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Posts Tagged ‘Carmelo Lopapa’

ellekappa

Trattativa drammatica. L’appello del segretario: “Ma temo che la minoranza abbia già scelto. Non chiedete di non ricandidarmi”. L’idea di un congresso diluito.

ROMA – «Sono io che faccio appello alla minoranza del partito: partecipino al congresso che loro stessi hanno invocato dopo il referendum. Ma ho l’impressione che abbiano già preso una decisione e che sia in corso solo il gioco del cerino». La clessidra si sta esaurendo e Matteo Renzi osserva sempre con maggiore distacco il balletto delle trattative che si intensifica alla vigilia dell’assemblea di domenica e della convention della sinistra dem di domani.

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berlusconi

Il leader di Forza Italia.

“Se ci sarà discontinuità non saremo noi a intralciare i lavori del nuovo esecutivo”.

ROMA – È il gran ritorno da (co)protagonista di Silvio Berlusconi al Colle, passerella d’onore e scena che il Cavaliere sfrutta da par suo, unico leader tra i big che va di persona dal capo dello Stato. Ma ancora una volta, ecco un leader pubblico e un trattativista privato, che invoca le urne davanti alle telecamere e promette “senso di responsabilità” a porte chiuse, durante i 25 minuti di colloquio, affiancato dai capigruppo Brunetta e Romani.
Berlusconi rompe subito le formalità e l’austerità della consultazione, ormai pensa di avere con Mattarella una cordialità collaudata, dopo il primo incontro di un mese fa. «Vede presidente, io ho una certa esperienza internazionale, ho curato di persona l’organizzazione dei G7 del 2001 a Genova e poi del 2009 all’Aquila.

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berlusconiIl retroscena.

Larghe intese, le richieste di Fi: voto nel 2018, ministri nell’esecutivo e proporzionale.

ROMA – Da Arcore arriva una grossa mano d’aiuto al Quirinale. No a elezioni immediate, prima la nuova legge elettorale, solo dopo al voto. Il comunicato che Silvio Berlusconi fa partire da Villa San Martino, al termine del pranzo con cui riunisce lo stato maggiore di Forza Italia, stoppa i progetti di Renzi ma anche quelli di Salvini e Grillo, sponsor delle «elezioni subito». Il centrodestra si lacera al primo bivio post referendum.
L’ex premier non apre per ora a un governo istituzionale. «Renzi è stato un irresponsabile ad allestire questa sorta di giudizio universale, adesso sentiamo cosa intende fare, dato che aveva preannunciato le dimissioni e ancora non le abbiamo viste», dice il Cavaliere davanti ai capigruppo Romani e Brunetta, Toti e il rientrante Schifani, Carfagna e Gelmini, Bernini e De Girolamo, Gasparri, Biancofiore e Brambilla oltre ai “soliti” Gianni Letta e Niccolò Ghedini.

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i-voti

Boom di votanti ai seggi. Bocciata la riforma costituzionale cui il premier aveva legato la prosecuzione del mandato. Il Sì travolto al Sud, avanti solo in Toscana, Emilia e Trentino. Il capo del governo nella notte parla in tv.

Il No dilaga al 59%. Renzi lascia in lacrime “La sconfitta è mia, ora tocca a chi ha vinto”.

ROMA – Una valanga di No travolge la riforma costituzionale, affonda il governo Renzi, impallina il segretario del Partito democratico. E il capo dell’esecutivo non attende un solo istante, le dimissioni sono immediate, nella notte, il viso segnato dalle lacrime, il nodo in gola: «Io ho perso e lo dico a voce alta. Non si può fare finta di nulla. Domani pomeriggio (oggi,
ndr) riunirò il Consiglio dei ministri e salirò al Quirinale per le dimissioni.

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la-destraIl leader di FI indica le condizioni di un patto post-voto Ma il capo della Lega: così le nostre strade si dividono.

ROMA – Silvio Berlusconi è pronto a siglare un nuovo Patto del Nazareno, «ma a condizioni chiare, molto chiare». Quattro, per l’esattezza, che elenca nel salotto a lui caro di Bruno Vespa (dove dice tra l’altro che «se vincesse il Sì ci sarebbe una dittatura e sarebbe meglio andare in un altro Paese »). Per Matteo Salvini e i suoi è la conferma dell’«inciucio» imminente.
I due leader sono ormai ai ferri corti a ridosso del referendum e, benché schierati entrambi sulla sponda del No, tutto lascia presagire che comunque vada da lunedì sarà Big Bang. Carroccio sulle barricate “populiste” e “sovraniste” per incoronare “Matteo” con le primarie, berlusconiani al lavoro sulla nuova legge elettorale con il pd di Renzi.

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L’ex premier alla conta nel partito, Toti ormai è fuori Attesa per la sentenza della Corte di Strasburgo.

ROMA – «Silvio is back, sì credo proprio che si possa dire così», spiega un compiaciuto Niccolò Ghedini al telefono a chi dal partito lo chiama dopo la mezzora di Berlusconi sulla poltrona bianca di Barbara D’Urso negli studi di Canale5. Per capire se è tutto un bluff, se è fuffa elettorale, o se il capo fa sul serio, se è tornato stavolta per davvero.
E che importa se Matteo Renzi ha chiuso subito dopo con un’intervista più incisiva. Il leader di Forza Italia la sua partita la sta giocando sul fronte tutto interno al centrodestra, c’è una leadership insidiata da difendere. Il passaggio di domenica prossima è una tappa del percorso che – nella strategia messa a punto ad Arcore – dovrebbe portare l’ex premier a riprendersi il “suo”, in termini elettorali. E non solo. Perché il ritorno pianificato è trino. E spazia dal Milan alla trattativa per Mediaset con Vivendì.

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I rimborsi

Tra rimborsi elettorali e contributi ai gruppi in Parlamento sopravvive la metà della quota che le segreterie percepivano prima dell’entrata in vigore della legge Letta.

ROMA.
L’ora X del taglio del cordone ombelicale non è ancora scattata (nel 2017), che i partiti hanno già trovato nuovi canali, altre vie, per accedere comunque ai finanziamenti pubblici. Tutto legittimo e a norma di legge, come si dice in questi casi, ma la sostanza è che lo Stato non ha voltato del tutto le spalle alle tesorerie.

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