Feeds:
Articoli
Commenti
Letta gela i colonnelli: “Il via libera arrivato da noi” Oggi un vertice ad Arcore, rischi di scissione
Come un macigno scagliato in uno stagno, così la candidatura di Stefano Parisi alla leadership del centrodestra precipita il centrodestra nel caos. E così quando Giovanni Toti e i colonnelli dell’asse del Nord si incollano al telefono per sfogare tutta la rabbia, Gianni Letta li gela. «Potete prendervela con lui quanto volete, il via libera è arrivato da noi. Da Silvio». Certo, lo sconfitto alle Comunali di Milano si è spinto forse un po’ troppo in avanti, ma quel “noi” di Letta significa che Fedele Confalonieri e Marina Berlusconi, e soprattutto l’ex premier approvano l’operazione.

Continua a leggere »

OrlandoIl ministro Andrea Orlando l’aveva detto il 17 giugno scorso: entro luglio troveremo l’accordo sulla prescrizione. E così è stato. “Il nodo politico è sciolto”, ha detto ieri. Il Pd e Ncd, o quel che resta del partito di Angelino Alfano, ancora prezioso per la tenuta del governo, hanno trovato la quadra – al ribasso – dopo ben un anno e mezzo, sulla prescrizione in generale e su quella che riguarda i reati corruttivi, al voto in commissione al Senato. Come anticipato, non più due anni di tempo per celebrare l’appello, dopo la condanna di primo grado, ma 18 mesi. Stesso tempo per concludere il giudizio in Cassazione, mentre la legge votata alla Camera il 24 marzo 2015 prevedeva un anno. Continua a leggere »

A una settimana dal fallito golpe la tensione resta alta Si infiamma il dibattito sul ritorno della pena di morte.

Nuova ondata di arresti: giornalisti nel mirino Proposta shock: “Un cimitero speciale per i golpisti”.

ISTANBUL. Nessuna pietà per i vinti. Ma un “cimitero dei traditori”. Così definisce il progetto il sindaco di Istanbul, Kadir Topbash. «Dove tutti i passanti potranno maledire chi vi è sepolto». Non è l’unica misura draconiana decisa ieri fra Consiglio per la sicurezza nazionale e Parlamento. Anche un tribunale speciale per i processi ai golpisti, un carcere di massima sicurezza destinato a ospitare i condannati, e l’approvazione dell’annunciato stato d’emergenza per 3 mesi. E soprattutto la sospensione della Convenzione europea per i diritti umani. Almeno per tutto il periodo in cui resterà in vigore lo stato d’emergenza. «Come in Francia», si affretta a dire il vice premier Numan Kurtulmus. «Forse solo per 45 giorni. Rivedremo la struttura organizzativa dell’intelligence e le relazioni tra potere civile e militare. Ci sono debolezze sia a livello individuale che organizzativo nella struttura dello Stato».

Continua a leggere »

Plagio (Biani)

trump-plagio-obama

Più si sente ripetere che il sistema delle banche è solido, più si capisce quanto questo sia a rischio e si voglia solo evitare l’effetto panico.
Più si susseguono le leggi e i provvedimenti d’urgenza sulle banche, più si comprende la superficialità con la quale si è affrontato il problema delle sofferenze bancarie.
Ieri le borse hanno avuto un rialzo dopo le parole di Draghi: si possono salvare le banche coi soldi pubblici.
Ma come, per mesi si è sentito che basta salvataggi pubblici, d’ora in avanti “ce lo chiede l’Europa” di far pagare la crisi prima ad azionisti e obbligazionisti.  Continua a leggere »

EtruriaSalvataggio – Arrivate offerte per meno di 400 milioni. Mps, rischio pasticcio.

Lo sgangherato salvataggio delle 4 banche deciso dal governo a novembre costerà caro al sistema. Il Fondo di risoluzione, cioè la Banca d’Italia deve vendere entro fine settembre le “good bank” nate dalle ceneri dei vecchi istituti (Etruria, Marche, Ferrara e Chieti) e affidate a Roberto Nicastro per recuperare gli 1,8 miliardi con cui le ha ricapitalizzate. Ma – come anticipato dal Fatto a maggio – si arriverà a meno di 300-400 milioni: a tanto ammontano le ultime offerte rimaste dopo che quasi tutti gli interessati si sono sfilati visto che gli istituti non vanno a gonfie vele. Il settore bancario, chiamato a finanziare il Fondo di risoluzione, si appresta dunque a perdere quasi 1,4 miliardi che nelle rosee ipotesi iniziali dovevano tornare indietro.

 

Continua a leggere »

Unioni civili
Il decreto passa l’esame del Consiglio di Stato “I sindaci contrari nominino un delegato”
ROMA – Farà caldo, ma poco importa. Perché le unioni civili in Italia sono ormai una realtà, e entro Ferragosto le prime coppie gay potranno dire “sì” davanti ai sindaci in fascia tricolore. Tra 15 giorni infatti, dopo il via libera di ieri del Consiglio di Stato, entrerà in vigore il decreto attuativo della legge Cirinnà, quel decreto- ponte che darà ai Comuni le istruzioni dettagliate su come celebrare le unioni civili. Questo vuol dire che la rivoluzione è compiuta e che le coppie omosessuali saranno coppie “legali” anche in Italia. E nessun Comune, come hanno precisato ieri i magistrati del Consiglio di Stato, potrà fare obiezione di coscienza.

Continua a leggere »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 1.375 follower