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Trasmissione televisiva Porta a Porta

Tasso disoccupazione risale a febbraio al 12,7%, per giovani al 42,6%. Istat, 23 mila senza lavoro in più in un mese.

Si era cantato vittoria troppo presto. Febbraio riconsegna il Paese alla cruda realtà di una crisi durissima da superare. Dopo un dicembre e un gennaio moderatamente positivi, si interrompe il calo della disoccupazione e la curva riprende a salire. Aumenta anche il tasso di disoccupazione fra i giovani. In calo gli occupati.

Era stato soprattutto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a lasciarsi andare a previsioni ottimistiche sulle possibilità di ripresa del mercato del lavoro. Oggi il ministro dice che “in coda ad una crisi le cose tendono a non essere stabilizzate ed è immaginabile che ad una fase positiva possa seguire una flessione. Questa situazione non contraddice i segnali positivi come il consolidamento della ripresa della fiducia da parte di imprese e consumatori”. Continua a leggere »

L.stabilità:Fassina,modifiche per equità e contrasto povertà

Cara minoranza Pd, anzi care minoranze Pd visto che siete diverse tra voi, beh, io ve lo dico, poi vedete voi se credermi o no:

1. A eccezione dei vostri cari, fuori dai palazzi l’interesse nei vostri confronti – già scarsino all’inizio – ultimamente è calato parecchio. Diciamo che al momento siete seguiti grosso modo come il campionato di curling – ma non quello di serie A.

2. Dopo la riunione all’Acquario di Roma, in particolare, le vostre gesta vengono recepite dalla stessa area del cervello che induce talvolta a cliccare sulle dichiarazioni di Sara Tommasi o sui siti sciichimisti. Credo che sia la zona dell’eccentrico-curioso-trash. Continua a leggere »

Decidere!

Renzi ha la sua fondazione.
Come D’Alema ha la sua fondazione.
Come anche altri politici hanno la propria.
Con la quale ricevere generosi (immagino) contributi non (completamente) pubblici.
Con le quali mischiare assieme affari e politica. Appalti e cooperative.

Che c’entrano assieme Renzi e D’Alema (inchiesta ischitana a parte)?
D’Alema è quello che diceva “capotavola è dove mi siedo io”.
Renzi addirittura, apparecchia la tavola solo per lui.
Entrambi hanno visione monocratica del partito che, nato democratico, si è via via trasformato nel partito del pensiero e del voto unico. Continua a leggere »

NatangeloLA DIREZIONE PD DÀ LA “FIDUCIA” ALL’ITALICUM. GLI OPPOSITORI NON VOTANO.

In maniche di camicia (bianca) e jeans d’ordinanza, seduto al banco della presidenza, Matteo Renzi guarda lo smartphone mentre la direzione Pd vota la “fiducia politica” all’Italicum. Non solo non tradisce preoccupazione, ma neanche prende in considerazione le reazioni e le richieste della minoranza del Pd: tant’è vero che si risparmia pure la replica.
È UN SÌ all’unanimità. La minoranza, come annunciato, non vota. I sì sono120 su circa su circa 200 (si contano una ventina d’assenze, tra cui Bersani e D’Alema). Il segretario-premier, dopo aver annientato il dissenso in un intervento fiume di sfondamento, è già “oltre”: come avversario vede praticamente solo Maurizio Landini. Continua a leggere »

ROMA – La caccia grossa alle risorse per il prossimo anno che sarà cifrata nel Documento di economia e finanza ha come obiettivo una preda che vale circa 15 miliardi.
Le ultime stime stanno rimbalzando ancora tra Palazzo Chigi e il Tesoro e, con tutta probabilità, sarà decisiva la riunione del Consiglio dei ministri prevista per la prossima settimana che varerà il Def in tempo utile per consegnarlo al Parlamento e a Bruxelles entro il 10 aprile.
La priorità è quella di non aumentare le tasse e dunque quella di scongiurare il previsto rincaro dell’Iva di due punti percentuali dal primo gennaio del prossimo anno: la garanzia risale alla vecchia spending review di Cottarelli del 2014 quando appunto si stabilì che nel 2016 si sarebbero dovuti fare tagli a regime per 16 miliardi. Continua a leggere »

I punti

Il russo Lavrov: “Non sono pagato per essere ottimista”. Gli Usa: forse una proroga alla scadenza di stasera Netanyahu: “Israele è pronta ad agire”.

ORMAI non è più una questione di settimane o di giorni, ma di ore. L’Iran e le sei potenze mondiali (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza più la Germania) potrebbero raggiungere un’intesa sul programma nucleare iraniano entro la data prevista di oggi, se saranno riusciti a mettersi d’accordo su due punti cruciali che ieri sera erano ancora in discussione. Il primo è quanta ricerca e sviluppo l’Iran potrà svolgere negli 11-15 anni che saranno previsti dall’accordo finale. Per gli iraniani è un punto importante di prestigio: hanno accettato di ridurre drasticamente il numero delle centrifughe, ma rinunciare per anni al programma di ricerca e sviluppo a cui vedono legate le sorti della loro crescita tecnologica è difficile da buttar giù. Il secondo punto riguarda i tempi delle sanzioni e in particolare quelle fissate dall’Onu. Continua a leggere »

StoccataSTOCCATA E FUGA.

Gli arresti di amministratori pubblici si susseguono (ultimo arrivato il sindaco pd di Ischia) ma la domanda è sempre la stessa: possibile che bisogna sempre affidarsi ai carabinieri per scoprire il malfatto? Ai piani alti della burocrazia (ma anche nel mezzanino) chi è addetto ai controlli si gira i pollici o si gira dall’altra parte? E anche la cosiddetta società civile non è piuttosto distratta? A questo proposito è illuminante l’episodio raccontato a Gianluca Di Feo dal commissario anticorruzione, Raffaele Cantone, nel suo libro-intervista Il male italiano, quando al momento della nascita dell’Autorità, una docente universitaria chiese di incontrarlo. Continua a leggere »

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