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Posts Tagged ‘lavoro’

A due anni dalla riforma, un working paper della fondazione Adapt fa il bilancio. Nonostante gli sgravi contributivi, costati circa 20,3 miliardi di euro, “non può dirsi oggi raggiunto l’obiettivo principale”, cioè invertire il rapporto tra i nuovi contratti a tempo determinato e quelli stabili. Nel 2007 erano a termine 13,7 lavoratori su 100, nel 2016 si è toccato il record di 14,4. Inoltre gli incentivi hanno giocato a sfavore dei giovani, il cui tasso di occupazione resta 8 punti sotto il livello pre-crisi.

Che il Jobs Act abbia mancato gli obiettivi di diminuire la precarietà e rendere stabilmente più appetibili per i datori di lavoro i contratti a tempo indeterminato è ormai molto più che un sospetto dei sindacati o un’accusa delle opposizioni: basta guardare gli ultimi dati Inps sull’andamento di assunzioni e licenziamenti nel 2016. (altro…)

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Oggi sul Foglio Tommaso Nannicini – il docente della Bocconi che è anche l’economista più influente del renzismo – spiega in che cosa consiste il “lavoro di cittadinanza” proposto dall’ex premier:

«Non un piano di lavori socialmente utili di massa ma una sfida culturale. (…) Non è lo Stato chioccia che trova lavoro a tutti, ma una visione per tenere insieme crescita e inclusione sociale continuando sul percorso tracciato dal Jobs Act, attraverso un menù di policy diverse che favoriscano l’attivazione e mettano al centro il capitale umano. (…) Ad esempio, servizi di riattivazione sociale con offerte formative che trovino sbocchi lavorativi, una dote messa dallo Stato che si spende per un processo formativo in un circuito di soggetti (…), un esonero contributivo individuale che il giovane si porta dietro in qualunque azienda. È il pezzo mancante del Jobs Act». (altro…)

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camussoIl governo non fissa la data e aspetta che la Camera proponga un disegno di legge per limitarne gli abusi. La Camusso chiede di votare con le amministrative.

Il Parlamento prova ad accelerare sulla riforma dei voucher. Mercoledì la commissione Lavoro alla Camera dei deputati presenterà un testo che faccia la sintesi di quattro tra le proposte in discussione, a partire da quella di Cesare Damiano (Pd). Si tratta di disegni di legge che mirano a riportare sostanzialmente il lavoro accessorio nella cornice della legge Biagi e a ripristinare quindi la natura “occasionale” delle prestazioni. A quel punto, il governo Gentiloni con ogni probabilità farà propria la proposta e valuterà l’idea di inserirla in un decreto legge. (altro…)

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voucher

Un mondo – Addetti alle pulizie, hostess e camerieri, ma anche laureati che parlano 3-4 lingue. Le storie dietro i numeri: “Non c’è futuro per noi”.

Anche riscuotere i voucher è, a sua volta, un lavoro. Devi uscire di casa, portarli allo sportello, sperare che abbiano abbastanza soldi in cassa per pagarteli tutti. Altrimenti devi tornare un’altra volta”. La storia di Fiorella, nome di fantasia, dimostra come l’estremo precariato non sia l’unico problema per chi presta lavoro accessorio. Lo scorso anno ha fatto la cameriera in una pizzeria in provincia di Bari ed è stata retribuita per la maggior parte del tempo in nero e un po’ con i voucher. (altro…)

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lavoro

Lo scorso anno la decontribuzione voluta da Renzi per incentivare i contratti stabili è diminuita dal 100 al 40% e vale solo per due anni. Risultato: dopo il forte incremento dell’anno prima, i nuovi assunti in pianta stabile sono stati addirittura meno di quelli del 2014, quando gli sgravi non c’erano ancora. Giù anche le trasformazioni. E i licenziamenti su rapporti a tempo indeterminato sono saliti da 624mila a oltre 646mila.

Venuto meno il doping dei maxi sgravi contributivi, le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono crollate. La tendenza era evidente fin dai primi mesi del 2016 e ora lo confermano i dati Inps sull’intero anno: tra gennaio e dicembre sono stati attivati 5.803.714 nuovi rapporti di lavoro, in calo del 7,4% rispetto al 2015. (altro…)

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Quindici fattorini di una multinazionale che consegna pasti a domicilio hanno perso il posto per avere protestato contro l’esiguità del salario: due euro e settanta a commissione. Qualche lettore «diversamente giovane» obietterà che anche lui, all’alba dei suoi vent’anni, veniva pagato a cottimo. Si chiamavano «lavoretti», ma oggi i diminutivi hanno perso ogni accezione poetica e si protraggono ben oltre la giovinezza, configurando una condizione permanente di precariato a cui la tecnologia ha aggiunto un tratto insopportabile di disumanità. (altro…)

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camussoSondaggio Tecnè: oltre il 60% degli italiani andrebbe a votare nella consultazione in primavera.

Il referendum del 4 dicembre non li ha appagati. Gli italiani hanno gran voglia di andare a votare anche in primavera, per abolire i voucher. E potendo spazzerebbero via tutto il Jobs Act, a conferma che un altro pilastro renziano crollerebbe nelle urne. Così racconta un sondaggio della società Tecnè sui due referendum sul lavoro proposti dalla Cgil, previsti presumibilmente per maggio. (altro…)

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