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buzziI messaggi di Buzzi dal carcere L’uomo delle coop di Mafia Capitale dice di aver finanziato sia Gasbarra che Bettini.

Salvatore Buzzi, ritenuto dalla procura di Roma braccio“sinistro”diMassimo Carminati, continua a parlare dal carcere di Nuoro dove è detenuto al 41 bis. Arrestato durante la prima retata di Mafia Capitale, il capo della 29 giugno rivela nuovi nomi durante due interrogatori tenuti a giugno e tre a fine luglio. A darne notizia è il TgLa7.   Secondo quanto riportato dal servizio, Buzzi avrebbe detto di non aver “mai pagato così tanto” da quando a Roma c’è il Pd. E al Campidoglio? Lì sono“famelici”,dice.Aipmavrebbe fatto anche il nome di Fabrizio Panecaldo, attuale capogruppo Pd al Comune di Roma(estraneo alle indagini) definendolo “insistente”. Tanto che sarebbe per lui la metafora della mucca che senon mangia non si munge. Continua a leggere »

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polettiJobs act a vuoto L’Istat pubblica i dati di giugno: -22 mila occupati (-40 mila sul 2014) con la disoccupazione che torna al 12,7%. Record storico per quella giovanile.

Fluttuazioni da ripresa”.Se la questione non riguardasse l’asfissia del mercato del lavoro, si potrebbe quasi sorridere. Il ministro Giuliano Poletti definisce così gli ultimi dati comunicati ieri dall’Istat. Numeri negativi, che disegnano un panorama statico, ma che per Poletti sono tipici“di quella fluttuazione che caratterizza una fase in cui la ripresa economica comincia a manifestarsi”.   Cosa dicono? A giugno scorso, gli occupati sono calati di 22 mila unità rispetto a maggio, e di 40 mila rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sempre a giugno, l’Istat certifica 55 mila disoccupati in più (+1,7%), 85 mila rispetto al giugno 2014. Il tasso di disoccupazione torna così al 12,7 per cento, cioè quello record raggiunto nel 12014. La“fluttuazione”la si vede sui mesi precedenti. Gli occupati sono saliti ad aprile e calati (-53 mila) a maggio e giugno. Peggio è andata con i disoccupati, scesi ad aprile, rimasti stabili a maggio e aumentati lo scorso mese. Continua a leggere »

assaltoDUMA – L’ ODORE acre si sente ancora. Lì, in mezzo a quelle povere masserizie ridotte in cenere, un bimbo di 18 mesi è morto atrocemente, bruciato vivo da un fuoco che l’odio umano ha attizzato in una terribile e calda notte d’estate. Questa volta i “terroristi” sono gli ebrei, coloni che qui — in mezzo ai poveri villaggi palestinesi che circondano Nablus — hanno costruito i propri insediamenti e importato un’ideologia mistico-religiosa che vede il vicino-diverso un nemico da annientare. “Terroristi”, li ha chiamati così anche Benjamin Netanyahu, il premier più amato dalla destra israeliana, capo di un governo che troppo a lungo ha tollerato la crescita di questi “ultrà” dell’ebraismo che alle due del mattino di venerdì hanno colpito una famigliola innocente per uccidere. I genitori, un figlio di quattro anni e una bimba del vicinato sono scampati alla morte (anche se tutti gravemente ustionati), solo il piccolo Ali non ce l’ha fatta, intrappolato tra le fiamme che hanno spento la sua giovanissima vita.

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renziRiforme al palo, numeri ballerini e partito ai ferri corti: il premier arranca E il Financial Times rincara: “Il vento che lo spingeva sta scemando”.

Vi do molto rapidamente i dati del Consiglio dei ministri”. Matteo Renzi arriva in conferenza stampa a Palazzo Chigi che sono quasi le 14. Abito scuro e tono vagamente dimesso, non rispetta una delle regole numero uno dei primi mesi di governo: parlare sempre e comunque in concomitanza con l’apertura dei Tg.La settimana è stata particolarmente infelice per lui e per il suo governo, e il premier approfitta dell’occasione per mandare un messaggio alle Procure (“i nostri parlamentari non sono dei passacarte”) e uno ai ribelli del Pd (“All’interno dell’az i o n e p a r l amentare si deve votare come si decide all’interno del gruppo”). Continua a leggere »

disoccupati

A giugno risalgono i senza lavoro: 12,7%. E scendono di 22 mila gli occupati. Ma calano anche gli inattivi Renzi: “Ancora molto da fare”. In controtendenza i dati Cna delle piccole imprese: assunzioni stabili in sei mesi.

ROMA . Il lavoro non riparte. I dati di giugno diffusi ieri dall’Istat registrano un nuovo balzo in avanti della disoccupazione che sale al 12,7 per cento (contro il 12,5 per cento di maggio): per ritrovare dati sotto il 12 per cento bisogna tornare indietro agli inizi del 2013.
Particolarmente grave la situazione della disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni): il tasso dei giovani che si sono presentati sul mercato del lavoro e non hanno ottenuto risposta è stato del 44,2 per cento (1,8 punti due punti più di maggio quando era al 42,4 per cento). Per ritrovare un dato simile bisogna tornare indietro al 1977 ai tempi della seconda crisi petrolifera. A giugno si sono registrati 22 mila occupati in meno rispetto a maggio (-0,1%) e 40mila in meno rispetto allo stesso mese del 2014 (-0,2%): secondo calo congiunturale dopo quello del mese precedente.

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mentanaL’INTERVISTA   Enrico Mentana.

Matteo Renzi non è stato diverso dagli altri.Lasua rottamazione si è fermata davanti ai cancelli di Viale Mazzini”. Enrico Mentana, uno dei giornalisti più popolari d’Italia e direttore del TgLa7, guarda da una certa distanza alla riforma della Rai in salsa renziana che ieri ha visto il primo passaggio a Palazzo Madama. E al governo che si appresta a rinnovare i vertici aziendali con la vecchia legge Gasparri.   Direttore, deluso da questa riforma?   Non sono deluso perché non mi aspettavo nulla. Questa non è una riforma della Rai, ma una semplice riforma della governance. Si dice la montagna e il topolino, qui non siamo nemmeno al topolino! Si sarebbe dovuto mettere le mani su tutto il resto: struttura, contenuti, ruolo del servizio pubblico. Continua a leggere »

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