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LA CENSURA DELLA CORTE DEI CONTI LE INCHIESTE PENALI LE RESPONSABILITÀ DI CONSIP.

L’inchiesta.

Le indagini delle Procure e del Tar, i rilievi di Corte dei conti, Antitrust e Anac stanno travolgendo la società nata per favorire risparmi e trasparenza. Scarse economie, inefficienze e boom dei contenziosi: nel 2015 due milioni e mezzo di sole spese legali.

ROMA – L’inchiesta della procura di Roma sul maxi appalto per il Facility Mangement non è il solo faro che la magistratura ha acceso su Consip, la centrale unica degli appalti nata per favorire risparmi e trasparenza. Ma che si è trasformata, invece, in una fabbrica che produce appalti miliardari e pochi, e soliti, vincitori. (altro…)

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L’Anticorruzione ha accertato che nella lista delle imprese che hanno presentato le offerte ci sono le stesse aziende sanzionate dall’Antitrust per aver siglato un accordo illecito nella gestione dei servizi di facility management per gli istituti di istruzione. È la gara assegnata nel 2015 che per questo che poi è stata annullata.

Che la gara d’appalto da 2,7 miliardi della Consip, per la gestione dei servizi nella pubblica amministrazione, potrebbe essere stata truccata è materia di indagine, come rivelato il 21 dicembre dal Fatto Quotidiano, da molto tempo.  Ma ora a quella che è stata l’ipotesi degli inquirenti di Napoli e Roma si aggiunge la relazione dell’Anac con un nuovo fronte, già noto da tempo. Per l’autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, come riporta il Corriere della Sera, c’è il fondato sospetto di un “accordo di cartello” fra tre imprese concorrenti per aggiudicarsi i lotti più importanti lasciando fuori le altre ditte. (altro…)

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Faccia a faccia – L’ex parlamentare riferisce all’immobiliarista sulle trattative per la gara.

È il 19 gennaio 2016 quando gli investigatori registrano un’importante conversazione tra l’imprenditore Alfredo Romeo e l’ex parlamentare di An Italo Bocchino. È un dialogo già noto, che però il Fatto, avendone ascoltato con attenzione l’audio, oggi può riportare in una nuova interessante lettura. Per comprendere il senso di questo importante scambio di battute, bisogna ricordare qual era, in quel momento, il quadro della situazione per il mega appalto Fm4. (altro…)

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Lavorare con la Guardia di Finanza in redazione senz’aver evaso un euro di tasse né essere accusati di averlo fatto è già piuttosto seccante. Ma leggere nel decreto di perquisizione della Procura di Napoli che essa “sorge sulla base di una denunzia-querela dei difensori di Romeo Alfredo, in cui si lamenta la pubblicazione di notizie coperte da segreto che peraltro avrebbero natura diffamatoria per la posizione del loro assistito”, non sappiamo se faccia più ridere o più piangere. Il preclaro denunziante che il noto criminale Marco Lillo avrebbe diffamato pubblicando atti della Procura che ci perquisisce è quel Romeo che la Procura che ci perquisisce ha fatto arrestare quattro mesi fa per corruzione e indagato un anno fa per associazione per delinquere e concorso esterno in associazione camorristica. (altro…)

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Se la magistratura sospetta che un suo componente abbia commesso dei reati e procede contro di lui, è la dimostrazione che la magistratura funziona“. Così il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, replica, nel corso di Otto e Mezzo (La7), al giornalista di Repubblica, Vittorio Zucconi, secondo cui, a proposito delle indagini a carico del pm di Napoli Woodcock, “quando la magistratura è costretta a intervenire per indagare sulla magistratura, è sempre una brutta notizia per tutti”. (altro…)

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“Mi gioco la mia credibilità di giornalista, di persona, di uomo: di sicuro la mia fonte non è Henry John Woodcock, né tantomeno Federica Sciarelli, né l’uno tramite l’altra”. Lo ha detto il giornalista de il Fatto Quotidiano Marco Lillo, a Napoli per la presentazione del suo libro “Di padre in figlio” con il sindaco Luigi de Magistris alla Domus Ars. “So che la Procura di Roma ha formulato un’ipotesi accusatoria che non è la verità – ha detto Lillo – e che non sta in piedi. Woodcock non ha rivelato alcun segreto, tanto meno attraverso la giornalista mia amica Sciarelli. Un’ipotesi investigativa sbagliata può capitare, penso che accerteranno che questo fatto non è mai accaduto sentendo Sciarelli, Woodcock e, spero, anche me”. (altro…)

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