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Archive for luglio 2016

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rinnovabili

Da molto tempo denunciamo i chiari legami tra la politica del Governo e le lobby dell’energia fossile. Abbiamo chiamato senza fortuna a “Chi l’ha visto” per avere notizie del cosiddetto “Green Act” annunciato da Renzi con il primo tweet del 2015. La verità è che il Governo, attraverso severe restrizioni al settore della generazione distribuita di energia elettrica, continua a favorire un sistema basato sulla generazione centralizzata, con grandi impianti che utilizzano come combustibili il carbone, il petrolio e il gas. Questo indirizzo obsoleto è il frutto di una struttura lobbistica potente, che rappresenta scelte tecnologiche del passato e cerca di difendere gli spazi di mercato dall’avanzare dell’innovazione impiegata sul territorio nazionale con gli interventi per la riduzione del consumo di energia, l’autoconsumo e la produzione di energia da fonti rinnovabili. (altro…)

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renziLa deformazione professionale che porta chi fa politica a dire bugie non è una novità. Già nell’Ottocento il Cancelliere di ferro Otto von Bismarck spiegava: “Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia”. Totalmente nuova è invece la tendenza suicida della nostra classe dirigente che, non avendo ben capito come funzionano i social network, giorno dopo giorno fa di tutto per essere smascherata.

Un tempo mentire era molto semplice e in fondo quasi innocuo. Il leader di turno sparava una balla, faceva una promessa assurda e dopo qualche giorno ogni sua parola era già dimenticata. Solo pochissimi cittadini avevano la possibilità di consultare le collezioni dei giornali, in pochi in ogni caso li leggevano, e chi guardava la tv, o ascoltava la radio, non archiviava nulla. (altro…)

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Nel mirino i database della campagna democratica E ora Trump minimizza l’appello a Putin: “Scherzavo”.

NEW YORK – Con il terzo cyberattacco in pochi giorni degli hackers russi contro il partito democratico americano, l’ombra di Vladimir Putin si allunga sulla campagna presidenziale americana. Dopo l’intrusione nella posta elettronica del comitato nazionale del partito, che aveva costretto alle dimissioni la presidente Debbie Wasserman Schultz, e dopo l’accesso agli archivi top-secret dei finanziatori, i pirati informatici sono adesso riusciti a entrare nel data-base elettorale della campagna di Hillary Clinton. L’Fbi ha subito aperto una inchiesta sul giallo politico. I democratici hanno assoldato la CrowdStrike, una società specializzata in cybersicurezza. Ma gli esperti non hanno dubbi: gli attacchi sono ricollegabili alla “Fancy Bear” (Orso simpatico), una cellula legata all’intelligence militare russa.

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Leggo le parole del mio amico Freccero, secondo cui le cose che Renzi sta facendo in Rai non le ha mai fatte neanche Berlusconi. Non riesco a stupirmi: Renzi non mi ha mai fregato, neanche un secondo. L’ho sempre visto per quel che era: un goffo, pingue e tragicomico bluff gattopardesco. Renzi è una delle più grandi iatture politiche che potessero capitare a questo paese. E lo è non certo per la sua fedina penale o per il suo passato, ma perché incarna gli aspetti peggiori della politica italiana senza avere la faccia (e la maglia) del “cattivo”. Berlusconi era il “Male” manifesto, dichiarato e plateale. Renzi ne è una variante untuosa e pericolosissima: rappresenta la politica ignorante epperò tronfia, ridicola epperò vanagloriosa, carnivora e vendicativa epperò buonista. (altro…)

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MpsL’operazione – Il fondo Atlante userà le ultime risorse, 1,6 miliardi, per sgravare la banca da 27,7 miliardi di crediti a rischio. Resta il nodo della garanzia pubblica

La vigilanza Bce ha approvato ieri il piano di salvataggio presentato dal Monte dei Paschi di Siena. È una vittoria per l’amministratore delegato Fabrizio Viola e per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che lo ha seguito nelle scorse settimane sul percorso scelto. Ma ci vorrà ancora tempo per capire se il successo di ieri dovrà essere archiviato come definitivo o solo ricordato come provvisorio. (altro…)

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NoIL CASO. ZAGREBELSKY E PACE: STOPAL TENTATIVO DI “NORMALIZZARE” I TG

ROMA – «Un tentativo del governo di “normalizzare” i tg Rai in vista del referendum sarebbe gravissimo». I giuristi Alessandro Pace e Gustavo Zagrebelsky, alla guida del comitato per il No al referendum costituzionale, scrivono al capo dello Stato per lamentare di essere «discriminati su radio e tv» e chiedendogli «di far valere la sua autorità super partes per garantire parità tra le posizioni».
Nella lettera a Mattarella, i giuristi denunciano come, fino ad ora, ci sia stata una «rappresentazione distorta dei soggetti in causa, la quasi totalità del tempo è stata dedicata ai sostenitori del Sì, su tutti il governo». E fanno riferimento all’ipotesi di un blitz ai primi di agosto sui direttori dei tg Rai manifestando le loro preoccupazioni.

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