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Posts Tagged ‘Marco Lillo’

Svelato il giallo sull’equivoco degli 007. Dalle carte emerge la debolezza dell’accusa sui pedinamenti dei Servizi.

Le carte visionate dal Fatto sull’inchiesta contro il Capitano Scafarto dimostrano che, per almeno uno dei due falsi contestati al Capitano del Noe, la tesi dell’accusa è debole. Scafarto è indagato per falso aggravato (oltre che per il grave errore su Renzi) perché avrebbe omesso dolosamente alcuni particolari nella sua informativa consegnata al pm Mario Palazzi. Tutti i giornali hanno veicolato la tesi dell’accusa contenuta nell’invito a comparire a Scafarto lasciando intendere che il capitano avesse truccato le carte per far credere che l’azione investigativa del Noe fosse osservata dai servizi segreti. (altro…)

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Il summit intercettato – Il renzianissimo Bianchi e il capo di Manutencoop negli uffici dell’appaltatore per evitare l’esclusione dei “rossi” dalla gara per le scuole.

“Quella testa di c… di Bonifazi mi ha detto: ‘Possiamo andare insieme da Luigi?’”. Si apre così il discorso di Alberto Bianchi (avvocato e presidente della Fondazione Open, quella che supporta Matteo Renzi) quando entra nell’ufficio dell’ad della Consip Luigi Marroni il 15 dicembre scorso. Bonifazi non c’è ma Bianchi non è solo. Lo accompagna Marco Canale, il presidente della Manutencoop (fatturato 471,5 milioni di euro) una delle più importanti coop rosse. (altro…)

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Marroni chiamato per “l’appalto delle coop”. E disse: “Questa cosa l’affidiamo all’avv. Bianchi”.

Alla fine del suo interrogatorio con i pm di Napoli l’amministratore delegato di Consip Luigi Marroni si è sentito porre una domanda e ha risposto così: “Mi chiedete se mi siano state rivolte sollecitazioni da parte di esponenti politici a favorire nell’aggiudicazione degli appalti le Cooperative; vi dico che non ricordo sollecitazioni specifiche in tal senso”. Nelle conversazioni intercettate dalle microspie nascoste negli uffici della Consip a novembre si sente dire a Marroni qualcosa di meno netto in tal senso. (altro…)

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In un’intercettazione il businessman campano dice di aver visto direttamente il padre del premier.

La linea sulla quale si attesta la difesa di Tiziano Renzi è chiara: “Non c’è stato mai nessun incontro con Alfredo Romeo”. I Carabinieri del Noe, ora fuori dall’indagine, che verrà portata avanti dai carabinieri del reparto operativo che dipende dal comando provinciale, oltre che dalla Guardia di Finanza del comando di Napoli, sono convinti del contrario. (altro…)

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pizzino

Il “destinatario della somma”. Il foglietto ritrovato dagli inquirenti con una “T.”. Replica il papà dell’ex premier: “Nessuno mi ha mai promesso soldi”.

Lo scrivono dritto i pm di Roma Mario Palazzi e Paolo Ielo nel loro decreto di perquisizione di Carlo Russo, 33 anni, di Scandicci. Tiziano Renzi e il suo amico Russo sono indagati per traffico illecito di influenze perché “previo concerto, sfruttando relazioni esistenti tra Tiziano Renzi e Luigi Marroni, amministratore delegato di Consip (…) si facevano promettere indebitamente da Alfredo Romeo (…) l’erogazione di somme di denaro mensili, come compenso per la loro mediazione verso Marroni, in relazione allo svolgimento delle (…) gare”. (altro…)

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la-tortaSe Romeo (tre lotti) puntava sull’amico di Tiziano Renzi, per i pm Cofely (quattro) contava sul senatore: sponsor centralizzati per la centrale unica degli acquisti pubblici.

C’era la pulizia dei palazzi del potere nel mirino delle imprese più importanti d’Italia, ognuna spalleggiata da uno sponsor vicino alla politica. Il nome nuovo che emerge dall’indagine Consip è quello di Denis Verdini. L’ex coordinatore del Pdl e fondatore di Ala non è indagato ma – secondo le ipotesi degli investigatori – spingeva per Cofely, la società francese che poi si è ritrovata prima in graduatoria per quattro lotti del mega appalto da 2,7 miliardi, quello del cosiddetto facility management 4, bandito dalla Consip nel 2014, in piena era Renzi. (altro…)

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romeo

L’affaire Consip – I magistrati romani interrogheranno il 23 il padre dell’ex premier, indagato per traffico d’influenze in favore dell’immobiliarista Romeo.

Non c’è solo un “pizzino”, come lo definiscono i magistrati, a mettere nei guai Tiziano Renzi e il suo amico Carlo Russo. Il padre del premier è indagato con il 33enne imprenditore di Scandicci per traffico di influenze illecite nell’indagine Consip per le intercettazioni combinate con i numerosi “pizzini” scritti dall’imprenditore napoletano Alfredo Romeo mentre conversava con Carlo Russo e poi gettati nella spazzatura ma recuperati dai carabinieri che li hanno ricomposti per dedurre le sue strategie. (altro…)

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