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Posts Tagged ‘antonio padellaro’

Giuro, mi si è aperto il cuore quando ho letto sul Fatto il sondaggio che attribuisce alla sinistra unita percentuali fino al 16 per cento dei consensi alle prossime elezioni. Da quando ho il diritto di voto, alle Politiche ho (quasi) sempre scelto la sinistra del centrosinistra, anche se qualche volta turandomi il naso. Ho invidiato Bernie Sanders agli elettori americani e perfino Jeremy Corbyn a quelli inglesi, non certo perché trovi convincenti nel 2017 certe ricette vetero-socialiste. Mi affascina l’esistenza di leader autorevoli e riconosciuti che sanno parlare alla testa e al cuore della gente. Persone, come si dice, autentiche e meglio ancora se lungamente stagionate dall’età e dalle utopie. (altro…)

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“In questi anni ho imparato una cosa: che i nostri lettori sono più intelligenti di noi”. L’eccellente ammissione di un direttore del Washington Post (riferita in un convegno sulla crisi della carta dal direttore della Stampa, Maurizio Molinari) si addice abbastanza bene anche al rapporto tra eletti ed elettori, così come si va configurando alla luce delle ultime elezioni. Con la differenza che nel pianeta della politica i primi (gli eletti) proseguono per ragioni misteriose ad agire e a pensare come se i secondi (gli elettori) avessero eternamente l’anello al naso: una sorta di popolo bue da conquistare e manipolare mostrando loro collanine (false) e specchietti. (altro…)

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“Primarie, il 75% sta con Renzi, Orlando fermo al 19%, Emiliano al 7” (La Stampa).

Dico subito che se votassi alle primarie del Pd, voterei per Michele Emiliano. Non vivo a Bari e quindi non mi azzardo a scrivere su ciò che non conosco, ma osservo che se dopo essere stato per dieci anni il sindaco di una città così importante e difficile, Emiliano dopo è riuscito a farsi eleggere governatore della Regione Puglia con il 47% dei voti, vuol dire che ha saputo conquistare con merito e conservare la fiducia di tante persone. Aggiungo che non sono il solo a simpatizzare con una certa sua autenticità da uomo del Sud che egli trasmette istintivamente anche grazie alla mole da Bud Spencer del Tavoliere. Bene, adesso, dopo tanti complimenti, vi chiederete dove voglio arrivare. (altro…)

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Ho brindato con gioia insieme a Eugenio Scalfari che sull’ultimo numero de l’Espresso celebra il glorioso e sempreverde settimanale nel quale ho lavorato felicemente dieci anni sotto la geniale direzione di Claudio Rinaldi. E dunque, scrive il Fondatore “un sorso di sciampagna lo berrò questa domenica con tutti i nostri giornalisti, segretarie, commessi, e soprattutto lettori”. Per poi aggiungere: “Siete la parte più consapevole e responsabile, la migliore di questo Paese”. (altro…)

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poliziotti

Nel Paese del tempo perduto la legge fondamentale non è la Costituzione ma il decreto Milleproroghe. Infatti serve a poco interrogarsi sul perché il governo abbia fatto l’accordo con i tassisti dopo e non prima le cinque giornate di scioperi, bombe carta e tirapugni, se non si ha ben chiaro lo spirito del gioco di ruolo in corso. Io, dice lo Stato al cittadino tassista (o creditore della Pubblica amministrazione o parte civile in un processo o in lista per una tac), lasciando marcire il tuo problema ho rubato il tuo tempo: tu vieni pure a riprenderlo se ne sei capace. (altro…)

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rattiVirginia Raggi deve cercare di restare al suo posto anche se ormai, purtroppo, non dipende più solo da lei. Non può abbandonare da un giorno all’altro il Campidoglio innanzitutto per rispetto dei 770 mila cittadini che l’hanno votata proprio per fronteggiare lo sfacelo ereditato dalle precedenti gestioni di destra e di sinistra. Perché comunque dopo l’approvazione del bilancio la macchina comunale può finalmente muoversi, deliberando nella trasparenza le gare e gli appalti indispensabili per restituire un minimo di vivibilità alla Capitale. Perché gettando la spugna il M5S certificherebbe il proprio clamoroso fallimento come forza di governo. (altro…)

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doposci

Matteo Salvini con i doposci a Otto e mezzo, bufera su Twitter: sciacallo.

Se proprio vogliamo insistere sulla metafora zoologica, più che uno sciacallo Matteo Salvini è un allocco. Perché nel paragonarlo al mammifero che si nutre dei resti dei cadaveri, quando “contrappone le disgrazie dei terremotati ai presunti agi e conforti degli infelici immigrati” (Repubblica) si sottintende che dal pasto nauseabondo egli ricavi preziose proteine elettorali. Mentre come sappiamo le goffe calzature inquadrate dai bravi operatori di La 7 lo hanno, al contrario, esposto al pubblico ludibrio, come era del resto inevitabile. (altro…)

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