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Posts Tagged ‘Andrea Scanzi’

Qualche considerazione sulla telefonata tra Renzino e Renzone.

1. Faccio molta, molta, molta fatica a credere che Renzino non sapesse che Renzone fosse intercettato. Era evidente. E’ vero che Renzino non è esattamente Einstein, ma se non avesse saputo una cosa così ovvia sarebbe stato davvero a livelli ninamorici.

2. Renzino (si fa per dire) avrebbe quindi recitato la parte del figliol prodigo, a favor telecamera, media e magistratura. Purtroppo, non essendo Einstein ma solo Renzino, è riuscito a sbagliare anche qui. Per esempio consigliando a Renzone di non citare la mamma, altrimenti poi interrogavano pure lei. Non gliene riesce proprio una, poveretto. (altro…)

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Secondo uno studio recente dell’Università dell’Illinois, le tre cose più difficili da riscontrare in natura sono gli Ufo, un centrocampista buono nel Milan e un renziano preparato in tivù. Quando si tratta di invitare un fan del renzismo, cioè del niente, nelle redazioni scatta il panico. I programmi del mattino e del pomeriggio sono costretti a raccattare le prime Rotta e Morani che trovano, oppure il primo Ricci che suona al citofono. Se il dramma è poi totale, ci si accontenta perfino di qualche renziano di terzo o quarto pelo, tipo Andrearomano (tutto attaccato, come un mantra laico), Rondolino o Genny Migliore. Non ci permetteremmo mai di asserire che tutti i renziani siano così, ma di sicuro lo sono (quasi) tutti quelli che cianciano nel piccolo schermo. (altro…)

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E’ tempo di sognare: facciamolo con Renzi. In questo video, durante il quale ha dato il 197esimo bacio della morte a qualcuno o qualcosa, il nostro eroe dà il meglio di sé. Era il 2015 e RenziRegna era all’apice del successo, quindi delle cazzate. Notate anzitutto la postura, la mimica, le faccette da “boro” nei film di Verdone. Si alza, petto (pancia) in fuori, e ha la faccia di chi si sente figo (ahahahahah). Poi si guarda attorno, continua a pensare “So’ fico” e strofina le mani assumendo la posizione della foca monaca triste. Bei momenti. (altro…)

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Ecco una piccola ricostruzione dell’inchiesta di Report (anche) su Roberto Benigni. Ognuno si faccia la sua idea. Io ieri l’ho vista e, oltre a tutto il resto, ho trovato particolarmente sgradevole il “cordone dei potenti”, costituito da persone pagate per rimbalzare malamente i giornalisti sgraditi. Vale per attori, politici, cantanti, sportivi. Se c’è una categoria che detesto, è quella dei “buttafuori dei potenti”: gente pagata per redarguire e “punire” chi non riverisce il Sire, magari negando interviste, oppure telefonando piccati quando esce l’articolo sul giornale, o ancora dando gli accrediti a tutti tranne che a te. Eccetera. (altro…)

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Se non avete sentito niente, vuol dire quasi sempre che ha appena parlato Guerini: Lorenzo Guerini. Il suo nome dirà poco a molti, ed è una fortuna per quei “molti”, eppure questo bel personaggetto coi capelli da Zanda minore è uno che conta. O almeno così gli han fatto credere. Guerini è addirittura il portavoce del Pd, ed è anche per questo che quando parla non dice quasi mai niente. Per questo e per quel carisma nascosto. Molto nascosto. Praticamente inesistente. Con l’avvento di Renzi al soglio pontificio del partito di presunta sinistra, Guerini è diventato anche vicepresidente del Pd in coabitazione con Debora Serracchiani: parafrasando sadicamente Gaber, “due miserie in due corpi soli”. Guerini è tornato a parlare pochi giorni fa. (altro…)

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Il Pd può andare fiero di due aspetti. Il primo è che è l’unico a fare le primarie. Il secondo è che, per quanto scesi, i numeri degli iscritti che hanno votato la scontatissima nuova incoronazione di Renzi sono comunque molto più alti dei click con cui il M5S “decide” questo candidato o quel decreto. Quelle del Pd sono primarie discutibili, spesso pilotate, con regole assurde e non di rado inutili. Ma sono primarie: loro le fanno, gli altri al massimo le sognano. Da qui a celebrare la rinascita del Triplomentico Mannaro, però, ce ne passa. (altro…)

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Oggi sono passati esattamente quattro mesi dal 4 dicembre, giorno (come ormai ben sapete) della “Festa Nazionale della Torcida Inesausta”. Tutto, da allora, è gioia e luce vivificante. Brindate, quindi. Gioite, ballate, godete. Vogliatevi bene. E quando tornate a casa, date una carezza ai vostri figli dicendo loro: “Sono ancora lì che rosicano”. Non dimenticate mai quel giorno, tra i più belli nella storia di questo Paese, grazie al quale è stato sconfitto chi – per folli mire personali – ha cercato di distruggere democrazia e Costituzione. (altro…)

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