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Posts Tagged ‘pd’

Gli attacchi all’Unione Europea, le tasse, la patrimoniale: nel confronto tv in vista del 30 aprile, l’ex premier ha proposto toni e soluzioni cari agli avversari del Pd. E alla fine non rifiuta la grande coalizione con Forza Italia.

No alla patrimoniale, assalto all’arma bianca contro le istituzioni dell’Unione Europea, perfino una nuova legge sulla legittima difesa e, perché no, un’alleanza con Silvio Berlusconi, se serve. Avviso agli spettatori di Sky: Matteo Renzi non è candidato alla guida del centrodestra. Era lì, al confronto tv, proprio perché è ancora candidato alla segreteria del Pd, principale partito di centrosinistra, fondato da comunisti e cristiano-sociali, ex sogno di Romano Prodi. Fondamentale per capire che non fossero le primarie del centrodestra da una parte il fatto che le primarie del centrodestra non esistono in natura e dall’altra che a un certo punto Renzi ha indicato Obama come figura ideale da stampare su un poster da tenere in camera. Perché per il resto la metamorfosi appare quasi completa. (altro…)

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Dietrofront – Nelle bozze del decreto non c’è traccia dei 250 milioni tagliati ai fondi per il sociale trasferiti alle Regioni che il governo s’era impegnato a restituire.

Di tutto di più, tranne i fondi per le categorie più a rischio, in barba alle promesse. La rassicurazione era arrivata il 17 marzo scorso: quel giorno il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, accompagnato dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini aveva promesso di ripristinare le risorse destinate al fondo per le non autosufficienze e alle politiche sociali appena tagliate tra polemiche feroci. Nel primo provvedimento utile, però, della misura non c’è traccia: nelle bozze della manovrina del governo, il cui testo ufficiale dovrebbe uscire oggi, lo stanziamento infatti non compare. (altro…)

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Su un’alleanza PD – M5S alle prossime elezioni, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, è possibilista. Intervenendo sulla domanda di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, il direttore spiega le ragioni auspicate dal filosofo Massimo Cacciari e dal costituzionalista Gustavo Zagrebelsky: “Dato che nel polo di centrodestra c’è Berlusconi disponibile a governare col PD, col rifiuto della Lega e della Meloni, senza per questo avere i voti sufficienti per governare, l’unica soluzione per evitare di ritornare alle urne, è un’alleanza dei 5 stelle o con il PD o con la Lega”. (altro…)

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Il Governo Renzi – Gentiloni si è reso gravemente responsabile di un atto clamoroso che va nella direzione di alimentare la già dilagante corruzione negli appalti pubblici. Ha infatti soppresso il secondo comma dell’art. 211 del D.Lgs n. 50 del 2016, che prevedeva il ruolo “deterrente” dell’ANAC al fine di arginare sul nascere le fonti della corruzione. Una norma che prevedeva, inoltre, non solo di eliminare tutti quei vizi di legittimità degli atti nelle gare pubbliche, a seguito di pareri vincolanti emanati dall’ANAC, ma anche l’emanazione di sanzioni pecuniarie e segnalazioni sulla reputazione e sulla valutazione delle stazioni appaltanti.

In questo modo, dunque, il Governo, disattendendo la volontà del Parlamento, che solo 1 anno fa’ ha approvato il nuovo Codice degli Appalti, elimina il controllo preventivo e cautelativo dell’ANAC sugli atti illegittimi e rimette tutto nelle mani della giustizia ordinaria. (altro…)

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Il retroscena.

L’ex premier confida in una larga affermazione ai gazebo e sfrutta l’effetto May: “Inutile attendere il 2018”. Ma per ora raccoglie solo dei no.

ROMA – Lo ha detto a Paolo Gentiloni e attraverso di lui a Sergio Mattarella. «Bisogna votare prima del 2018. La legislatura è finita il 4 dicembre con la sconfitta al referendum». Poi lo ha ripetuto agli alleati “moderati” come Dario Franceschini e Piero Fassino. «Il logoramento avvantaggia solo i 5stelle. Troviamo una data per le elezioni anticipate ». Matteo Renzi ha fretta e fa molto poco per nasconderlo, come raccontano i suoi interlocutori. Finora però ha raccolto solo dei “no”. A cominciare da quello del premier. Motivati, non di rottura. Ma le frenate di fronte ai numerosi assalti renziani sono state brusche e hanno lasciato i segni sull’asfalto.

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Bonifazi ha annunciato querela e richiesta di danni alla trasmissione Report e al Fatto Quotidiano. Ma qui a chiedere i danni dovrebbero essere tutti gli imprenditori italiani onesti che non avendo acquistato L’Unità e non avendo contatti con il Pd o con Matteo Renzi e Francesco Bonifazi non hanno alcuna speranza di lavorare.
Ecco 10 domande a cui Bonifazi dovrebbe rispondere anziché querelare e intimidire i giornalisti che fanno il loro lavoro:

1. E’ stato lei, insieme a Renzi, il regista del salvataggio de L’Unità ad opera del Gruppo Pessina? (altro…)

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