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Posts Tagged ‘marco travaglio’

Anche nel 25° anniversario delle stragi, come nei 24 precedenti, le commemorazioni per l’assassinio di Paolo Borsellino e della sua scorta hanno seguito un copione diverso, anzi opposto, a quelle di 57 giorni prima per Giovanni Falcone e i suoi angeli custodi. Per Falcone scendono e pontificano regolarmente a Palermo i vertici dello Stato, che invece per Borsellino si limitano a qualche fervorino di circostanza da Roma. Perché questa plateale disparità di trattamento nel ricordo di due giudici che, da quando sono morti ammazzati, viaggiano sempre in coppia come Stanlio e Ollio? Il motivo appartiene all’inconscio, al non-detto dello Stato. (altro…)

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Dio li fa, poi li accoppia. “Berlusconi ha tanti limiti, ma non è di sinistra” (Matteo Renzi, Bersaglio Mobile, La7, 12.7). Così siete in due.

Lottizzati. “Consip, Lotti un’ora dai pm: ‘Sereno, ho risposto a tutte le domande’” (La Stampa, 15.7). Ha scambiato l’interrogatorio per la maturità.

Ce lo dice lui. “Vi racconto cos’è un fascista, anche oggi… una parlata maligna che infesta il web, ma anche certi giornali, fatta di ‘slurp’, ‘lecca-lecca’, ‘lingua’…” (Emanuele Macaluso a Salvatore Merlo, Il Foglio, 12.7). Oh, finalmente si chiarisce cos’è il fascismo oggi: è il Fatto quotidiano che dà dei lecca-lecca ai lecca-lecca tipo Merlo. Ma il miglior antidoto all’olio di ricino è la saliva. (altro…)

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Sembra trascorso un secolo, e invece sono solo tre mesi. Nel mese di aprile, audito in alcune commissioni parlamentari che l’avevano chiamato a riferire, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro rivelò ai cosiddetti “legislatori” e anche al governo ciò che avrebbero dovuto sapere da soli: e cioè che è sempre più difficile individuare, incastrare e arrestare gli scafisti che fanno la spola dai porti della Libia a quelli della Sicilia con i loro carichi di migranti perché questi trafficanti di carne umana non si muovono quasi più dalle acque territoriali (e spesso neppure dalle spiagge) libiche: caricano i disperati su zatteroni sempre più pericolanti, nella certezza che dopo qualche miglio, ai limiti o addirittura all’interno delle acque del loro Paese, ci sono pronte e sincronizzate le navi delle Ong pronte a caricarli e traghettarli in Italia (e solo in Italia, anche se i natanti battono bandiere di mezzo mondo, anche di Malta, della Spagna, della Germania, del Belize e di vari paradisi fiscali). (altro…)

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Avanti, il nuovo libro firmato da Renzi (chi l’abbia scritto non è dato sapere), non è ancora uscito e già serpeggia tra quei milioni di golosoni dei suoi aspiranti lettori la sensazione di averlo già letto tutto, a parte l’indice dei nomi e la quarta di copertina. Sabato bastava acquistare i principali giornaloni e giornalini, o andare gratis sui loro siti, per trovarvi un’ottantina di “anticipazioni”, del tipo di quelle che si abbattono da trent’anni, alla vigilia di ogni Natale che Dio manda in terra, su questo martoriato Paese. Ma con una particolarità che nemmeno Vespa aveva ancora praticato e che ieri Fabrizio d’Esposito ha ben illustrato: Matteo Transformer ha lottizzato i vari capitoli, uno per ogni corrente di (si fa per dire) pensiero. Risultato: un libro per tutti i palati e gli stomaci, tipo il gelato al gusto tuttifrutti, per non scontentare nessuno. (altro…)

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Lavorare con la Guardia di Finanza in redazione senz’aver evaso un euro di tasse né essere accusati di averlo fatto è già piuttosto seccante. Ma leggere nel decreto di perquisizione della Procura di Napoli che essa “sorge sulla base di una denunzia-querela dei difensori di Romeo Alfredo, in cui si lamenta la pubblicazione di notizie coperte da segreto che peraltro avrebbero natura diffamatoria per la posizione del loro assistito”, non sappiamo se faccia più ridere o più piangere. Il preclaro denunziante che il noto criminale Marco Lillo avrebbe diffamato pubblicando atti della Procura che ci perquisisce è quel Romeo che la Procura che ci perquisisce ha fatto arrestare quattro mesi fa per corruzione e indagato un anno fa per associazione per delinquere e concorso esterno in associazione camorristica. (altro…)

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Non si capisce cosa sia questa spasmodica ricerca di un leader della sinistra, cioè di quell’ammasso informe di sigle e siglette rissose e cacofoniche, dai nomi improbabili e impronunciabili, che orbitano alla sinistra di Renzi. Sono così impegnate a litigare, a porsi veti e a tagliarsi la strada da non accorgersi che un leader ce l’hanno già. Non Giuliano Pisapia, il Parolaio Rosa, di cui ancora non s’è capito quasi nulla, anche perché impiega un quarto d’ora solo per dire ciao. Ma Pier Luigi Bersani, affiancato da volti nuovi come Anna Falcone e Tomaso Montanari, simboli del No al referendum (quando Pisapia votò Sì, riuscendo a far sembrare D’Alema un pischello). (altro…)

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Quando muore un genio, tutti a dire che lascia un grande vuoto. Che non lo dimenticheremo mai. E altre frasi fatte. Fatte apposta per non domandarci perché di geni non ne nascono più. O forse ne nascono ancora, ma nemmeno ce ne accorgiamo: mancano l’habitat e l’humus per farli emergere, manca chi li nota, li alleva, li asseconda, li incoraggia, ci investe. Paolo Villaggio, tra le tante fortune, ha avuto anche quella di nascere in un’epoca di geni che i geni sapevano riconoscerli e valorizzarli, senza pretendere di livellarli e formattarli nei confini asfissianti della mediocrità e del conformismo dominanti. (altro…)

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