapecorito aveva bisogno di rifarsi il maquillage. Se è vero, è chiaro che occorrevano riverniciature. Le larghe intese sono la negazione della dimensione politica. Sono la paralisi”.

Può succedere che, nella pausa di una lunga intervista, ti ritrovi in una cucina affacciata su un terrazzo precocemente fiorito, a far merenda con tè al gelsomino. E capita pure che l’intervistato t’interroghi all’improvviso sui romanzi dostoevskijani, l’Idiota in particolare. “A un certo punto, ricorderà, Ippolít dice a Myskin: ‘Principe, lei un giorno ha detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza’. (altro…)

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Zagrebelsky: la decadenza è una presa d’atto.
L’intervista.

ROMA— I no — «chiari e tondi» — si sarebbero dovuti dire nella fin troppo lunga stagione delle leggi ad personam. Adesso, purtroppo, «rischia di essere tardi». A farne le spese saranno le istituzioni. È pessimista, il professor Gustavo Zagrebelsky, sull’affaire Berlusconi. Giudica «umiliante» che, per un leader di partito, si discuta di carcere, di domiciliari, di rieducazione sociale. E a chi sbandiera la tesi della sua agibilità politica, Zagrebelsky contrappone la necessità, da tanti avvertita, che «la politica sia protetta dall’illegalità». Per questo il Senato dovrebbe «prendere atto» della condanna del Cavaliere e rispettare la legge Severino. Il ricorso alla Consulta «è possibile» ma, ironizza il professore, cosa potrebbe negare un Parlamento che ha consentito di far passare la tesi di Ruby nipote di Mubarak? Infine la grazia: Zagrebelsky ne ragiona con la freddezza di chi ci vede «un nuovo elemento divisivo» che potrebbe solo «intaccare» la figura del capo dello Stato. (altro…)

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