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Il testo è passato al Senato e al Congresso e ora attende soltanto la firma del presidente Usa, che si è detto favorevole alla normativa. Scorza: “Provvedimento inquietante, ma miniera d’oro per chi fa business”. Sarzana: “Anche le agenzie governative in passato hanno raccolto dati senza chiedere il via libera agli utenti”.

Adesso manca soltanto la firma di Trump, perché Congresso e Senato hanno già dato via libera al testo che cancella la privacy degli utenti online. E smantella così quanto approvato dalla Federal Communications Commission (un’autorità equiparabile all’Agcom italiana) durante l’amministrazione Obama. Continua a leggere »

L’attacco via Twitter viene rilanciato dalle agenzie di stampa, alla notizia della tesi plagiata solo un accenno. Silenzio da tg e siti dei grandi giornali.

“Per trasparenza, ecco la mia tesi di dottorato. Nessuna anomalia. Valuteranno i giudici il danno che ho subito oggi”. Il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia non risponde nel merito ma si limita a minacciare, dopo l’inchiesta del Fatto Quotidiano che ieri ha dimostrato come oltre 4000 parole della sua tesi di dottorato presentata nel 2008 all’Imt di Lucca siano prese da altre pubblicazioni, senza indicare in modo chiaro le citazioni. L’agenzia Ansa rilancia il tweet del ministro (la tesi, peraltro, è sempre stata pubblica, sul sito dell’Imt) e solo in un lancio successivo accenna all’inchiesta del Fatto (“cacciatori di plagio”). Continua a leggere »

Londra avvia il distacco dall’Ue May già “ricatta” sulla sicurezza.

LONDRA – «Questo è un momento storico, da cui non si torna indietro », avverte solenne Theresa May. «Questo non è un avvenimento felice, ci mancate già», risponde mestamente Donald Tusk. Non si erano mai molto amate, Gran Bretagna e Unione Europea: ma lasciarsi è lo stesso emozionante, come per ogni matrimonio che finisca con un divorzio. Alle tredici e trenta ora del continente, l’ambasciatore britannico Tim Barrow consegna di persona al presidente del Consiglio europeo Tusk la lettera che attiva l’articolo 50 e mette in moto la secessione del Regno Unito dalla Ue, da completare in due anni a partire da ieri.

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Del gasdotto TAP, che dovrebbe sbarcare sulle coste pugliesi a Melendugno, dei rapporti poco puliti con l’Azerbaigian (democrazia al caviale da cui importeremo il gas) si era occupata Report in un servizio di Paolo Mondani.
Nei giorni in cui si è votato sui diritti civili in Azerbaijan al Consiglio d’Europa, il governo Letta è andato in questa specie di democrazia a firmare l’accordo commerciale. Continua a leggere »

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NON erano albanesi. Nessun movente etnico dietro la morte del ragazzo di Alatri, smentendo quanto era stato prontamente ventilato da qualche fonte facilona, oppure scientemente razzista. Cose di giovani maschi un poco ubriachi, e molto alterati dal bisogno di dire “qui il capo sono io”. Nemmeno l’omertà di chi c’era, e non ha detto niente, è imputabile agli albanesi. È omertà a maggioranza italiana: “prima gli italiani”, lo dice anche lo slogan. La maggior parte delle nostre disgrazie, a partire dalle mafie, a partire dall’opportunismo servile, è imputabile a noi stessi.
Vuol dire che tutti gli albanesi sono brava gente? No.

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