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stato-dellambienteIn Italia, il 66% delle frane censite in Europa. Notizie positive sulla qualità delle acque sotterranee e di balneazione.

Oggi l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) ha presentato il suo Annuario dei Dati Ambientali 2016: «un racconto, in cifre, dello stato dell’ambiente in Italia. Presentato oggi a Roma, il report fornisce dati e approfondimenti su biodiversità, clima, inquinamento atmosferico, qualità delle acque interne, mare e ambiente costiero, suolo, rifiuti, agenti fisici e chimici, pericolosità naturale, pollini e certificazioni ambientali». Continua a leggere »

bf_renzRenzi non è abituato alle elezioni, ne ha paura e crede che sia un ordigno del MoVimento 5 Stelle: “Non lascio questa arma a Grilloha detto il premier dimissionario congelato. Vorrei tranquillizzarlo. Le elezioni non sono un’arma, tantomeno una mia arma. Sono lo strumento democratico che gli italiani hanno, come sancito dalla Costituzione, per eleggere i rappresentanti della Camera e del Senato (grazie alla vittoria del NO, altrimenti li avrebbero decisi i partiti) e indicare così la loro volontà su quello che il governo deve fare. Continua a leggere »

risultatiStudiosi e sondaggisti spiegano per mano di chi è caduto il governo Renzi.

Inumeri vanno interpretati, certo, ma al di là del loro possibile significato hanno una loro autonoma forza. È il caso di quelli diffusi ieri da Youtrend: “Nei 100 Comuni con più disoccupati il No vince col 65,8%, nei 100 con meno disoccupati vince il Sì con il 59%”.

In generale, c’è una certa correlazione tra alte percentuali di senza lavoro e bocciatura della riforma costituzionale: ovviamente questo può spiegare i risultati plebiscitari del No nel Mezzogiorno, meno la disfatta lungo tutto lo Stivale, persino nelle Regioni rosse (vedi il sostanziale pareggio in Emilia Romagna, dove pure resiste un discreto apparato di partito) e non le percentuali bulgare per il No in zone non esattamente depresse come il Veneto o le province lombarde di Sondrio e Domodossola. Continua a leggere »

chicco-testaLa gogna indicibile di Renzi e renziani, spazzati via dal 60% di “no” alla loro obbrobriosa riforma, genera gioia su tutti noi. Non siate parchi: esultate smodatamente, ora con cortei e ora con vere e proprie torcide. Tale gioia diviene quasi parossistica se si pensa al dolore che sta devastando i pretoriani del Mister Bean di Rignano. Quando siete tristi, pensate alle sofferenze che stanno provando in queste ore Carbone, Serracchiani e Rondolino. Abbeveratevi con goduria ai loro patimenti e non abbiate pietà di loro, come loro non volevano averne nei confronti della Costituzione. Continua a leggere »

istatLa relazione – Pericolo esclusione per il 28%, quasi il 20 “vede” la miseria.

La mancanza di lavoro o di un minimo di reddito sufficiente a soddisfare i bisogni essenziali, come l’abitazione e un’alimentazione adeguata, ha portato 17 milioni e mezzo di persone, il 28,7% dei residenti in Italia, sull’orlo della povertà o dell’esclusione sociale. Il dato riferito al 2015, già drammatico per un Paese occidentale, esplode ai livelli di una vera e propria emergenza sociale nelle Regioni del Sud, dove ormai è a rischio povertà o di esclusione il 46,4% della popolazione, contro il 24% al Centro e il 17,4% al Nord. Continua a leggere »

L’ex sindaco di Milano

“Lancio Campo Progressista un’idea per arrivare al governo”.

ROMA – . «È il momento della verità» avverte Giuliano Pisapia. Ognuno si assuma le proprie responsabilità, dice l’ex sindaco di Milano: e quando si andrà a votare, «al più presto possibile, con una legge elettorale che sia uguale per le due Camere», lui è pronto a tornare in pista. Per riunire il popolo di sinistra che non si riconosce nel Pd sotto la bandiera di un nuovo soggetto politico – il Campo Progressista – disponibile a un’alleanza leale con Renzi. Ad una condizione: che lui rompa con Alfano e con Verdini.

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renzi-scuola

Il capolavoro di Matteo Renzi è fatto. Il boy-scout di Rignano sull’Arno nella vita ha sempre avuto fretta. Ha voluto da sempre essere il primo della classe, quello che alza la mano quando il compagno di banco non ha ancora capito la domanda del professore.
Per poi sbagliare mandando tutto all’aria. Lo ha fatto con il Referendum ma anche con la “Buona Scuola”: ha voluto a tutti i costi una riforma in 300 giorni, in fretta e furia, con una consultazione online limitata al coinvolgimento di 207 mila partecipanti (gli insegnanti sono oltre 700 mila).
Ha costretto il ministro Stefania Giannini e il suo staff (un gruppo di giovani forse fin troppo preparati per un’Italia così arretrata) a lavorare senza tregua pur di portare a casa il risultato di una riforma che doveva servire soprattutto a lui per incassare i voti degli insegnanti. Continua a leggere »