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Flashmob e letture in piazza

Scrittori e genitori si ribellano alle liste di proscrizione del sindaco di Venezia, che comprendono testi su adozione e bullismo. E la Giunta ora sembra poterci ripensare.

I LIBRI proibiti adesso sono chiusi in scatoloni sigillati e pronti per essere nascosti chissà dove. Così come aveva ordinato il nuovo sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, non appena insediato. La censura ha colpito con solerzia. Via dalle scuole della laguna tutti i libri che parlano di “gender, o di genitore 1 e genitore 2” diceva frettolosamente la breve circolare inviata ai dirigenti scolastici. Strana definizione per albi illustrati destinati ai bambini dei nidi e delle materne, liberamente in vendita in tutte le librerie italiane, e dove i protagonisti sono oche, orsi, topi, principesse, elefanti, gatti, famiglie, madri e padri.

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La tragedia greca ha per contraltare la commedia italiana, dove lo schieramento è più o meno il seguente:

Centrosinistra. Renzi sta con il sì, ma non lo ha detto in modo così diretto: ha preferito twittare che «è un derby tra euro e dracma», con un post in inglese che però hanno capito solo gli italiani (nei Paesi anglofoni si sono chiesti cosa c’entrassero i cavalli). In compenso uno dei leader della minoranza del partito, Alfredo D’Attorre, è in partenza per la Grecia per sostenere il no, insieme al fresco fuoriuscito Stefano Fassina. Non andranno in Grecia ma si sono schierati da tempo con Tsipras anche Cuperlo, Chiti, Ricchiuti, Boccia e altri. Civati è per il no ma non andrà ad Atene, Vendola pure è per il no ed è già in viaggio (dalla Puglia è un attimo). Continua a leggere »

Conclusioni

SavianoE ora tutti possono dichiararsi soddisfatti. Il premio Strega è stato vinto da uno scrittore di qualità come Nicola Lagioia, che conosco da molti anni. Elena Ferrante che avevo proposto, (forse l’autrice italiana più internazionale che abbiamo in questo momento) è stata ammessa, bontà loro, alla corsa malgrado l’anonimato: ha varcato persino la soglia della “cinquina”, ma oltre il terzo posto non è potuta andare. Non si può pretendere troppo. L’onore è salvo, il premio Strega è vivo, viva il premio Strega. «Saviano si è permesso di dire chi non vota un certo libro è camorrista e schiavo di chissà quali poteri» ha detto Tullio De Mauro in tv.

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I numeri“Chiedono di modificare punti richiesti dalla stessa minoranza,voglio vedere se fanno cadere il governo” Ma spunta una disponibilità: “Discutiamo nel merito senza pregiudizi”.Gli oppositori: “Noi determinanti”.

ROMA . Preparata da venticinque senatori dem, la trappola perfetta è già nascosta tra i banchi di Palazzo Madama. E rischia di mettere fuori gioco il governo. «Discutiamo nel merito, senza pregiudizi. Ma il bello ricorda in provato Matteo Renzi – è che chiedono di modificare la riforma costituzionale proprio nei punti che erano stati voluti da altri esponenti della minoranza… ». Un paradosso, per il premier. Pronto a concedere solo l’elettività del Senato, e solo a patto di non resettare l’iter del ddl Boschi. «Altro tempo non ne perdo. Piuttosto me la gioco in Aula». E in Aula i verdiniani sono già pronti a votare compattamente con il governo. «Al 100%», assicura l’azzurro Ignazio Abrignani.

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Cara Laura, ragazza belga di 24 anni sprofondata fin dall’infanzia nel buco nero della depressione, ho letto che hai appena chiesto e ottenuto il via libera all’eutanasia, cioè la possibilità di morire per mano dello Stato. Sgombro subito il campo da un pregiudizio. I mali dell’anima sanno essere strazianti e talvolta irreversibili come quelli del corpo; il fatto che siano invisibili non significa che siano meno gravi. E do naturalmente per scontato che ogni tentativo di inocularti il desiderio di vivere sia stato esplorato senza risultati. Che nessuna pasticca di serotonina o assolo di chitarra degli U2 sia riuscito a riaccendere in te la scintilla vitale. La questione va allora spostata su un altro piano. Se sia giusto che lo Stato si sostituisca a te nel porre fine alla tua vita.   Continua a leggere »

Grecia

L’Ft: ipotesi di prelievo forzoso sui depositi Juncker: tempi duri anche se vince il sì.

BRUXELLES. Le banche greche hanno ancora in cassa liquidità per un miliardo di euro, che dovrebbe consentire di far fronte alla situazione almeno per la giornata di lunedì, quando gli istituti di credito dovrebbero riaprire gli sportelli al pubblico. Lo ha detto il direttore generale dell’Associazione bancaria greca, Louka Katseli per rassicurare rispetto alle voci secondo cui le banche non sarebbero state in grado di riprendere il lavoro dopo il referendum. Il Financial Times azzarda che sarebbe già pronto un piano di emergenza che prevede un prelievo forzoso di almeno il trenta percento sui depositi superiori agli ottomila euro.

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