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Posts Tagged ‘Carmelo Lopapa’

La linea è decisa: “Non sarà Matteo il nostro candidato al governo, sbarramento all’8%”.

ROMA – Buoni rapporti con l’Eliseo, prima di ogni ragion politica. «Perché oggi gli unici guadagni veri li ricavo da La Cinque» traduce in spiccioli il pragmatico patron di Mediaset nel chiuso di Arcore. Detto questo, la svolta di Parigi muta gli scenari e anche l’ottantenne Silvio Berlusconi vede ora meno plumbeo il suo futuro politico.

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Alla convention il primo confronto, Emiliano parla dall’ospedale: “L’elettorato 5Stelle è anche nostro”. Duello su Ue, lavoro e Italicum.

ROMA  – Le parole d’ordine del segretario in pectore. La chiamata a sinistra del futuro capo dell’opposizione interna. «Chi perde non dovrà bombardare il quartier generale nei prossimi quattro anni », mette le mani avanti Matteo Renzi ancora segnato dal logoramento di chi poi ha abbandonato il Pd. «Dal primo maggio si lavora insieme, ma questo non sia il partito della rivincita ma del riscatto », avverte Andrea Orlando non senza infierire con continui richiami al «fallimento del referendum » per lanciare la sua sfida: «Dobbiamo uscire dall’isolamento in cui siamo finiti e ricostruire alleanze, il nostro errore principale è stato fare le riforme senza il popolo».

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Colloquio segreto a Milano tra i due leader, torna l’ipotesi del listone unico ma peserà il risultato di Le Pen in Francia. Accordo per Genova e Verona.

ROMA – Silvio Berlusconi e Matteo Salvini tornano a parlarsi. E a fare sul serio. Il lungo colloquio di mercoledì tra i due – il primo dopo mesi di gelo e sberle a distanza porta alla chiusura dell’intesa per le amministrative (Genova e Verona in testa), ma getta soprattutto le basi per un asse in vista delle politiche.
Fonti attendibili parlano di un incontro destinato a restare top secret e che sarebbe avvenuto nell’appartamento del Cavaliere in via Rovani, nella giornata di mercoledì trascorsa dal capo del Carroccio a Milano per impegni politici.

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ellekappa

Trattativa drammatica. L’appello del segretario: “Ma temo che la minoranza abbia già scelto. Non chiedete di non ricandidarmi”. L’idea di un congresso diluito.

ROMA – «Sono io che faccio appello alla minoranza del partito: partecipino al congresso che loro stessi hanno invocato dopo il referendum. Ma ho l’impressione che abbiano già preso una decisione e che sia in corso solo il gioco del cerino». La clessidra si sta esaurendo e Matteo Renzi osserva sempre con maggiore distacco il balletto delle trattative che si intensifica alla vigilia dell’assemblea di domenica e della convention della sinistra dem di domani.

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berlusconi

Il leader di Forza Italia.

“Se ci sarà discontinuità non saremo noi a intralciare i lavori del nuovo esecutivo”.

ROMA – È il gran ritorno da (co)protagonista di Silvio Berlusconi al Colle, passerella d’onore e scena che il Cavaliere sfrutta da par suo, unico leader tra i big che va di persona dal capo dello Stato. Ma ancora una volta, ecco un leader pubblico e un trattativista privato, che invoca le urne davanti alle telecamere e promette “senso di responsabilità” a porte chiuse, durante i 25 minuti di colloquio, affiancato dai capigruppo Brunetta e Romani.
Berlusconi rompe subito le formalità e l’austerità della consultazione, ormai pensa di avere con Mattarella una cordialità collaudata, dopo il primo incontro di un mese fa. «Vede presidente, io ho una certa esperienza internazionale, ho curato di persona l’organizzazione dei G7 del 2001 a Genova e poi del 2009 all’Aquila.

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berlusconiIl retroscena.

Larghe intese, le richieste di Fi: voto nel 2018, ministri nell’esecutivo e proporzionale.

ROMA – Da Arcore arriva una grossa mano d’aiuto al Quirinale. No a elezioni immediate, prima la nuova legge elettorale, solo dopo al voto. Il comunicato che Silvio Berlusconi fa partire da Villa San Martino, al termine del pranzo con cui riunisce lo stato maggiore di Forza Italia, stoppa i progetti di Renzi ma anche quelli di Salvini e Grillo, sponsor delle «elezioni subito». Il centrodestra si lacera al primo bivio post referendum.
L’ex premier non apre per ora a un governo istituzionale. «Renzi è stato un irresponsabile ad allestire questa sorta di giudizio universale, adesso sentiamo cosa intende fare, dato che aveva preannunciato le dimissioni e ancora non le abbiamo viste», dice il Cavaliere davanti ai capigruppo Romani e Brunetta, Toti e il rientrante Schifani, Carfagna e Gelmini, Bernini e De Girolamo, Gasparri, Biancofiore e Brambilla oltre ai “soliti” Gianni Letta e Niccolò Ghedini.

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i-voti

Boom di votanti ai seggi. Bocciata la riforma costituzionale cui il premier aveva legato la prosecuzione del mandato. Il Sì travolto al Sud, avanti solo in Toscana, Emilia e Trentino. Il capo del governo nella notte parla in tv.

Il No dilaga al 59%. Renzi lascia in lacrime “La sconfitta è mia, ora tocca a chi ha vinto”.

ROMA – Una valanga di No travolge la riforma costituzionale, affonda il governo Renzi, impallina il segretario del Partito democratico. E il capo dell’esecutivo non attende un solo istante, le dimissioni sono immediate, nella notte, il viso segnato dalle lacrime, il nodo in gola: «Io ho perso e lo dico a voce alta. Non si può fare finta di nulla. Domani pomeriggio (oggi,
ndr) riunirò il Consiglio dei ministri e salirò al Quirinale per le dimissioni.

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