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Posts Tagged ‘antonio padellaro’

poliziotti

Nel Paese del tempo perduto la legge fondamentale non è la Costituzione ma il decreto Milleproroghe. Infatti serve a poco interrogarsi sul perché il governo abbia fatto l’accordo con i tassisti dopo e non prima le cinque giornate di scioperi, bombe carta e tirapugni, se non si ha ben chiaro lo spirito del gioco di ruolo in corso. Io, dice lo Stato al cittadino tassista (o creditore della Pubblica amministrazione o parte civile in un processo o in lista per una tac), lasciando marcire il tuo problema ho rubato il tuo tempo: tu vieni pure a riprenderlo se ne sei capace. (altro…)

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rattiVirginia Raggi deve cercare di restare al suo posto anche se ormai, purtroppo, non dipende più solo da lei. Non può abbandonare da un giorno all’altro il Campidoglio innanzitutto per rispetto dei 770 mila cittadini che l’hanno votata proprio per fronteggiare lo sfacelo ereditato dalle precedenti gestioni di destra e di sinistra. Perché comunque dopo l’approvazione del bilancio la macchina comunale può finalmente muoversi, deliberando nella trasparenza le gare e gli appalti indispensabili per restituire un minimo di vivibilità alla Capitale. Perché gettando la spugna il M5S certificherebbe il proprio clamoroso fallimento come forza di governo. (altro…)

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doposci

Matteo Salvini con i doposci a Otto e mezzo, bufera su Twitter: sciacallo.

Se proprio vogliamo insistere sulla metafora zoologica, più che uno sciacallo Matteo Salvini è un allocco. Perché nel paragonarlo al mammifero che si nutre dei resti dei cadaveri, quando “contrappone le disgrazie dei terremotati ai presunti agi e conforti degli infelici immigrati” (Repubblica) si sottintende che dal pasto nauseabondo egli ricavi preziose proteine elettorali. Mentre come sappiamo le goffe calzature inquadrate dai bravi operatori di La 7 lo hanno, al contrario, esposto al pubblico ludibrio, come era del resto inevitabile. (altro…)

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“Fuori i nomi dei primi 100 grandi insolventi debitori di Mps e delle banche che sono state salvate dallo Stato con i soldi di tutti gli italiani”.

Idea eccellente, proposta da applausi, ecco finalmente un uomo del fare, che non teme imbroglioni e profittatori, che dà il giusto valore etico al pubblico denaro, che in qualche modo si fa vindice delle migliaia di risparmiatori senza più risparmi inghiottiti dal buco nero dei dissesti bancari. Bene. Bravo. Bis. (altro…)

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mattarella

Di sicuro ciò che ha detto il presidente della Repubblica non sarà piaciuto all’ex premier in vacanza sulle nevi di Ortisei e forse gli avrà fatto andare di traverso tutto il classico cenone.

Poco più di un quarto d’ora per liquidare bruscamente quasi tre anni di governo Renzi, mai nominato ma continuamente evocato nella rappresentazione di un paese più fermo che mai, privo di una ripresa economica accettabile, nella tenaglia della disoccupazione e con i giovani abbandonati al loro destino, che quando costretti a fuggire all’estero “meritano sostegno e rispetto” e non le derisioni alla Poletti (parole che con altre sensibilità avrebbero già portato alle dimissioni del ministro). Da sempre, la sera del 31 dicembre, il messaggio del capo dello Stato viene commentato dalle varie forze politiche con i consueti salamelecchi e come fa più comodo. (altro…)

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voto

Ha fatto tutto lui, il grande antipatico.

“Non credevo che potessero odiarmi così tanto”, avrebbe detto Matteo Renzi ai suoi nell’ora più cupa della sconfitta, stando a un’attenta cronaca di Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera. “Un odio distillato, purissimo”, ma non degli italiani bensì dei suoi nemici nel Pd, avrebbe tenuto a precisare. E qui l’ex premier sbaglia di grosso perché nel serbatoio degli oltre 19 milioni di No forse di odio (sentimento privato e personale) ce n’è quanto basta mentre nei suoi riguardi di vera antipatia (che è un atteggiamento sociale) glielo garantiamo, ce n’è a fiumi. (altro…)

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renzi-no

Il No venuto dal popolo italiano, forte e chiaro, che ha sbaragliato il tentativo di Matteo Renzi di rottamare la Costituzione della Repubblica ricorda un’altra vittoria del No, quella contro il referendum democristiano del 1974 sull’abrogazione del divorzio che il vecchio Pietro Nenni commentò con parole divenute famose: hanno voluto contarsi, hanno perso. La stessa illusione che ha perduto domenica 4 dicembre 2016 l’ambizioso politico fiorentino, che tra le sue qualità non ha quella della prudenza visto che come un giocatore d’azzardo al tavolo da poker da tre anni a questa parte non ha fatto altro che raddoppiare la posta: dalle primarie del Pd all’occupazione del Nazareno alla conquista di palazzo Chigi. (altro…)

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