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Posts Tagged ‘nepal’

In fuga

Il reportage

In migliaia scappano da Katmandu verso i villaggi di origine Ad accoglierli dolore ed altri morti: i soccorsi non sono mai arrivati.

BANDIPUR . La contadina Rasmila Dandekaya ha battuto per l’ultima volta mercoledì. Sua figlia Maya, 12 anni, per 5 giorni non ha smesso di rispondere ai richiami. Colpi regolari contro il paiolo della cucina crollata. All’improvviso sono cessati. «Per dissetarla — dice la bambina — ho versato secchi d’acqua sulle macerie. Non è servito: sotto ci sono anche mio padre e i miei fratelli». Nel villaggio di Telkot non ci sono abbastanza vivi per cercare i morti. Le vittime del sisma sui monti di Naubise non sono molte, ma sono troppe. Mancano in 110, i sopravvissuti sono 16, di cui 13 maschi: non basta per rigenerare la secolare comunità newari, una delle etnie più importanti qui in Nepal. Vivevano in fattorie a strapiombo sulle terrazze coltivate. La scossa di mezzogiorno ha risparmiato solo chi mieteva il grano, o era sul pascolo con le capre.

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NepalL’Unicef e altre ong mobilitate per portare aiuti “I piccoli sono al freddo e sotto shock, aiutateci”.

«Ho visto un furgone correre verso l’ospedale travolgendo un corpo, una ragazza giovane, molto giovane, coperta di polvere, la faccia in terra». È un’immagine, quella scelta da Rupa Joshi, dell’Unicef in Nepal, che dice cosa è successo e sta ancora succedendo in un Paese travolto dalla paura e bisognoso di acqua, cibo, cure. «I bambini passano notti terribili, al freddo, con la neve o la pioggia», prosegue Joshi, «con le case distrutte, o che potrebbero crollare. Qui a Katmandu si bivacca in piazza. La mia famiglia, cinque generazioni dai 100 ai 16 anni, è sotto shock. Come tutti ». Come raccontano le tante voci di chi, in prima linea, sta aiutando, organizzando, cercando di far arrivare aiuti ovunque serva, in un Paese dove, spiega l’Unicef, ci sono almeno un milione e 700mila bambini che ne hanno bisogno. E centinaia di migliaia che potrebbero essere rimasti per sempre soli.

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Nepal

Valanga su un villaggio: 250 travolti. Un milione i senzatetto In partenza la missione d’emergenza della Protezione civile.

KATMANDU . La catastrofe in Nepal supera le previsioni peggiori. Per il governo il terremoto di sabato ha causato oltre 5mila morti, che nelle prossime ore potrebbero arrivare a 10mila. Altre fonti locali assicurano che le vittime superano quota 15mila. I feriti ufficiali sono 10mila, ma a Katmandu si parla di decine di migliaia. I nepalesi colpiti dal sisma sono 8 milioni, un terzo della popolazione. Senza cibo, acqua e medicine almeno 1,5 milioni di persone.
IL premier Sushil Koirala ha ammesso che i soccorsi sono stati lenti, che restano inadeguati ad affrontare la tragedia e che il Paese non ha la forza per reagire da solo. Oltre un milione di sopravvissuti sono senza tetto, allo stremo per fame, sete e stanchezza, per la pioggia e per il gelo notturno. Nella nazione sono stati proclamati tre giorni di lutto e migliaia di corpi continuano ad essere cremati.

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Nepal

Cresce il numero delle persone uccise dal sisma di sabato Migliaia i feriti nei campi dell’Himalaya e a Katmandu.

BHAKTAPUR – Il Nepal e il resto del mondo scoprono ora dopo ora la dimensione di una catastrofe umanitaria di cui si continuano a ignorare i contorni reali. Le vittime ufficiali del terremoto di sabato, secondo il governo di Katmandu, sono 4800, i feriti 7 mila. Altre fonti locali sostengono che si sono già superati i 6 mila, che presto potrebbero salire fino a 10-15 mila. Decine di migliaia i feriti. L’areapiù colpita dal sisma è la valle di Katmandu e la zona nord-ovest, fino a Pokhara e alla regione himalayana di Langtang. La mancanza di acqua, cibo, medicine e corrente elettrica, in una delle nazioni più povere del pianeta, ha già fatto scattare l’allarme epidemie. I soccorsi restano lenti, in ritardo e insufficienti. Centinaia di villaggi rurali non sono ancora stati raggiunti e risultano rasi al suolo. I sopravvissuti non hanno alcun genere di assistenza e non possono muoversi a causa delle strade interrotte e della mancanza di carburante. Migliaia di bambini e di vecchi sono abbandonati.

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Nepal

L’EPICENTRO DELLA TRAGEDIA.

Scosse di assestamento più intense del terremoto dell’Aquila, nuove slavine sull’Himalaya e il conteggio delle vittime che si avvicina alle 3 mila. Numero destinato a salire, visto che ancora non si sa quanti siano i dispersi. E tra loro ci sarebbero almeno quattro italiani, tutti speleologi. È uno scenario ancora apocalittico del Nepal post-sisma: i soccorritori lottano contro il tempo e i violenti acquazzoni per tentare di estrarre qualcuno dalle macerie e nel cielo sopra Kathmandu si levano centinaia di colonne di fumo provenienti dai crematori improvvisati. “Pensavo stessero bombardando, la gente gridava e il pavimento dondolava come se si fosse sull’acqua”, ha raccontato Fulvia Clerici, cooperante impegnata a Kathmandu con l’ong Ai.Bi.   (altro…)

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