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A Prati, quartiere del centro di Roma, una ragazzina viene trascinata in un parco e stuprata da un uomo di trent’anni. Immediata sul web si scatena la caccia al nero, all’immigrato, al rom, al sindaco Marino che li lascia andare in giro tutti e tre indisturbati a violentare le nostre donne. Ma appena irrompe la notizia che lo stupratore presunto è un italiano purosangue, per di più militare al servizio della sacra Patria, l’esecrazione della Rete dimentica immediatamente il carnefice e sterza sul vestito corto della vittima (a luglio di solito si indossano gonnelloni di lana) e sui genitori depravati che le permettono di rimanere in strada oltre la mezzanotte a differenza di Cenerentola. Gli stessi fini pensatori che sarebbero stati disposti a incendiare un campo rom per vendicare la ragazza offesa da uno di «quelli», indirizzano adesso i loro miasmi contro la scostumata.   Continua a leggere »

Rivoluzione nella legge sulla pubblica amministrazione Subito polemica: “Così il titolo non sarà uguale per tutti”.

ROMA. Il voto di laurea non basterà più. Per diventare dirigenti e funzionari pubblici, conterà anche il pedigree dell’università e la sua generosità o meno nei voti. L’emendamento alla riforma della Pubblica amministrazione, votato ieri alla Camera, è destinato a terremotare non solo i concorsi pubblici, ma anche il mondo universitario e la valutazione delle competenze. Tra le polemiche di chi vi intravede, nella possibile discriminazione tra atenei, un tentativo di abolizione del valore legale del titolo. E chi invece vorrebbe una classe dirigente più preparata e dunque meglio selezionata.

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Stature (Biani)

grecia-renzi-tsipras

Grecia

La crisi . Le riserve dei quattro maggiori istituti sono al lumicino, 500 milioni. E dal turismo ai farmaci, avanza rapidamente la paralisi.

ATENE. Le banche greche si presentano al referendum di domenica con la spia rossa della riserva accesa e vicine al punto di non ritorno. Appese al filo sottilissimo (e ormai sul punto di rottura) dei prestiti di emergenza della Bce. Soldi in cassa non ce ne sono più. “Stasera sono rimasti molto meno di 500 milioni come riserva”, dice una fonte della banca centrale. Il limite di 60 euro giornalieri ai prelievi ai bancomat non ha migliorato la situazione. Anzi. Ieri mattina ad Atene davanti a tutti gli sportelli automatici c’erano code lunghissime (e tranquillissime, va detto) di persone in attesa di prelevare, mentre decine di furgoni blindati bianco-blu della Brink protetti da Rambo in giubbotto antiproiettile, facevano la spola tra una filiale e l’altra per rifornirle con le ultime casse argentate di contanti disponibili. Sperando che un miracolo — molto improbabile — possa riaprire lunedì i rubinetti del credito, garantendo agli istituti la liquidità di cui hanno bisogno per non finire gambe all’aria.

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Devo dire che, tutto sommato, forse Renzi l’ho sottovalutato. A parte avere raso al suolo la scuola pubblica. A parte non contare una mazza in Europa. A parte le bugie. A parte essersi inimicato in un colpo solo pensionati, insegnanti, lavoratori, associazioni partigiane eccetera, ovvero quello smisurato bacino elettorale che prima di lui avrebbe votato Pd a prescindere. A parte avere clamorosamente sottovalutato la questione migranti. A parte avere imposto una legge elettorale che doveva uccidere il M5S e che in realtà rischia di agevolare il M5S. A parte essersi ridotto a salvare i gigli di campo alfaniani, altrimenti il governo cade. A parte non essere andato al voto un anno fa, quando avrebbe preso percentuali bulgare. A parte il credersi dentro House of Cards. Continua a leggere »

Scrive Gilioli sulla Grecia: “Perché all’Italia invece conviene il no” (al referendum).
Ovvero, non essendoci nessuna previsione né legge che possa convincerci che continuando la politica dell’austerity la Grecia sia in grado di ridarci i soldi, sarebbe meglio negoziare sul debito e sulle misure chieste.

Lo dice il buon senso.
Cosa c’è dietro il sì, allora?
Una questione politica, probabilmente, per non favorire le opposizioni anti euro.
E una questione di politica internazionale per cui è sempre meglio stare dalla parte del più forte. Anche se non ha tutte le ragioni. Continua a leggere »

GreciaOggi si fronteggiano in piazza destra e sinistra. In rimonta lo schieramento a favore di un accordo mentre tra i contrari emergono le divisioni. La Chiesa ortodossa è con Bruxelles.

ATENE . «Il cuore dice no. La testa dice sì». Dimitris Stratopholus, manager di 43 anni, riassume così i dubbi di tutti i greci a due giorni dal referendum decisivo per il futuro del paese e – con buona pace di Wolfgang Schaeuble – di tutta l’Europa. Il governo ha stampato le schede e da oggi lotta contro il tempo per recapitarle nelle isole più lontane dell’Egeo e per organizzare i seggi elettorali. «Ce la faremo – ha detto il ministro dell’Interno Nikos Voutsis – E il voto in nome dell’austerity costerà solo 20 milioni ».

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