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8 marzo

S’IMPARA col tempo che l’unico argomento a cui gli uomini attribuiscono valore è quello del ricatto. È desolante ma è così. La minaccia, la ritorsione. Non vale dire: quel che stai facendo è sbagliato, o ingiusto. Anzi, è persino irritante e controproducente. Il metro dell’etica è fastidioso per chi conosce e riconosce solo quello del potere. Insinua fastidioso un dubbio. Viene respinto con la mano come si fa con una mosca. A chi ti dice «sei troppo buona» — troppo paziente, non ti merito, troppo nobile, tu ce la farai, tu sei forte — bisogna, purtroppo, rispondere con cattiveria. Continua a leggere »

SONO molto democratici e vogliono rimediare ad ogni ingiustizia subita dalle donne nei secoli, sarebbero disposti a combattere per salvare le donne oppresse dal maschilismo islamico che le violenta e le uccide (ogni tanto lo fa anche un democratico occidentale, ma, come si dice, non fa testo). Sono completamente dalla parte delle donne (in Parlamento non sempre), donne come genere, donne come popolo, donne come cittadini che hanno diritto all’assoluta parità politica, finanziaria, civile e anche professionale con gli uomini (tranne tra i cattolici il sacerdozio). Poi si oltrepassa la porta di casa e le donne scompaiono: resta la donna, che così da sola, non più parte di un mondo di donne, è più donna, cioè una che è meglio che stia al suo eterno posto di donna, e questa è una ragione in più per portarle, l’8 marzo, a ricordarsene, la solita mimosa subito appassita.

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Riforma elettoraleROMA – Non mollare Berlusconi perché le riforme si fanno insieme alle opposizioni, ma anche perché la prossima battaglia sulla legge elettorale sarà piena di trappole. Non a caso il velocista Matteo Renzi quando parla dell’Italicum dice «senza fretta». L’arrivo del provvedimento alla Camera non è ancora in calendario. Si dice che potrebbe arrivare a maggio. Altri pensano addirittura a giugno. Sono tempi piuttosto lunghi per il passo di marcia di Palazzo Chigi eppure il premier non sembra preoccuparsene. Il punto è che appare sempre più necessario ricucire il patto del Nazareno, almeno per il sistema di voto. Le trappole infatti a Montecitorio si chiamano voti segreti. Per questo Renzi continua a guardare a Forza Italia. Ha ottenuto, grazie anche alla moral suasion di Mattarella e al lavoro del capogruppo Pd Roberto Speranza, che gli azzurri rientrino in aula martedì prossimo al momento del sì finale all’abolizione del Senato.

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TottiLE SOCIETÀ DEL CAPITANO DELLA ROMA AFFITTANO TOPAIE DI PERIFERIA AL CAMPIDOGLIO PER L’EMERGENZA CASA: 75 MILA EURO AL MESE PER 35 ALLOGGI. E UN PALAZZO ALL’EX SISMI.

Pubblichiamo uno stralcio de ”I Re di Roma. Destra e sinistra agli ordini di Mafia Capitale” di Lirio Abbate e Marco Lillo, in vendita da ieri (Chiarelettere, 272 pagine, 14.90 euro)   Il 19 maggio 2014, meno di tre mesi prima di presentare la richiesta di arresto per i protagonisti di “Mafia Capitale”, i pubblici ministeri romani mettono nel mirino i Caat, una parolina criptica che sta per Centri di assistenza abitativa temporanea, uno scherzetto da quasi 43 milioni di euro di spese all’anno nel bilancio di Roma Capitale. (…) Questi centri vengono creati nel maggio del 2005 con una delibera del consiglio comunale ai tempi in cui è sindaco Walter Veltroni. Negli anni successivi vengono attivati alloggi di emergenza in numerosi palazzi, quasi sempre in periferia, di proprietà dei soggetti che ne fanno richiesta dopo un apposito bando del Comune. (…) Continua a leggere »

Secondo i giornali spagnoli che ne accudiscono amorevolmente ogni sospiro, al risveglio dall’incidente Alonso avrebbe detto ai medici di Barcellona: «Mi chiamo Fernando, sono un pilota di kart e sogno di correre in Formula Uno». Non ricordava nulla degli anni trascorsi alla Ferrari – quelli preferiamo dimenticarli anche noi – ma neppure dei due titoli mondiali conquistati in carriera. Il campione ultratrentenne era di nuovo un adolescente con la mente sgombra e i sogni intatti. Dopo una settimana è tornato normale, cioè gravato di rimorsi e rimpianti come tutti. La notizia della sua smemoratezza a tempo determinato segue la storia del medico pavese che nel 2013 si era risvegliato dal coma con la convinzione di trovarsi nel 2001. Incredulo di fronte all’euro, ai capelli di Berlusconi, all’idea che quei giovanotti che si ostinavano a chiamarlo papà fossero i figli che aveva lasciato alle elementari.  Continua a leggere »

Putin

TRE ORE DI COLLOQUI, DIECI MINUTI DI CONFERENZA STAMPA SENZA DOMANDE SINTONIA DI FACCIATA: MOSCA PROMETTE TANTI AFFARI E UNA MANO SULLA LIBIA.

Uno accanto all’altro, Vladimir Putin, imperscrutabile   come una sfinge, ma incoraggiante nelle parole (“il nostro incontro è stato utile e tempestivo”) e Matteo Renzi, compunto e serio come gli capita di rado, dopo un incontro durato 3 ore, distribuiscono alla stampa la loro lettura della giornata. Una decina di minuti in tutto. Solenni, come gli stucchi e i marmi che li circondano. In piena armonia. Poi via, senza neanche guardare verso le telecamere. Domande vietate, momento pubblico veloce come la luce. Continua a leggere »

SalviniIl vertice a Padova non risolve i problemi in vista delle regionali Lunedì prossimo un nuovo Consiglio federale per la scelta finale.
ROMA – Il Veneto regala alla Lega una nuova giornata di tensione. Resta in bilico la posizione del sindaco di Verona Flavio Tosi, che dopo il commissariamento della Liga in vista delle regionali – per le quali via Bellerio ha confermato la candidatura del governatore Zaia – è con un piede fuori dal movimento. Il momento clou della giornata è il pranzo, a Milano, proprio tra Tosi e Salvini. Che non è risolutivo e anzi avvicina la scissione. L’ultimo atto sarà scritto al consiglio federale di lunedì.
Per capire l’aria che tira basta confrontare le dichiarazioni rilasciate da Salvini prima e dopo l’incontro. Dice il segretario al mattino: «Penso che con Tosi un accordo si troverà, non siamo una caserma».

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