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VISTI un paio di dibattiti televisivi sulla questione dei migranti/profughi; sentiti comitati imbufaliti di cittadini che si sentono insicuri; sentiti politici impegnati faticosamente a ospitare, se ospitali, e impegnati fieramente a scacciare, se respingenti; constatato che la già radicata indisponibilità ad ascoltare le ragioni altrui diventa ancora più radicale quando si parla, anzi si strilla di immigrazione; ci si domanda a cosa serve organizzare discussioni nelle quali non si discute, ma si sfoggiano certezze o si urlano paure; e ognuno se ne torna a casa ancora più convinto che il vicino di poltrona sia un imbecille o uno sciacallo o entrambe le cose.
È il classico problema a proposito del quale la verità (o ciò che le si avvicina maggiormente) non produce applausi, e non fa spettacolo.

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gli_insabbiatori

È cambiata così tante volte, la legge Anticorruzione, nei suoi 797 giorni di tira-e-molla parlamentare da quando Piero Grasso la presentò a inizio legislatura a quando l’altroieri la Camera l’ha licenziata definitivamente, che a commentarla a botta calda si rischiava la labirintite. Perciò ci siamo presi un giorno e ora siamo quasi pronti. Buona o cattiva legge? Buona e cattiva insieme. Buona anzitutto per il fatto stesso che sia stata approvata una legge con quel nome, “Anticorruzione”, che in un Parlamento molto Pro, con oltre 100 fra condannati, imputati e inquisiti, senza contare i loro avvocati, è peggio dell’aglio per i vampiri, del drappo rosso per i tori e dell’acquasanta per i demòni. Buona, poi, perché allontana per un po’ i condannati dai rapporti con la Pubblica amministrazione. Buona, infine, perché aumenta le pene sia massime sia minime – ora di poco, ora di molto – per la corruzione, il peculato e l’associazione mafiosa (non però per la concussione, la corruzione internazionale e l’autoriciclaggio); dunque sposta in avanti – ora di poco, ora di molto – la scadenza della prescrizione, notoriamente calcolata sul massimo della pena. Continua a leggere »

Biodiversità

A livello globale si perdono 13 milioni di ettari di foreste l’anno e le barriere coralline potrebbero sparire entro il 2050. In Europa il 60% delle specie e il 77% degli habitat in uno stato di conservazione non favorevole. Coldiretti: in Italia scomparsi tre frutti su quattro.

ROMA – I numeri che circolano oggi, giornata mondiale della biodiversità, mettono tristezza. A livello globale, sotto la spinta delle ruspe, dei roghi, dell’inquinamento e del cambiamento climatico, si rischia la sesta estinzione di massa nella storia del pianeta. La prima provocata da una sola specie, quella che si è autodefinita sapiens. Se il riscaldamento supererà i 5 gradi (ciò che avverrebbe se tutto continuasse secondo il ritmo attuale) la maggior parte delle specie arboree verrà cancellata perché non riuscirà a migrare in tempo verso un habitat favorevole e una specie di primati su 6 sparirà. Continua a leggere »

Giannelli

Lo VoiACCOLTO IL RICORSO DEI DUE CANDIDATI PER IL VERTICE DELLA PROCURA DI PALERMO.

Palermo – Per il Csm che lo ha spedito sulla poltrona di procuratore di Palermo era “lo snodo fondamentale della straordinaria carriera di Francesco Lo Voi”. Ma per il Tar di Roma aver lavorato presso l’agenzia Eurojust non giustifica affatto “la prevalenza” del profilo professionale di un magistrato rispetto ad altri colleghi che vantano nel proprio curriculum incarichi direttivi o semidirettivi: per questo motivo la prima sezione quater, relatore Giampiero Lo Presti, ha accolto ieri mattina i ricorsi “gemelli’’ dei procuratori di Caltanissetta e Messina Sergio Lari e Guido Lo Forte, decretando l’annullamento della delibera di Palazzo dei Marescialli che “contrariamente ai comuni canoni di logica e ragionevolezza”, ha sancito la nomina di Lo Voi a capo della procura di Palermo. E condannando il Csm al pagamento delle spese di giudizio per complessivi tremila euro.

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Riforma

Le associazioni dei disabili si dividono sulla proposta del Pd “Discriminante per alunni e docenti”. “No, occorrono percorsi ad hoc”.

ROMA – Sulle deleghe, anche lì, il governo della Buona scuola deve subire contestazione. Su una delega in particolare (ne ha in grembo otto): la legge sul sostegno. Entro diciotto mesi il sottosegretario Davide Faraone, che ne è promotore da inizio legislatura insieme alle federazioni Fish e Fand e ne ha presentata una a sua firma lo scorso settembre, dovrà varare quella definitiva come iniziativa autonoma dell’esecutivo. Provando a superare la legge quadro del 1992, la riforma del sostegno a scuola si fonda su quattro elementi: laurea speciale per gli insegnanti interessati, carriere separate tra docenti di curriculum e docenti di sostegno, continuità didattica per i secondi e i loro alunni, quindi, specializzazione per le diverse forme di disabilità.

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BerlusconiROMA . Finalmente Silvio Berlusconi lo ammette: «Non sarò io a guidare il movimento che abbraccerà tutti i moderati italiani, ma un mio erede». Nonostante le smentite degli ultimi giorni, l’ex Cavaliere conferma l’exit strategy in atto. Non un addio, per adesso. Soltanto un passo di lato per ammortizzare la probabile batosta alle amministrative. Prova a ritagliarsi un ruolo di regista, già sperimentato prima della politica attiva. Come ai tempi di Craxi. «Chi sarà questo erede? Ci sono due o tre persone che potrebbero prendere il mio posto di leader — aggiunge — ma di sicuro non ci saranno primarie all’interno di FI. La storia insegna che i grandi leader come De Gasperi, Craxi e Berlusconi non sono mai passati per le primarie». Con buona pace dei satelliti di centrodestra che ancora ci sperano. Continua a leggere »

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