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Archive for agosto 2013

Salviamo la CostituzioneAccompagnato dalle firme di Francesco Rosi e di Paolo Sorrentino, l’appello del Fatto per salvare la Costituzione sfiora quota 400 mila: un risultato che nessuno poteva immaginare quando poco più di un mese fa ci ribellammo all’idea che la Carta fondamentale della democrazia repubblicana potesse essere cambiata e forse anche stravolta nelle segrete stanze da comitati di presunti “saggi”. Straordinario il numero e straordinario lo slancio di tanti scrittori, giornalisti, donne e uomini del mondo della ricerca, della cultura e dello spettacolo che hanno fatto sentire la loro voce di cittadini come centinaia di migliaia di altri cittadini. Comprendere cosa c’è dentro questo mare di adesioni potrebbe aiutare la politica e le istituzioni a ritrovare un contatto con quel Paese che dicono di rappresentare. Poiché dubitiamo che ne avranno voglia, cerchiamo di aiutarli. *** “Chi sono i mandanti di queste malvagità?”, si domandava pochi giorni fa su queste pagine Adriano Celentano, denunciando lo scandalo delle navi-mostro che sfregiano Venezia. Basta guardarli, Adriano. (altro…)

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NatangeloLa scena del Banano preso in ostaggio da Pannella e in evidente stato confusionale, deportato al banchetto dei radicali per firmare i referendum per la “giustizia giusta”, provoca una stretta al cuore anche all’antiberlusconiano più sfegatato. Intanto perché, se la giustizia fosse davvero giusta, lui sarebbe già in galera da un pezzo. E poi perché Pannella sta cercando di convincerlo ad andare in galera o in alternativa a fuggire all’estero, manifestando una sfiducia davvero ingiusta nelle capacità salvatrici del Pd e del Quirinale. Il fatto poi che i radicali vogliano abrogare le leggi sull’immigrazione e sulle droghe, che hanno riempito le carceri di immigrati e di drogati, tutte regolarmente varate dai governi Berlusconi, aggiunge ridicolo al tragico. Già è molto comico vederlo fare carte false per far dichiarare incostituzionale la legge Severino, reclutando giuristi per dimostrare che tutti quelli che l’hanno approvata otto mesi fa, lui compreso, sono dei somari. (altro…)

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Maramotti

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Kerry

“Non possiamo voltarci dall’altra parte” Obama pronto all’intervento in Siria
 La crisi. Kerry presenta le prove. Il presidente: “Ma non ho ancora deciso”.

ALMENO 1.429 morti, inclusi 426 bambini, uccisi dalle armi chimiche di Assad. L’America presenta le sue prove con certezza: video agghiaccianti, testimonianze, mappe, telefonate intercettate fra alti dirigenti siriani.

NEW YORK- SONO la base morale e giuridica per l’intervento militare in Siria. «Sarà limitato, non un coinvolgimento di lungo termine, non ci saranno soldati Usa sul territorio siriano», precisa Barack Obama. Il presidente, in una breve dichiarazione alle ore 20.30 italiane, afferma di «non avere ancora deciso, tra le varie opzioni». Ma è determinato sulla necessità di colpire. «Non possiamo accettare che donne e bambini vengano sterminati coi gas». Definisce quella strage «una sfida al mondo intero, alla nostra sicurezza nazionale, ai nostri alleati come Israele Turchia e Giordania, col rischio inoltre che quelle armi chimiche finiscano in mano a terroristi decisi a usarle contro di noi». (altro…)

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La villa di Brunetta da 14 vani catastali a Roma (esentata dall’I mu , in quanto prima casa)

LA SOGLIA DI ESENZIONE DALL’IMPOSTA SULLA PRIMA CASA COMPRENDE ANCHE LA RESIDENZA DEL CAPOGRUPPO DEL CHE PIÙ DI OGNI ALTRO SI È BATTUTO CONTRO LA TASSA.

Alla fine Renato Brunetta ce l’ha fatta. Dopo una lunga battaglia per ottenere da Enrico Letta il rispetto di una promessa che il premier non aveva mai fatto, cioè l’esenzione totale di tutte le prime abitazioni dal pagamento dell’Imu, il risultato è stato raggiunto. Letta nel discorso di insediamento aveva parlato di “superare l’attuale sistema di tassazione della prima casa con una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti”. Il suo annuncio comunque non suggeriva un’esclusione dall’Imu dei ricchi possidenti. Brunetta e tutto il Pdl però continuavano a sostenere che Letta avrebbe tolto l’Imu sulla prima casa a tutti. Il decreto di mercoledì è quindi una doppia vittoria per Brunetta: da un lato ha dimostrato chi comanda davvero nell’alleanza Pd-Pdl e dall’altro ha ottenuto l’esenzione totale dall’imposta per la sua villa sull’Ardeatina, già minacciata da una discarica contro la quale il capogruppo Pdl si sta battendo come un leone.  (altro…)

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Imu e service tax

Il premier sottolinea che la nuova imposta risponderà ad esigenze di equità e progressività.
Smentito l’inasprimento fiscale attraverso l’Irpef per le seconde abitazioni non locate
IL DOSSIER. La manovra.

ROMA— Dopo gli allarmi degli inquilini, emergono i primi dubbi di tutti. Ma la Service tax sarà più o meno cara dell’Imu? «Sarà più bassa e non sarà caricata sugli affittuari contro i proprietari », ha assicurato ieri il premier Letta. Anzi «risponderà a esigenze di equità e progressività ». E comunque «sarà più bassa della somma di Imu e Tares ». In attesa di verificarlo, si apre un piccolo giallo sul miliardo “fantasma”. In una prima bozza del decreto, il governo aveva inserito anche una norma che avrebbe tassato le case sfitte con l’Irpef (e le addizionali), oltre che con l’Imu. Come in passato, ai tempi dell’Irpef fondiaria. Un’operazione da un miliardo di gettito, appunto. Poi ieri Palazzo Chigi ha smentito tutte «le indiscrezioni su nuove ipotesi di tassazione sulle seconde case, per coprire il provvedimento sull’Imu». Si apre dunque un buco nelle coperture? Forse no, se l’esecutivo estenderà la Service tax anche agli immobili non locati. Come dimostra una simulazione della Uil, Servizio politiche territoriali. (altro…)

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Letta: non vedo margini. Franceschini: respingiamo il ricatto.
Lo scontro.

ROMA— Stavolta a minacciare la crisi di governo non sono i falchi del Pdl. È Silvio Berlusconi in persona: «Sarebbe disdicevole se il governo cadesse, ma naturalmente non siamo disponibili a mandare avanti un esecutivo se la sinistra dovesse intervenire su di me impedendomi di fare politica ». È un atto di guerra rivolto a Palazzo Chigi. Con un’implicita proposta di tregua — il no alla decadenza — che Enrico Letta non intende però accettare: «Non credo ci siano molti margini, la separazione tra il piano politico e giudiziario è necessaria». Il governo sembra a un passo dalla crisi.
Tornato a Roma dopo un mese trascorso ad Arcore, Berlusconi riunisce le colombe del Pdl a Palazzo Grazioli. Poi telefona a una manifestazione dell’Esercito di Silvio e la musica cambia di colpo: «Dopo 20 anni dalla mia discesa in campo tentano di nuovo di togliermi di mezzo attraverso misure giudiziarie che nulla hanno a che vedere con la democrazia ». (altro…)

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