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Posts Tagged ‘marco travaglio’

L’eroico bambino/1. “Quando avevo 12 anni, nel 1948, andavo con tre compagni di liceo ad attaccare i manifesti per la Democrazia cristiana…” (Silvio Berlusconi, presidente FI, Ansa, 11.11). Perbacco: a 12 anni era già al liceo, l’enfant prodige.

L’eroico bambino/2. “… Una volta mentre ero sulla scala sono arrivati cinque ragazzotti che attaccavano i manifesti del Partito comunista. Mi dicono: ‘Vieni giù che dobbiamo dirti qualcosa’. Poi mi malmenano, mi fanno uscire il sangue dalla faccia. Io sgomito, riesco a svincolarmi e corro, sono sempre stato un grande velocista. (altro…)

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Leggendo l’ultimo sermone domenicale di Eugenio Scalfari, viene in mente Fantozzi che si martella il pollice montando una tenda col ragionier Filini ma, siccome è notte e non vuole svegliare gli altri campeggiatori, corre per il bosco e solo quando ne esce prorompe in un lungo e liberatorio grido di dolore. Nato a Civitavecchia nel 1924, fascista sotto il fascismo, non pervenuto durante la Resistenza, antifascista dopo la caduta del Duce, da allora Scalfari passa per un sincero democratico: sia da liberale, sia da pannunziano (a Il Mondo, quando andava in via Veneto), sia da radicale, sia da deputato socialista, sia da filocomunista, sia da craxiano, sia da demitiano, sia da occhettiano, sia da dalemiano, sia da prodiano, sia da veltroniano, sia da ciampista, sia da napolitaniano, sia da mangiapreti, sia da papista, sia da lettiano antirenziano, sia da filorenziano. Il travestimento dura 72 interminabili anni. Poi l’altroieri l’anziano reazionario non ce la fa più ed esplode finalmente nell’urlo più liberatorio e fantozziano: la democrazia è una cagata pazzesca! (altro…)

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Più il Fascistellum avanza alla Camera come la legge Acerbo del Duce, a colpi di fiducia, più cresce la curiosità dei cittadini di sapere cosa nasconde. E più si allunga la coda di paglia degli autori della solennissima porcata (Pd, FI, Lega, Ap), costretti a giustificare i parlamentari nominati, il voto congiunto, le 6 pluricandidature, le finte coalizioni uninominali, i capi-partito pregiudicati e la norma salva-impresentabili (o salva-Verdini). Due alternative: dire la verità e finire lapidati in piazza; o mentire, sperando che gli elettori se ne accorgano il più tardi possibile. Naturalmente prevale la seconda opzione. Ieri il Pd diffonde uno schemino per dimostrare che “la legge elettorale è oggettivamente migliore” del Porcellum “perché rimette al centro i collegi, i territori, le scelte dei cittadini”. Balle. (altro…)

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Luigi Facta nasce a Pinerolo (Torino) nel 1861 e fa l’avvocato, poi diventa consigliere comunale e poi sindaco della sua città. Nel 1892 è eletto deputato e rimane alla Camera per 30 anni sui banchi dei liberali fedeli a Giolitti, di cui è uno degli “ascari” più obbedienti. “Sono un giolittiano dalla personalità sbiadita”, dice di sé con orgoglio, ben sapendo che in politica, almeno in Italia, le nullità hanno un radioso futuro. Come scriverà Giovanni Ansaldo, biografo di Giolitti, “spesso la mediocrità è una voragine per la quale anche gli spiriti eletti provano una cupa attrazione”. Infatti nei primi anni del 900 lo statista di Pinerolo, mai sfiorato da un’idea che non fosse di Giolitti, diventa sottosegretario alla Giustizia e all’Interno, poi ministro delle Finanze. (altro…)

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Un governo illegittimo, sostenuto da una maggioranza fittizia figlia di una legge elettorale incostituzionale e spalleggiato da un capo dello Stato eletto da quella falsa maggioranza e già firmatario di una legge elettorale incostituzionale, impone la fiducia a se stesso su una nuova legge elettorale incostituzionale senza averne il potere (la legge non è di iniziativa governativa, ma parlamentare) per impedire al Parlamento di discutere, emendare ed eventualmente bocciare una norma studiata a tavolino da quattro partiti per favorire se stessi e far perdere le elezioni alla prima forza politica del Paese (il M5S) e alla sinistra non allineata, e per consentire a un pugno di capi-partito di nominarsi i due terzi delle prossime Camere, truccando le regole del gioco a pochi mesi dalle urne in barba alla raccomandazione del Consiglio d’Europa del 2003 (citata anche da sentenze della Corte di Strasburgo) di non modificare le leggi elettorali nell’ultimo anno prima delle elezioni. (altro…)

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Non era facile, ma Pisapia, presunto leader di “Campo progressista”, ci è riuscito: rendere simpatico D’Alema. Gli ha detto di levarsi dalle palle, ma alla sua maniera, da ex avvocato di Arnaldo Forlani (poi condannato), suo cliente e soprattutto spirito guida: “Faccia un passo di lato perché è divisivo”, così gli ha detto. Poi, forlanianamente, ha aggiunto che è “divisivo” anche Renzi, ma “con lui bisogna parlare”. Ora, noi che forlaniani non siamo e, quando vogliamo che qualcuno si levi dalle palle, gli diciamo “levati dalle palle”, non abbiamo la più pallida idea di cosa sia “un passo di lato”. (altro…)

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La campagna elettorale si annuncia avvincente e pure spiazzante. Almeno per le tante brave persone di centrosinistra che non si rassegnano alla berlusconizzazione del Pd. Neppure quando vedono sulla terrazza del Nazareno gli ex comunisti Giuliano Ferrara e Luciano Violante scambiarsi smancerie, fra uno strale contro la “Repubblica giudiziaria” e una lacrimuccia per l’immunità parlamentare perduta. Più che un convegno, una seduta spiritica alla ricerca del vecchio Pci. È a queste brave persone che rivolgiamo pensieri commossi appena compaiono in tv i replicanti renziani con la lista dei compagni perseguitati e poi assolti. (altro…)

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