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VirginiaIn lacrime dal balcone del Campidoglio. Ieri la 5Stelle Virginia Raggi si è insediata in Comune come nuovo sindaco di Roma. E affacciandosi da Palazzo Senatorio non ha resistito alla commozione. La sua giornata è stata caratterizzata da vari appuntamenti, per la cerimonia di insediamento. Poi è rientrata in Comune assieme a Daniele Frongia, consigliere e probabilissimo capo di gabinetto. Il neo sindaco deve ancora completare la giunta, ma ha già fissato il suo primo Consiglio comunale per il 7 luglio. In un video su Facebook, Raggi mostra il suo ufficio, affacciandosi dalla sua finestra sui Fori. Continua a leggere »

E adesso che succederà? I burocrati di Bruxelles dovranno fare i conti con la vittoria della democrazia diretta. L’articolo 50 del Trattato sull’Unione europea è chiaro. Cameron, che ha annunciato le dimissioni da premier in autunno, deve notificare l’intenzione del popolo britannico al Consiglio europeo. Poi inizieranno i negoziati fra i 27 Paesi membri e il Regno Unito per trovare un accordo che deve definire le modalità di recesso e cioè l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. Si dovrà negoziare tutto: dagli scambi commerciali alla circolazione dei cittadini britannici in Europa e viceversa, dalle politiche agricole all’unione bancaria. Continua a leggere »

Natangelo

alfanoAlfano e Verdini mandano sotto la maggioranza. Per salvarsi l’esecutivo è pronto a modificare la legge elettorale.

Ore 11 e 30 di ieri, il tabellone del Senato registra il primo segnale visibile degli effetti dei ballottaggi sulla maggioranza, che va sotto su un emendamento di Forza Italia al ddl terrorismo con 102 sì, 92 no e 4 astenuti. Non mancano le assenze nel Pd (su 113 erano presenti in 80), ma i democratici accusano immediatamente il “segnale preciso” di Ncd: su 31 senatori che fanno parte del gruppo, 9 votano con FI e 15 risultano assenti. Numeri eclatanti, spostamento imponente. A questi, si aggiunge il fatto che i verdiniani di Ala votano con Forza Italia. E l’intervento di Nitto Palma: “Senza il gruppo di Ala non siete maggioranza al Senato, i numeri lo testimoniano. O li fate entrare al governo o finitela con l’ipocrisia: i voti di Ala per voi sono determinanti”. Continua a leggere »

La classe dirigente

C’è un profetico film inglese del 1972 che si intitola “La Classe Dirigente“.

Inizia con un lord nevrotico che ogni sera gioca ad appendersi con un cappio al collo, simulando un’impiccagione, finché non ci resta secco; prosegue con un catalogo di paranoie psichiatriche di suo figlio, il 14° Conte di Gurney, che si crede Gesù; finisce con una sequenza della Camera Alta britannica in cui i lord si trasformano in cadaveri putrescenti.

Inevitabile ripescarlo dalla memoria, dopo quello che è successo. Continua a leggere »

brexit

Tra i “marziani” di Hillingdon “La Ue era solo per i ricchi”.

LONDRA – La festa dei “marziani di Hillingdon” — come si definiscono loro — è iniziata quando il cielo di Londra aveva appena iniziato a schiarire. «Noi non ce l’aspettavamo», ammette Cliff Dixon, loro capo putativo e anima dell’Ukip locale seduto davanti all’ennesima birra al bancone del pub “The Crown”. Invece è successo: “Leave 72.982 voti (56,36%), Remain 58.040 (43,63%)”, ha annunciato alle 5.45 di mattina il responsabile del collegio elettorale. E il quartiere a Ovest di Londra — noto finora solo per aver dato i natali a Ray Wilkins (glorioso centrocampista di Manchester United e Milan) e per aver eletto in Parlamento Boris Johnson, il volto mediatico della Brexit — si è risvegliato a sorpresa come testimonial dell’”out”.

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Perché Brexit

Chissà perché la gente, il popolino, quello che commenta le notizie dei giornali sul bar o sul treno ama poco l’Europa, i mercati, le banche.
Chissà perché si chiedono i commentatori nei talk, economisti ex presidenti del consiglio, giornalisti di grido che sanno come funzionano le cose.

Certo, basterebbe leggerli i giornali e leggersele quelle notizie che alla gente danno così fastidio.
Ieri per esempio, il presidente del Consiglio è stato ascoltato dalla procura di Roma come persona informata sui fatti per la presunta fuga di notizie, prima del decreto sulle banche popolari.
Dove De Benedetti ha inventito 5 ml in azioni delle popolari, prima che la notizia del decreto uscisse, guadagnandoci 600 mila euro. Continua a leggere »

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