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L’Europa, intesa come unione europea, è riuscita ad imporre alla Grecia una linea politica e una linea economica, anche andando sopra l’esito delle elezioni (dove i cittadini avevano scelto per il paese un altra politica).
Contro Tsipras e contro il suo ministro Vaoufakis (definito buffone, stravagante, incompetente) abbiamo puntato il dito, abbiamo tenuto una linea dura, abbiamo usato dei ricatti (i soldi alle banche). Continua a leggere »

I numeri

Prima ripartizione dei posti a livello nazionale Sedicimila nuovi posti,solo il 9 per cento al Sud.

ROMA. La seconda tranche di assunzioni degli insegnanti della scuola italiana — sono 16.210 quest’ultime immissioni in ruolo, dopo le 29.000 cattedre assegnate a metà agosto dagli Uffici scolastici regionali — conferma quello che si scrive da quando il piano di assunzioni straordinario della Buona scuola è partito: le cattedre da riempire sono al Settentrione, la maggior parte delle richieste arriva però dal Meridione, come da storia del paese. Lo spostamento di massa ci sarà e i primi dati sui “posti nazionali” lo confermano.

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alfanoI leader di Ncd e Udc incontrano più volte il premier: vogliono una quota dei seggi dem.

Al momento di annunciare la sua uscita da Ncd, due giorni fa, Nunzia De Girolamo l’ha detto apertamente: “Se si votasse domani, Alfano si candiderebbe nel centrosinistra”. Sembrava quasi una boutade dell’ex ministro in procinto di tornare in Forza Italia. E invece la trattativa è in corso, da settimane.Contantodiincontri. E sarebbe anche a buon punto. Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini, infatti, si sarebbero visti almeno tre volte con Matteo Renzi per discutere quanti posti il Pd è disposto a lasciare alla Camera a esponenti di Area popolare in caso di elezioni. Continua a leggere »

La visitaIL CASO/GIOVANNI LOLLI È IL VICEGOVERNATORE.

L’AQUILA. Il padre contro il figlio, a colpi di uova, raffiche di pietre e manganellate della polizia. Due giorni fa, durante la visita del presidente del consiglio Matteo Renzi alla città terremotata, il vice presidente della giunta della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, è stato centrato da un uovo ed ha schivato una raffica di sanpietrini. «Ho avuto fortuna, altrimenti sarei morto…» commenta amaro il vice governatore. E a guidare i manifestanti che hanno fatto partire la sassaiola c’era suo figlio, Mattia Lolli, che poi è anche finito all’ospedale per una serie di manganellate ricevute dalla polizia durante uno scontro consumatosi davanti all’ingresso della sede del “Gran Sasso Science Institute”, proprio dove il premier stava svolgendo il meeting sulla ricostruzione con il padre e altri amministratori locali.

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Il libro di Maria Amata Garrito   L’Università nel XXI secolo   (prefazione di Paolo Prodi) non è il testo che sembra, e dunque una rassegna di ciò che è stato fatto e di ciò che c’è da fare, per l’insegnamento superiore, dati i tempi, l’economia e il cambiamento di società. È piuttosto un’anticipazione di qualcos’altro che spesso viene trattato e discusso come se fosse accaduto, ma è soprattutto anticipazione del futuro.   Apparentemente il tema è l’università telematica, anche perché la Garrito, docente ordinaria per tre decenni alla Sapienza di Roma (Psicologia dell’apprendimento),ora presiede una delle più attive organizzazioni di insegnamento universitario a distanza, la sola università multinazionale e multilinguistica,con punti di riferimento in molte parti del mondo. Continua a leggere »

il recordOggi la relazione di Alfano.Ecco i provvedimenti per bonificare l’amministrazione da Mafia Capitale.

ROMA – «A Roma arriverà la Troika», scherzano a Palazzo Chigi nelle ore che precedono il Consiglio dei ministri. Il richiamo agli “uomini in nero” che in passato hanno preso possesso dei ministeri greci, esautorandone i legittimi titolari, calza bene. Perchè questo è ciò che accadrà al termine di un mese di fughe in avanti, ripensamenti e bracci di ferro dentro al governo e anche dentro il Pd tra fautori della linea dura commissariamento del comune – e paladini di un approccio che salvasse almeno le forme. Benché abbiano alla fine prevalso questi ultimi, il giudizio politico del premier su Marino resta pesantissimo. Ormai comunque è fatta. «Qui non si tratta di salvare Marino – ha spiegato Renzi ai suoi – ma di salvare Roma». E anche l’immagine dell’Italia nel mondo, messa seriamente a rischio nel caso l’arrivo di milioni di pellegrini per il Giubileo fosse coinciso con lo scioglimento per mafia della capitale. Un danno incalcolabile di reputazione.

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Renzi

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