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Posts Tagged ‘società’

Ho visto un adulto. Ne esistono ancora, lo giuro. Sta dentro un video amatoriale, ma giustamente gli hanno oscurato la faccia per evitare che la gente lo riconosca e lo porti in trionfo, affidandogli la presidenza del Consiglio e della Federcalcio, la «reunion» degli Oasis e quella, assai più complicata, della sinistra. Questo panda dell’ umanità fa l’autista di scuolabus e dall’ accento si direbbe cuneese. Dopo che uno studente è rimasto sordo ai suoi richiami di abbassare la musica, ferma il pulmino e si fa consegnare lo stereo con la forza tranquilla di un educatore che non ha bisogno di dare in escandescenze per farsi obbedire: «Devo tutelare gli altri passeggeri, oltre ai miei timpani». (altro…)

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SE L’ITALIA si fosse qualificata, Carlo Tavecchio sarebbe ancora al suo posto. Sarebbe la stessa persona, con le stesse idee, la stessa mentalità, lo stesso modo di esprimersi. Ma gli sarebbe bastato un gol — come agli azzurri — per rimanere a galla.
L’incidentalità delle sue dimissioni rischia di farne il classico capro espiatorio, ovvero di assolvere, grazie alla sua cacciata, il famoso “movimento” che lo ha eletto capo, a immagine e somiglianza dei dirigenti e dei presidenti del calcio italiano.

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Il «Caffè» di ieri sul parroco bolognese che non prova pietà per l’adolescente ubriaca di piazza Verdi stuprata alla stazione ha ricevuto le critiche di alcuni lettori. Li ringrazio per la partecipazione al dibattito, pur respingendo l’accusa di mirare al facile consenso con i buoni sentimenti. Semmai è vero il contrario: oggi per ottenere consenso è consigliabile essere cinici e il conformismo maggioritario è quello della cattiveria, come si sono incaricati di dimostrare gli interventi pro-parroco di Salvini e Giovanardi. Riconosco di avere espresso in sole tre righe, dandola per scontata, la necessità di suggerire ai ragazzi comportamenti prudenti che non li espongano a rischi facilmente prevedibili.

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IL MINISTRO della Giustizia Andrea Orlando ha sollecitato il governo tedesco ad eseguire la sentenza nei confronti dei vertici Thyssen responsabili del rogo di Torino del 6 dicembre 2007, della morte di sette dipendenti tra atroci sofferenze e della loro agonia durata settimane. Il fatto che anche Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz scontino la pena in carcere, come stanno facendo i loro colleghi italiani condannati in via definitiva diciassette mesi fa, è un principio di civiltà. Un atto di giustizia non solo nei confronti dei familiari delle vittime ma anche, e forse soprattutto, nei riguardi degli italiani e dell’idea stessa che esista un’Europa unica, uniforme nei diritti e nei doveri.

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In un suo racconto Dino Buzzati immagina l’inferno come una enorme sala d’aspetto in cui i defunti attendono una decisione sul loro destino, senza sapere se e quando arriverà. Approssimata per difetto, è la situazione della giustizia italiana. In queste ore tiene banco il caso di Roberto Saviano e Rosaria Capacchione. Quando l’avvocato del clan dei Casalesi li minacciò nel bel mezzo di un processo, anche un pessimista avrebbe scommesso sulla rapida conclusione della vicenda. Il reato era stato commesso sotto gli occhi di tutti, addirittura in un’aula di tribunale, non richiedeva indagini o interrogatori particolari. E invece la macchina dell’imbroglio si è messa inesorabilmente in moto. (altro…)

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Nobel 2017.

Premiati Hall, Rosbash e Young. Cronobiologi e genetisti. Hanno scoperto i meccanismi che controllano l’orologio biologico comune a tutti gli esseri viventi. Che batte al tempo della rotazione terrestre.

PUÒ SEMBRARE evidente come la luce del Sole: la vita sulla Terra segue il ritmo del giorno e della notte. Ma al trio di scienziati che ha spiegato il meccanismo del nostro orologio biologico è andato ieri il Nobel per la medicina. Sono tre americani: Jeffrey Hall e Michael Rosbash hanno lavorato da grandi amici in un’università periferica come la Brandeis, vicino Boston, condividendo le idee scientifiche nello spogliatoio del basket e lanciando aspre critiche al sistema dei finanziamenti alla scienza. Michael Young, il loro rivale, è invece vicepresidente di un’università prestigiosa come la Rockefeller a New York.

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Un pendolare in pensione si è autodenunciato alle Ferrovie, confessando di avere timbrato più volte – due, tre, forse addirittura quattro – un biglietto scaduto. Il crimine risalirebbe al 1967, appena cinquant’anni fa, quando il pendolare era un adolescente sensibile al richiamo della trasgressione. Nella sua lettera rivela di avere pagato quel breve momento di follia con una vita di rimorsi: «Sono tormentato dai sensi di colpa e vorrei rimediare al danno che vi ho causato». La cifra sottratta alla società si aggirerebbe sui settanta euro, meno di un bonus di Renzi, e le Ferrovie gliel’hanno benignamente condonata. Ma è con orgoglio patriottico che qui si segnala questa storia esemplare di onestà civica.  (altro…)

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