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Posts Tagged ‘antonio padellaro’

“Fuori i nomi dei primi 100 grandi insolventi debitori di Mps e delle banche che sono state salvate dallo Stato con i soldi di tutti gli italiani”.

Idea eccellente, proposta da applausi, ecco finalmente un uomo del fare, che non teme imbroglioni e profittatori, che dà il giusto valore etico al pubblico denaro, che in qualche modo si fa vindice delle migliaia di risparmiatori senza più risparmi inghiottiti dal buco nero dei dissesti bancari. Bene. Bravo. Bis. (altro…)

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mattarella

Di sicuro ciò che ha detto il presidente della Repubblica non sarà piaciuto all’ex premier in vacanza sulle nevi di Ortisei e forse gli avrà fatto andare di traverso tutto il classico cenone.

Poco più di un quarto d’ora per liquidare bruscamente quasi tre anni di governo Renzi, mai nominato ma continuamente evocato nella rappresentazione di un paese più fermo che mai, privo di una ripresa economica accettabile, nella tenaglia della disoccupazione e con i giovani abbandonati al loro destino, che quando costretti a fuggire all’estero “meritano sostegno e rispetto” e non le derisioni alla Poletti (parole che con altre sensibilità avrebbero già portato alle dimissioni del ministro). Da sempre, la sera del 31 dicembre, il messaggio del capo dello Stato viene commentato dalle varie forze politiche con i consueti salamelecchi e come fa più comodo. (altro…)

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voto

Ha fatto tutto lui, il grande antipatico.

“Non credevo che potessero odiarmi così tanto”, avrebbe detto Matteo Renzi ai suoi nell’ora più cupa della sconfitta, stando a un’attenta cronaca di Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera. “Un odio distillato, purissimo”, ma non degli italiani bensì dei suoi nemici nel Pd, avrebbe tenuto a precisare. E qui l’ex premier sbaglia di grosso perché nel serbatoio degli oltre 19 milioni di No forse di odio (sentimento privato e personale) ce n’è quanto basta mentre nei suoi riguardi di vera antipatia (che è un atteggiamento sociale) glielo garantiamo, ce n’è a fiumi. (altro…)

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renzi-no

Il No venuto dal popolo italiano, forte e chiaro, che ha sbaragliato il tentativo di Matteo Renzi di rottamare la Costituzione della Repubblica ricorda un’altra vittoria del No, quella contro il referendum democristiano del 1974 sull’abrogazione del divorzio che il vecchio Pietro Nenni commentò con parole divenute famose: hanno voluto contarsi, hanno perso. La stessa illusione che ha perduto domenica 4 dicembre 2016 l’ambizioso politico fiorentino, che tra le sue qualità non ha quella della prudenza visto che come un giocatore d’azzardo al tavolo da poker da tre anni a questa parte non ha fatto altro che raddoppiare la posta: dalle primarie del Pd all’occupazione del Nazareno alla conquista di palazzo Chigi. (altro…)

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trumpDagli Usa al “Foglio” – Il neopresidente sdogana il machismo, qui non pare vero.

Alle nove (ora italiana) del 9 novembre 2016, Donald Trump appena proclamato presidente degli Stati Uniti ha emanato, senza saperlo, il suo primo decreto detto del Rutto Libero. Anche se non si tratta (ancora) di un atto scritto, fermare il corso della storia non si può e non si deve. Infatti, che il giorno della liberazione dal politicamente corretto coincida con la presa di potere di colui che ha fatto dell’offesa contro donne, neri, gay e disabili la sua cifra politica fa ormai parte integrante (e trionfante, diciamolo) dello spirito del nostro tempo. (altro…)

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Ogni tanto ieri alla Leopolda inquadravano un dipinto di Velasquez o forse di Goya anche se in posa non c’era la famiglia di Carlo IV bensì i familiari di Matteo Primo, con la corte al completo (Boschi, Moretti eccetera). Mancava solo il levriero. Mirabile tableau vivent dove spiccava il profilo severo di Massimo Recalcati psicanalista che poco prima aveva suscitato l’entusiasmo dei pazienti accusando i “paternalisti impotenti” (ahi ahi) di “volere uccidere Matteo nella culla”, con un rovesciamento edipico apprezzato da affermati studiosi come Alfano e Verdini. Non fraintendete, il Professore che sulle pagine di Repubblica aveva già diagnosticato agli oppositori del Sì “una sindrome livorosa patologica” è stato convocato a palazzo in qualità di medico curante. (altro…)

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L’Italia del No deve essere sommamente grata a Barack Obama che con quattro semplici paroline: “Renzi resti comunque vada” ha cancellato, speriamo definitivamente, la colossale psicofesseria del “Salto nel buio”, secondo cui l’eventuale sconfitta del Sì al referendum getterà il Paese negli oscuri abissi dell’ignoto, spazzando via governo e premier, creando un pericoloso vuoto di potere: una sorta di 8 settembre della democrazia con populisti e loro degni compari a gozzovigliare sulle macerie della Riforma costituzionale, della Stabilità e dunque della Repubblica. (altro…)

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